En el camino del 41enne David Pablos ha vinto il Queer Lion 2025 dell’82esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
Arrivato alla sua 19esima edizione, il Queer Lion è il premio attribuito annualmente al “Miglior film con tematiche omosessuali & Queer Culture” tra tutti quelli presentati al Festival di Venezia. Non era mai andato ad un’opera messicana. En el camino sarà distribuito in Italia da I Wonder Pictures.
Queer Lion 2025 a En el camino di David Pablos, la motivazione

“Per il coraggio della produttrice Inna Payán di aver realizzato un progetto ambientato in un mondo dominato da una sottocultura machista intrisa di violenza ed omofobia. Per l’audacia del regista David Pablos nell’aver rappresentato una sessualità carnale, esplicita, reale e senza filtri. Per il ritratto di un amore puro che unisce due uomini, due solitudini, due fragilità che si scoprono, si amano, si salvano: il Queer Lion Award 2025 va a En el camino di David Pablos”.
Il 19esimo Queer Lion Award è stato assegnato dal Direttivo dell’Associazione Queer Lion: Daniel N. Casagrande, giornalista e critico cinematografico, membro del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, ideatore e fondatore del premio; Marco Busato, collaboratore di Radio Capodistria; Jani Kuštrin, operatore culturale; Adriano Virone, attivista LGBTQ. La consegna del Queer Lion Award avverrà all’interno della cerimonia di premiazione della Settimana Internazionale della Critica, venerdì 5 settembre, ore 19:00, presso Casa I Wonder, Lido di Venezia. L’accesso alla cerimonia di premiazione è consentito solo tramite invito.
En el camino di David Pablos, la trama
Protagonisti del film, presentato nella sezione Orizzonti, Victor Prieto e Osvaldo Sanchez.
Veneno, un giovane vagabondo ribelle, frequenta tavole calde lungo la strada dove passa le notti con i camionisti. Avendo urgente bisogno di un passaggio, incontra Muñeco, un camionista duro e riservato. Lo convince a portarlo nel mondo ipermascolino dei trasporti a lungo raggio nel nord del Messico. Mentre viaggiano insieme e tra loro si crea un’inaspettata intimità, riaffiorano ombre del passato di Veneno, mettendo a rischio la vita di entrambi.
En el camino, parla il regista David Pablos

“Il mio film racconta un rapporto romantico tra due uomini in un contesto ostile e violento – il mondo dei camionisti e delle autostrade – governato dalle regole dell’eteronormatività e dell’ipermascolinità. La storia scava nei limiti emotivi dei personaggi principali, plasmati dal machismo che ne detta tanto il comportamento sociale quanto quello intimo”, il commento di Pablos, non solo regista ma anche sceneggiatore della pellicola prodotta da Diego Luna, che ha così mantenuto il Queer Lion in Sud America. Lo scorso anno fu Alma del desierto, documentario prodotto tra Colombia e Brasile, a trionfare.
Pablos aveva già diretto Il ballo dei 41, film a tematica LGBTQIA+ finito direttamente su Netflix nel 2021. Una storia vera su una celebre retata omofoba andata in scena alla fine del XIX secolo, quando Ignacio de la Torre sposa la figlia del presidente messicano Porfirio Díaz. Ignacio conduce una doppia vita: la sua ascesa nel mondo della politica si contrappone alla sua appartenenza a una società clandestina. Il delicato equilibrio regge finché non incontra Evaristo, il 42° membro della società. La storia culmina con una retata della polizia che portò alla luce segreti e scandali durante una festa organizzata da Ignacio e diventata famosa come “Il ballo dei 41”.
En el camino di David Pablos, le reazioni stampa
“Con dialoghi ridotti al minimo e la massima risonanza visiva, David Pablos realizza un film che rimane impresso, non per i climax appariscenti, ma perché coglie la tenerezza quando nessun altro la coglie”, si legge su TaxiDrivers.
“Un road movie queer teso e carnale, che scava nei codici della mascolinità messicana per farne esplodere le contraddizioni“, scrive FilmTv.
“Un film dalla visione potente e profondamente toccante come commento alla mascolinità e su come la società la percepisca in diverse circostanze“, scrive International Cinephile Society.
“Un road movie polveroso e malinconico che trova una tenerezza fugace in un mondo brutale“, si legge su Micropsiacine.

