Fase 2 e il dilemma “Congiunti”, parla il ministro Elena Bonetti: “lo sono anche fidanzati e coppie di fatto”

"Ho a cuore di tutelare i diritti delle coppie omosessuali, che non devono essere discriminate. Lavoreremo nei prossimi giorni per un chiarimento", ha precisato la Ministra.

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Elena Bonetti, ministra del governo Draghi.
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Dopo 18 ore di terremoto politico, con attacchi diretti di Arcigay, Gay Center e dalla stessa maggioranza PD formata dal deputato Zan e dalla senatrice Cirinnà, Elena Bonetti, ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, ha provato a fare chiarezza sul termini ‘congiunti‘.

Ricordiamo che l’ultimo DPCM del Governo, in vigore dal 4 maggio, consentirà a tutti noi di andare a trovare i nostri ‘congiunti‘, per cui si intende “gli ascendenti, i discendenti, il coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti“. E i fidanzati? E gli amici? Apriti cielo.

Intervistata dall’Huffington Post, la Bonetti ha così affrontato l’argomento.

Lo sono anche fidanzati e coppie di fatto. Mi è chiaro il problema e come ministro per le Pari Opportunità ho a cuore di tutelare i diritti delle coppie omosessuali, che non devono essere discriminate. È un punto che va chiarito e va chiarito nella direzione di permettere alle persone di ricongiungersi con i propri legami, fidanzati compresi. Bisogna richiamare al senso di responsabilità ma nello stesso tempo è altrettanto importante la vita delle persone che risponde all’esigenza delle relazioni umane e delle coppie. Lavoreremo nei prossimi giorni per un chiarimento.

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Anche l’ANSA, in tal senso, ha specificato come Da una prima interpretazione del Dpcm in vigore dal prossimo 4 maggio, con “congiunti” si intendono “parenti e affini, coniuge, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili“. Le Faq, che saranno pubblicate nei prossimi giorni sul sito di Palazzo Chigi, chiariranno ulteriori dubbi interpretativi sul provvedimento”. Il Governo Conte ha ora 7 giorni per intervenire, andando a coprire soprattutto quel vuoto normativo che coinvolge le famiglie arcobaleno.

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