Vannacci choc in piazza: “Chi mandiamo a morire al fronte, i signori che sfilano al Pride?” (VIDEO)

Il vicesegretario della Lega ha contestato l'investimento annuo in difesa e sicurezza al 5% del Pil entro il 2035 avallato dal governo che vede Salvini vicepremier. Con parole sconcertanti.

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Vannacci choc in piazza: "Chi mandiamo a morire al fronte, i signori che sfilano al Pride?" (VIDEO) - Matteo Salvini e Roberto Vannacci - Gay.it
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Il Governo di Giogia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani ha firmato l’accordo Nato che prevede la crescita della spesa militare sino al 5% del Pil entro il 2035, dando così credito al diktat di Donald Trump. Attualmente l’Italia si trova al di sotto del 2%. Per i prossimi 10 anni l’Italia dovrà sborsare la bellezza 964 miliardi in spese militari, ovvero 445 miliardi in più rispetto al livello attuale del 2%. Bisognerà quindi trovare circa 44 miliardi di euro in più all’anno. Un’enormità. Come, non è chiaro.

La Lega di Matteo Salvini, che è vicepremier nonché ministro delle infrastrutture, ha deciso di prendere le distanze da una decisione sostenuta dal governo di cui fa parte. E se l’ex ministro per le infrastrutture tace, dopo aver pubblicamente criticato il piano di Ursula von der Leyen contestandole l’ipotesi che si potessero destinare 3 punti percentuali in più del PIL al riarmo, è il vicesegretario leghista Roberto Vannacci ad aver attaccato la folle crescita al 5%. Con parole sconcertanti.

In piazza a Foggia, l’eurodeputato leghista si è domandato.

“Spendiamo 800 miliardi di euro e poi chi va a combattere al fronte? Quali sono le persone che oggi vengono cresciute nelle nostre scuole con quali principali ideali l’onore, la difesa della patria, la lealtà, lo sprezzo del pericolo, il coraggio e che, a fronte del riarmo e della minaccia russa, dovremmo mandare a morire al fronte?”.

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Domande a cui Vannacci ha così risposto: “Recentemente in Toscana c’è stato il gay pride. Ci mandiamo questi signori a morire al fronte. Ditemelo voi. Chi è pronto a questo sacrificio? Chi viene educato ancora con questi valori? È inutile spendere 800 miliardi se poi al fronte non ci va a combattere nessuno”.

Senza alcuna logica apparente Vannacci ha così ancora una volta utilizzato la comunità LGBTQIA+ per fare rumore, per alimentare odio, per dividere, per suscitare ‘scandalo’ dall’interno di un partito che malgoverna l’Italia con una mano mentre con l’altra fa opposizione, utlizzando entrambi i piedi per prendere a calci quel minimo di decenza che la destra nazionale ha perso da tempo, senza neanche più avere timore di doverlo nascondere.

© Riproduzione riservata.

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