Come sarà il nuovo Versace di Pieter Mulier? Chi è il nuovo erede di Gianni scelto da Lorenzo Bertelli

Ecco chi guiderà il marchio della Medusa appena acquisito dal Gruppo Prada: la sua relazione con lo stilista Matthieu Blazy, direttore creativo di Chanel, finita nel 2023.

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Pieter Mulier nuovo direttore creativo di Versace, scelto dal presidente esecutivo del marchio Lorenzo Bertelli dopo l'acquisizione della Medusa da parte del Gruppo Prada.
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Il Gruppo Prada ha ufficializzato la nomina di Pieter Mulier come nuovo Chief Creative Officer di Versace, a partire dal 1° luglio 2026. La decisione segue l’uscita di scena di Dario Vitale e conferma i rumour circolati negli ultimi mesi, che indicavano lo stilista belga come favorito per guidare la creatività della maison della Medusa dopo Donatella Versace.

Un profilo di lungo corso

Classe 1978, Pieter Mulier è un nome arci-noto e molto amato nei circoletti piccoli piccoli della moda globale, pur avendo spesso mantenuto un profilo discreto. Nato in Belgio e formatosi in architettura presso l’Institut Saint-Luc di Bruxelles, ha iniziato la carriera accanto a Raf Simons, di cui è stato per quasi vent’anni il braccio destro, lavorando con lui in maison come Jil SanderDior e CalvinKlein. Proprio Raf Simons è il vice-Miuccia sulle collezioni Prada e proprio il Gruppo Prada ha comprato Versace di recente,

Nel 2021 Mulier era stato nominato direttore creativo di Azzedine Alaïa, primo successore del fondatore dopo la sua scomparsa. Sotto la sua guida il marchio di uno dei più grandi creativi della storia della moda e del costume ha riacquisito visibilità critica e commerciale, con item diventati cult, tipo borse. Un tema caro al Gruppo Prada che sugli accessori ha costruito uno dei più fiorenti fashion-imperi di oggi (unico gruppo del lusso ad avere cifre in attivo in questo periodo).

Stile e visione creativa

L’approccio di Mulier alla moda unisce rigore e delicatezza. Le sue collezioni sono state spesso descritte come sculture indossabili, proprio come faceva Alaïa: volumi ben definiti, costruzioni tecniche e una chiara attenzione al corpo femminile.

È un designer che non ama gli eccessi gratuiti, ma plana su un linguaggio elegante, calibrato. Molto lontano dagli stilemi sguaiati di una certa idea di Versace. Diversi osservatori del settore hanno evidenziato come il suo lavoro in Alaïa abbia saputo reinterpretare l’eredità del marchio con rispetto e modernità, senza strappi radicali. Cosa ne sarà della trionfale e sguaiata sensualità del marchio nato dall’estro provocatorio di Gianni Versace?

Il ruolo in Versace

A sinistra Petier Mulier con Raf Simons ai tempi della loro collaborazione. Oggi Simons è numero 2 di Prada, il cui gruppo ha acquisito Versace. A destra Mulier con Matthieu Blazy, oggi direttore creativo di Chanel, ai tempi della loro relazione affettiva.
A sinistra Pieter Mulier con Raf Simons ai tempi della loro collaborazione. Oggi Simons è numero 2 di Prada, il cui gruppo ha acquisito Versace. A destra Mulier con Matthieu Blazy, oggi direttore creativo di Chanel, ai tempi della loro relazione affettiva finita nel 2023.
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La nomina a capo creativo di Versace arriva in un momento di transizione complicato per il marchio, entrato nell’orbita Prada lo scorso anno. Secondo Lorenzo Bertelli, presidente esecutivo di Versace, Mulier è l’uomo giusto per “esprimere pienamente il potenziale del brand e instaurare un dialogo profondo con la sua storia e la sua estetica distintiva”. Mulier inizierà ufficialmente il suo incarico dal 1° luglio 2026, subentrando a Dario Vitale.

Adotterà un linguaggio stilistico radicalmente nuovo o in continuità con l’eredità di Gianni e Donatella Versace? O cercherà una mediazione che possa dischiudere spazi per una sua visione del marchio della Medusa?

Come sarà il nuovo Versace di Pieter Mulier

Il Versace di Pieter Mulier non ci regalerà certo colpi di teatro. Possiamo aspettarci al limite uno spostamento d’aria causato dal sipario che si sposta lentamente, quando le luci sono ancora basse. La Medusa continuerà a guardare per ammaliare, ma lo farà da più vicino, come uno sguardo che non ha bisogno di urlare per immobilizzare. Mulier comprimerà il desiderio con una pressione altissima, che tuttavia non genererà alcuna esplosione. Più una pentola a pressione, che un cumulo di brace ardente.

Sotto la sua mano, Versace potrebbe perdere l’ornamento per ritrovare il corpo. Un corpo non esibito, ma che scolpisce l’immaginario nella costruzione della propria identità. Un erotismo meno teatrale di Gianni, ma più inquieto, che potrebbe tuttavia ricordare come Gianni Versace sapesse essere crudele e spietato, prima che glamour.

Sarà un Versace che seduce senza ammiccare, che inquieta più di quanto rassicuri. Abiti come armature sottili, tagli che stringono invece di esibire, sensualità che chiede attenzione sottovoce, mentre insinua subdolamente la propria carica seduttiva. Se Donatella del dopo Gianni aveva acceso le luci, Mulier potrebbe abbassarle. E nell’ombra tessere un capitolo più sottilmente seducente. E vendibile.

Vita privata

Pieter Mulier è noto per avere una vita privata lontana dai riflettori. Non rilascia interviste frequenti e non ha mai dichiarato pubblicamente dettagli sulla sua sfera personale in modo esplicito per i media mainstream. Tuttavia, secondo diverse fonti nel mondo della moda, Mulier è stato fino al 2023 in una relazione con lo stilista Matthieu Blazy, direttore creativo di Chanel. Mulier non ha mai fatto dichiarazioni pubbliche sulle proprie relazioni.

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