Sorridente, con una spilletta arcobaleno a forma di cuore sul camice, a voler ricordare a tutti, con orgoglio, l’appartenenza ad una comunità. La nostra comunità. Kious Kelly, 48 anni e da sempre dichiaratamente e serenamente omosessuale, è la prima vittima da Coronavirus tra il personale medico di New York, travolta dal Covid-19 in poco più di una settimana. Infermiere al Mount Sinai West di Manhattan, Kious è stato dolcemente ricordato da una collega, sui social.

Riposa in pace, Kious. Eri un essere umano e un infermiere fenomenale. Eri talmente gentile che anche gli angeli volevano fare amicizia con te. Oggi è il giorno più triste per gli infermieri del 10 B. Sei stato uno dei pilastri più forti per noi e ora non ci sei più. Hai sempre combattuto per noi e per i pazienti. Non dimenticheremo mai come ci hai fatto sentire. Non ti dimenticheremo mai.

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Sul web ha preso forma la polemica perché proprio dall’ospedale di Kelly sono emerse non poche lamentele, a causa della quasi totale mancanza di dispositivi di protezione. Medici e infermieri sono stati immortalati con dei camici protettivi ricavati dalle buste dell’immondizia. Sacchetti di plastica trasformati in ‘scafandri’, per provare a contenere il Covid-19. Dall’ospedale hanno confermato le difficoltà di gestione, chiedendo unità dinanzi a questa pandemia che nella sola New York ha contagiato oltre 50.000 persone, uccidendone quasi 800.

La famiglia e gli amici di Kelly hanno organizzato una raccolta fondi on line per pagare le spese funebri e per riportare il suo corpo in Michigan, dov’è nato, al termine di questa crisi. Ad oggi sono stati raccolti oltre 17.000 dollari.

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