Fino a 20 giorni fa gli esperti davano Will & Harper, documentario Netflix, come il favorito per vincere l’Oscar 2025. Poi sono arrivate le nomination e l’amara sorpresa: Will & Harper è stato del tutto snobbato. I documentari che si contenderanno l’ambita statuetta il prossimo 2 marzo saranno Black Box Diaries, No Other Land, Porcelain War, Soundtrack to a Coup d’Etat e Sugarcane.
Will & Harper, di che parla?

Una doccia fredda per Will Ferrell e la sua migliore amica di lunga data, la scrittrice Harper Steele, protagonisti di un progetto on the road che li porta a conoscersi ancora più a fondo sulle strade d’America dopo il coming out come donna trans di Harper con conseguente transizione, avvenuta durante la pandemia. Sia Will che Harper hanno iniziato a lavorare al Saturday Night Live lo stesso giorno del lontano 1995. Ferrell come nuovo comico e Steele come sceneggiatrice. Da lì, Ferrell è diventato una superstar mentre Steele è diventata la capo-sceneggiatrice al SNL, in seguito direttrice creativa di Funny or Die e sceneggiatrice di diversi film dello stesso attore. Will & Harper mostra i due amici mentre si mettono in viaggio per elaborare questa nuova fase della loro amicizia e reintrodurre Harper nel Paese che ama, questa volta come se stessa. In 16 giorni i due guidano da New York a Los Angeles visitando tappe significative per loro, per la loro amicizia e per l’America, come quel Tennessee dove il 63% delle persone trans ha subito discriminazioni. Tra risate, lacrime e molte lattine di Pringles, si spingono oltre le loro zone di comfort mentre riesaminano le loro relazioni con questi luoghi e tra loro, sotto una nuova luce.
Presentato con successo sia al Sundance (con standing ovation del pubblico) che al Telluride, Will & Harper è stato accolto da entusiastiche recensioni. Netflix puntava su una nomination sicura ma alla fine si è ritrovata con il cerino in mano.
La reazione di Will Ferrell alla mancata nomination
Intervenuto al Late Show di Stephen Colbert, Ferrell ha per la prima volta preso parola su quanto avvenuto, chiedendo al conduttore di fargli proprio quella domanda.
“Chiedimi se siamo stati nominati all’Oscar”, ha insistito Ferrell, con Cobert che ha iniziato ad elogiare il suo “bellissimo documentario”. “È un documentario così bello, è uno dei migliori documentari che abbia visto negli ultimi anni. È stato meraviglioso, è stato tempestivo, è stato sentito, mi ha ispirato. Che ne dici della nomination all’Oscar?”, ha chiesto il presentatore all’attore.
“Non l’abbiamo ottenuta“, ha detto Ferrell, con Colbert che ha aggiunto: “Fanculo Academy!”. Il comico ha invitato coloro che non hanno votato Will & Harper a “succhiarglielo”. “Siete del doc-brunch. Nessuno vuole passare del tempo con il doc-brunch. Che branco di perdenti”. “Il mio obiettivo non era la statuetta, ma far ridere Harper”. “Volevamo mostrare la realtà senza filtri, ma con il linguaggio che ci unisce: le risate“.
Ferrell si riferisce alla tendenza Academy nel nominare sempre e solo documentari dai toni drammatici. Il famigerato “branco dei documentari”. Mai nessun progetto che sappia anche ridere, trattare temi importanti con il dono dell’ironia. Josh Greenbaum, regista di Will & Harper, ha aggiunto: “L’Academy premia solo storie di oppressione raccontate con un’estetica da film studentesco”.
Il doc con Will Ferrer e Harper Steele ha il 99% di recensioni positive su su Rotten Tomatoes. La polemica nei confronti di Will & Harper si aggiunge all’increscioso circo nato attorno a Karla Sofia Gascon, prima storica attrice trans nominata agli Oscar da due settimane finita suo malgrado in un incubo che sembrerebbe non voler conoscere la parola fine.
