Premiato fotografo iraniano, fuggito a Londra nel 2011 perché esausto dall’omofobia vissuta nel proprio Paese, Shahin Shahablou è deceduto causa complicazioni da Coronavirus. Da sempre gay dichiarato, Shahin è morto la scorsa settimana, pochi mesi dopo aver incontrato il proprio partner Kevin Lismore.
“Voleva davvero qualcuno con cui condividere la sua vita”, ha confessato Lismore a Buzzfeed. “Ha detto che non sarebbe mai stato in grado di trovare un partner, lì in Iran, che sarebbe sempre stato solo sesso. Ma voleva un partner per la vita. ”
Lismore ha definito “qualcosa di molto speciale” quanto accaduto tra loro due, a tal punto che Shahablou credeva che il loro incontro fosse stato un segno del destino. “Questa è stata una cosa così crudele, perderlo così presto”, ha continuato il compagno. “È davvero ingiusto, per lui, per me, i suoi amici e la sua famiglia. È tragico”.
David Gleeson, un amico di Shahablou, ha rivelato di aver preso in considerazione l’idea di rimpatriarlo in Iran, ma la sua famiglia ha pensato che dovesse rimanere a Londra, la città che ormai da anni chiamava casa. A Londra Shahablou ha lavorato come fotoreporter freelance per organizzazioni come Amnesty International. La fotografia è sempre stata la sua vera passione. Pur di continuare a fare quel che voleva fare ha spesso rinunciato a lavori più commerciali, e remunerativi, rimanendo anche senza soldi. Anche per questo motivo lavorava part-time in un supermercato, per arrivare a pagare i conti a fine mese.
Shahablou era una figura assai nota nella comunità LGBT + londinese, avendo fotografato decine e decine di persone LGBT. Aveva paura del coronavirus, perché aveva l’asma e una valvola cardiaca che perdeva. È entrato in ospedale il mese scorso, è stato successivamente dimesso. Poi il 27 marzo la nuova corsa in ambulanza. Ha trascorso i suoi ultimi giorni attaccato a un ventilatore in terapia intensiva.
