Jude Law il trasformista. Dopo essere stato Lord Alfred “Bosie” Douglas in Wilde, Dickie Greenleaf in Il Talento di Mr. Ripley, Gigolò Joe in A.I. – Intelligenza artificiale, John Watson in Sherlock Holmes, Aleksej Karenin in Anna Karenina, Vortigern in King Arthur, Albus Silente in Animali Fantastici, Enrico VIII in Firebrand e un giovane Papa per Paolo Sorrentino, il 52enne attore inglese sarà Vladimir Putin per Olivier Assayas.
A darne notizia Deadline. Il regista di Personal Shopper e Sills Maria adatterà “Il mago del Cremlino” di Giuliano Da Empoli, edito in Italia da Mondadori.
“Lo dico con esitazione perché non ho ancora iniziato a lavorarci. Voglio dire, l’ho fatto, ma al momento sembra un Everest da scalare, quindi sono ai piedi delle colline e guardo in alto pensando, ‘Oh Cristo, cosa ho fatto?’ È spesso così che mi sento quando dico di sì. Stavo pensando, ‘Oh Dio, come farò a farlo?’ Ma comunque, questo è un mio compito da risolvere”, ha sottolineato Law a Deadline. Al fianco dell’attore ci saranno Paul Dano, Alicia Vikander e Zach Galifianakis.
Il mago del Cremlino di Giuliano Da Empoli, la trama
Il mago del Cremlino è un romanzo in cui l’autore ci immerge nella psiche tortuosa di Vadim Baranov, l’alter ego romanzesco di Vladislav Sourkov, quello che è stato lo spin doctor di Vladimir Putin fino al 2021. Nel corso di una notte, Baranov, l’uomo conosciuto come il “mago del Cremlino”, racconta come abbia contribuito a costruire l’immagine dello “zar” nel 2001, quando quest’ultimo era solo il pallido e sconosciuto ennesimo primo ministro dell’era di Boris Eltsin. Baranov, proveniente dall’avanguardia artistica e dai reality TV, è un uomo colto ma è anche e soprattutto un ideologo fascisteggiante, capace di far leva sul risentimento di Putin, e di legittimare il suo brutale autoritarismo, correggendone il lessico grossolano. Baranov, insomma, contribuisce a fornire alla dittatura una maschera da democrazia e in breve diventa lo spregiudicato artefice della disinformazione esacerbando e incanalando la rabbia del popolo sui social e altrove. Un romanzo che si legge con paura, come una tragedia romana: le persone che hanno portato Putin al potere vengono eliminate o messe in carcere mentre, con l’aiuto di dollari, manipolazioni, attacchi informatici, e il sostegno a movimenti estremisti di ogni tipo, viene creato il mito di una Russia onnipotente capace di controllare le trame più nascoste. L’obiettivo non è quello di prendere il potere ma di creare il caos. Ma al di là della radiografia implacabile del sistema Putin con i suoi cortigiani servili, i suoi oligarchi, i suoi esuli braccati, le sue escort, i suoi killer implacabili, Il mago del Cremlino fa sentire al lettore il soffio gelido del potere russo. È Il Principe di Machiavelli attraversato dalle nebbie di John le Carré, narrato con le cadenze della grande letteratura russa.
La produzione del film dovrebbe iniziare nel 2025, con Jude Law recentemente sbarcato su Disney+ grazie a Star Wars: Skeleton Crew, serie LucasFilm in cui interpreta un pirata. Candidato a 4 Golden Globe, l’attore inglese è stato nominato anche a 2 Oscar, strappando una candidatura ai Tony, ai Drama Desk Award e 3 ai Laurence Olivier Award.
Chi è Vladimir Putin
Ex funzionario del KGB, Vladimir Putin è stato prima primo ministro, poi presidente della Federazione Russa, di nuovo premier e infine di nuovo Presidente. Da un quarto di secolo Vladimir Vladimirovič tira i fili del più vasto Stato del mondo, con 150 milioni di abitanti al suo servizio. Per anni abbiamo dovuto sopportare dichiarazioni al limite del folle, che raccontavano Putin come “grande statista”, con i leader della destra italiana a scodinzolargli tra le gambe. “Farei cambio tra Renzi e Putin domattina, altro che dittatore”, cinguettava Salvini nel 2014, rilanciando così nel 2015: “Se devo scegliere tra Obama e Putin scelgo PUTIN tutta la vita”, prima di sparare a zero contro il Capo dello Stato: “Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin”.
Eppure il presidente russo non ha mai indossato maschere, non ha mai finto di essere chicchessia, esplicitando tutto il proprio dissenso nei confronti della democrazia, dello stato di diritto. Nel corso degli ultimi 25 anni Putin ha incarcerato i propri oppositori e ha chiuso giornali e tv a lui ostili, mentre misteriosi decessi hanno visto cadere i suoi più acerrimi nemici. Uno dopo l’altro.
Nel 2013 il parlamento nazionale russo ha approvato all’unanimità una legge che proibisce la distribuzione di materiale propagandistico a sfondo omosessuale, rivolto ai minori di 18 anni, in tutto il Paese. La tristemente celebre “legge contro la propaganda LGBT”, che ha di fatto reso illegali i Pride, così come il parlare in difesa dei diritti LGBTQ+, distribuire materiale che promuova le istanze delle persone omosessuali, propagandare l’idea che le relazioni tra persone dello stesso sesso siano uguali a quelle etero, mostrare film, serie tv e/o spettacoli tv con coppie dello stesso sesso. Nel 2021 Putin ha modificato la Costituzione, vietando ufficialmente il matrimonio egualitario e le adozioni per le persone transgender, definendo la “fede in Dio” come valore fondamentale della Russia.
Nel 2018, dinanzi alle ripetute denunce di violenze nei confronti degli omosessuali in Cecenia, la Russia negò davanti al Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU le accuse di torture e assassinii ad opera delle forze di sicurezza della regione del Caucaso contro la comunità LGBTI e riportate dal quotidiano Novaja Gazeta. Tra i suoi principali alleati c’è Ramzan Kadyrov, dal 2007 a capo della Cecenia, repubblica della Federazione russa, ovvero colui che ha dato vita all’omocausto ceceno. Negli ultimi anni attivisti, giornalisti e sopravvissuti hanno accusato il governo ceceno di aver arrestato, torturato e ucciso decine di persone LGBT+. A fine 2021 vi abbiamo raccontato la storia di Salman, deportato e massacrato per presunta omosessualità.
Da quando “Vladimiro il grande” ha fatto suo il potere le elezioni russe si possono nonché devono considerare “discutibili”, perché mai credibilmente libere e giuste, con risultati plebiscitari da dittatura d’altri tempi. La Chiesa ortodossa russa, guidata dall’omotransfobico Kirill, lo segue come se fosse un Dio. Nel 2024 Putin ha fatto suo un quinto mandato fino al 2030, con oltre l’88% dei voti e un’affluenza che ha superato il 73%. Si tratta del più alto numero di voti ottenuto nella storia della Russia moderna. Se solo si potesse parlare di reali ‘elezioni’.
A fine 2022 la Duma ha approvato la nuova legge contro la propaganda LGBTQIA+, ancor più stringente della precedente, perché definitivamente censorea nei confronti di tutto e tutti, miniro o non. Lo scorso giugno Putin ha ordinato che le persone LGBTQIA+ venissero considerate malate per legge, vietando la transizione di genere. A fine 2023 la Corte Suprema russa ha dichiarato estremista il movimento LGBTQIA+, con arresti a pioggia.


