71 anni, Yaakov Litzman è un rabbino nonché Ministro della Salute del governo di Benyamin Netanyahu, ed è risultato positivo al Coronavirus insieme alla moglie. Nulla di eclatante se non fosse che proprio Lizman, poche settimane fa, avrebbe definito il Covid-19 una punizione divina per l’omosessualità“. La notizia, ieri circolata ovunque, è stata poi smentita, è a tutti gli effetti una bufala, perché Litzman si sarebbe ‘limitato’ ad etichettare l’omosessualità come ‘peccato’, senza però legarla al Covid-19. Omofobo sì, ma non a tal punto dall’incolparci di una pandemia. Un altro rabbino israeliano è arrivato a tanto, ovvero Meir Mazuz, purtroppo non nuovo a deliri contro la comunità LGBT.

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Il primo aprile, ma non è stato uno scherzo, Litzman è risultato positivo al test, costringendo il primo ministro Netanyahu e altri membri del governo ad un isolamento totale di 15 giorni. La stampa isreaeliana ha accusato il ministro di non aver incredibilmente rispettato le restrizioni decise dal suo stesso ministero legate al distanziamento sociale, frequentando luoghi di preghiera di gruppo nei giorni precedenti alla diagnosi.

In tutta Israele, il numero dei contagi ha toccato quota 10.000. Proprio per questo motivo per oggi, giorno in cui si celebra la Pesach, Pasqua ebraica chiamata anche Passover, il Governo ha deciso il blocco totale di ogni attività.

 

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