La divina Donatella lascia la direzione di Versace, arriva Dario Vitale da Miu Miu sotto l’ombra di Prada: ecco chi è il nuovo designer della Medusa

La lezione di vita di Donatella è un messaggio umile e visionario: ma chi è Dario Vitale?

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Versace Dario Vitale Donatella Prada
Dario Vitale sostituirà Donatella Versace alla guida creativa della maison della Medusa, che sta per essere acquisita dal Gruppo Prada.
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Donatella Versace non sarà più alla direzione creativa del marchio Versace, al suo posto arriva Dario Vitale, designer di Miu Miu del Gruppo Prada. La lezione di vita di Donatella è un messaggio umile e visionario. Ella non lascia certo sbattendo la porta, anzi fa un passo indietro, restando visibile. Un declassamento fiero, orgoglioso, un seme vitale per il futuro e un messaggio a certi colleghi dinosauri abbarbicati alle proprie patetiche collezioni: genia!

Il crepuscolo di un regno

Il profilo della Medusa, emblema di un’era scintillante, rimbomba su Milano come l’eco di certe memorie intrise di lusso e audacia, ripiegate negli ultimi anni in un mesto, sempre coraggioso, ma inesorabile declino. L’annuncio era nell’aria da settimane, ma ora è ufficiale: Donatella Versace, dopo quasi trent’anni di regno incontrastato, abbandona la direzione creativa della maison fondata dal fratello Gianni. A partire dal 1° aprile 2025, sarà Chief Brand Ambassador, volto e anima filantropica del marchio: ricordiamo i suoi numerosi impegni per la comunità LGBTIAQ+. Intanto, un nuovo protagonista si affaccia alla ribalta: Dario Vitale, sinora voce silenziosa ma audace dietro le quinte di Miu Miu, che in Versace assumerà il titolo di Chief Creative Officer, pronto a riscrivere il destino del brand con la mano ferma e lo sguardo visionario che gli osservatori di costume e moda gli hanno sempre riconosciuto negli ultimi anni.

La danza dei numeri e la promessa del rinnovamento

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Non è solo la metamorfosi di un mito, ma una necessità improrogabile. Capri Holdings, che controlla Versace dal 2018, ha visto i propri ricavi complessivi scendere dell’11,6%, con un meno 15% proprio sul marchio Versace. Numeri che risuonano come un lugubre presagio, illuminati a stento dagli articoli che sussurrano di un imminente accordo con il Gruppo Prada. Pare che la holding di Miuccia e dei Bertelli (padre, figli ecc.), proprietaria di Miu Miu che Dario Vitale ha guidato stilisticamente fino a poche ore fa, stia per chiudere il cerchio di un’acquisizione da tempo sussurrata, in un intreccio di interessi e capitale che potrebbe concretizzarsi entro la fine di marzo. Insomma, il Vitale cambia brand, ma resterà sotto gli stessi capi, la busta paga sarà comunque staccata dal Gruppo Prada. Perché oggi la notizia, più che Vitale alla guida di Versace, è questa: Prada ha chiuso l’acquisizione di Versace.

Fra i riflettori puntati e i sussurri di corridoio, la parola d’ordine è sempre la stessa: rinnovamento. Donatella, intramontabile icona della moda mondiale, amata in ogni angolo del globo, spettacolare madrina di noi tutte debosciate che crediamo ancora nella libertà individuale sempre e prima di ogni altra cosa, dà il benvenuto a un’era che la vede meno ingarbugliata agli uffici stile, ma più vicina ai valori profondi che animano il brand — promozione, beneficenza, visione filantropica. Divina.

Il fantasma di Gianni e la cadenza del ricordo

Gianni e Donatella Versace al Met Gala del 1992
Gianni e Donatella Versace al Met Gala del 1992

È impossibile non evocare la figura di Gianni Versace, la cui eredità creativa si intreccia a ogni filo di seta, a ogni borchia dorata che ha reso celebre la maison. «È stato il più grande onore della mia vita portare avanti l’eredità di mio fratello Gianni», ribadisce Donatella, suggello emotivo, vibrazione di dolore e sangue, su un’epoca irripetibile. Eddai diciamolo qui: con Gianni morì un genio assoluto non solo per la moda. Ora Donatella, con consueta grazia, e con un ultimo, elegante inchino, lascia lo spazio al giovane talento che dovrà raccogliere una fiaccola carica di storia, stampe trionfali e ninnoli d’oro e e di responsabilità, all’ombra del Gruppo Prada che, diciamo pure questo, è la più illuminata multinazionale dell’industria di moda oggi.

Chi è Dario Vitale

Dario Vitale Versace Medusa
Dario Vitale guiderà creativamente Versace: Donatella sarà brand ambassador

Timido esploratore di estetiche non convenzionali, Dario Vitale ha maturato la propria voce creativa dietro i bastioni di Miu Miu come Design and Image Director. Nato lungo la Costiera Amalfitana, Vitale ha studiato a Milano, evolvendo un gusto raffinato, un’ossessione per il layering, una certa capacità di frantumare le cristallizzazioni borghesi (nello stile pradesco) armonizzandole alle nuove richieste generazionali, e un istinto decisamente vivace nel dialogare con il mondo del lusso in una chiave così contemporanea che ha mutuato Miu Miu – marchio fino a qualche anno fa dormiente – nel brand più in crescita nel globo. Figuriamoci cosa potrebbe fare con Versace, devono essersi detti i Prada leccandosi i baffi. Il suo profilo Instagram è punteggiato da frammenti della sua quotidianità — immagini del suo cane, misteriose fotografie di quadri imballati — come se l’arte fosse un filo conduttore che unisce vita privata e ricerca stilistica. Il Vitale, sobrio e cosciente che davanti ai riflettori accesi, è sempre meglio alzare gli occhiali da sole e abbassare il tono di voce, ha proferito:

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“Sono davvero onorato di unirmi a Versace come Chief Creative Officer e di far parte di questa speciale e potente casa di moda di lusso creata da Gianni e Donatella. La casa di Versace ha un patrimonio unico che ha attraversato decenni e ha plasmato la storia della moda. Voglio esprimere il mio sincero ringraziamento a Donatella per la sua fiducia in me e per la sua instancabile dedizione allo straordinario marchio che Versace è oggi. È un privilegio contribuire alla futura crescita di Versace e al suo impatto globale attraverso la mia visione, competenza e dedizione”

Meraviglioso il messaggio di Donatella Versace, le sue parole:

“Per me è sempre stato importante sostenere la prossima generazione di designer.
Sono entusiasta che Dario Vitale si unirà a noi e sono emozionata di vedere Versace con occhi nuovi. Voglio ringraziare il mio incredibile team di design e tutti i dipendenti di Versace con cui ho avuto il privilegio di lavorare per oltre tre decenni.

È stato il più grande onore della mia vita portare avanti l’eredità di mio fratello Gianni.
Era un vero genio, ma spero di avere un po’ del suo spirito e della sua tenacia.

Nel mio nuovo ruolo di Chief Brand Ambassador, rimarrò la sostenitrice più appassionata di Versace. Versace è nel mio DNA e sempre nel mio cuore.”

Il potere dei simboli e l’abbraccio del futuro

«Versace è ciò che è oggi grazie a Donatella», ha sentenziato Emmanuel Gintzburger, CEO del brand, mentre John D. Idol, Presidente e AD di Capri Holdings, ha definito questa transizione come parte di un «attento piano di successione». Il cuore della Medusa non smetterà di battere, promettono i vertici, e il volto di Donatella, con la sua chioma inconfondibile, rimarrà comunque un faro nelle iniziative benefiche e nella promozione globale. D’altro canto, la mano di Vitale, con la propria «nuova prospettiva», dovrà reinterpretare i codici Versace e ribaltare le attuali sorti finanziarie, senza tradire l’energia provocatoria e il fascino teatrale che hanno sempre contraddistinto il marchio. Tutto questo anche grazie ai mezzi che arriveranno dal Gruppo Prada, che – unica multinazionale del lusso al mondo – cresce del 20% a semestre su base annua.

Il respiro di una nuova era

Oltre ai riflettori della passerella, l’avvicendamento tra Donatella Versace e Dario Vitale è una posta in gioco alta. Lo dimostrano le incertezze del mercato, la corsa frenetica all’acquisizione e la necessità di riconquistare un pubblico di consumatori volubili, in cerca di storie autentiche e avanguardie estetiche. E Vitale può senz’altro centrare questi obiettivi. Donatella è pronta a cedere lo scettro creativo per difendere l’ideale immortale di Versace, con la consueta grazia che l’ha resa un’icona capace di dialogare con generazioni diverse. Ora tocca a Dario Vitale trasformare questo addio in un nuovo inizio, cavalcando l’onda di aspettative e promesse: un po’ come un romanziere che, girata l’ultima pagina di un capitolo, si appresta a scriverne uno completamente nuovo, in cui la Medusa, ancora una volta, saprà ammaliare il mondo. Ad oggi, non ci sono notizie su chi guiderà Miu Miu: ma questa è un’altra storia che darà il via ad un’altra catena di smottamenti assai eccitanti.

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