Tra poco meno di un anno, ovvero dal 12 al 22 agosto 2021, Copenaghen (in Danimarca) e Malmö (in Svezia) ospiteranno la prima celebrazione congiunta del WorldPride e degli EuroGames. Le due città sono divise da 15 minuti di tragitto.
Tra un anno esatto il nord Europa diverrà snodo centrale della comunità LGBT internazionale. Nel pieno di una pandemia che ha cancellato centinaia di Pride in tutto il mondo, copreso l’Europride di Salonicco, il World Pride potrà essere visto come punto di ripartenza, a 52 anni dai moti di Stonewall solo un anno fa celebrati a New York. L’evento, tra le altre cose, coinciderà con due anniversari LGBTQ: settant’anni dalla prima chirurgia ricostruttiva genitale riuscita al mondo, in Danimarca nel 1951; e cinquant’anni dopo la fondazione del Gay Liberation Front danese, nel 1971.
Un World Pride che avrà una madrina molto speciale, ovvero la principessa Mary di Danimarca, erede al trono danese, poche settimane fa splendida ambasciatrice durante il primo e speriamo ultimo Global Pride, che si è tenuto sul web lo scorso giugno. Anche Vittoria, principessa di Svezia, si è spesa in favore del Pride nazionale, a fine luglio.
Il primo storico World Pride, come dimenticarlo, si tenne a Roma nel 2000, per poi sbarcare a Gerusalemme nel 2006, a Londra nel 2012, a Toronto nel 2014, a Madrid nel 2017 e a New York nel 2019. Nel 2023 si terrà a Sydney, mentre nel 2025 l’intera manifestazione potrebbe tornare a Roma, a un quarto di secolo esatto dallo storico World Pride del Giubileo. Da battere Orlando, che nel 2026 potrebbe abbracciare l’evento per celebrare i 10 anni della strage del Pulse.
