Gli animati contrasti sull’emendamento alla base dell’istituzione della giornata contro l’omobitransfobia nelle scuole ha interrotto il dibattito sul DDL Zan. Tutto rimandato alla seduta del 3 novembre prossimo. Nel frattempo, sul web, si sta alzando la voce della comunità LGBTQ+ italiana, stanca di assistere ad argomentazioni che sviliscono la discussione. A farsi portavoce del malcontento generale è stata la creator Muriel, che su Instagram ha condiviso un lungo post critico nei confronti dell’opposizione:
La proposta di legge sull’omobitransfobia ha la mia stessa età, 24 anni, e proprio in questi giorni è partita la discussione alla Camera. Dopo ventiquattro anni di richiesta siamo ancora qui a capire se ha senso o meno concederci una tutela, proteggerci dagli atti di discriminazione che ogni giorno membri della community LGBT+ italiana subiscono.
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Muriel contro l’opposizione al DDL Zan: “Il nostro futuro nelle loro mani? Rabbia e dispiacere”
Muriel ha pubblicato alcuni frammenti dei discorsi di Vittorio Sgarbi e di alcuni onorevoli della Lega e di Fratelli di Italia, che invece di entrare nel merito della legge che mira a punire chi discrimina sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, hanno mescolato questioni di vario genere. Un ricco minestrone in brodo di gender: unioni civili, “femminucce” alla ricerca di una pensione in anticipo ed uteri in affitto, prontamente respinto dalla ragazza:
È assurdo che la discussione stia avvenendo fra persone che non ne sanno nulla sull’argomento. Come possono pensare di esprimere un pensiero critico e costruttivo? […] È come se stessero cercando tanti piccoli – e inutili – aghi nel pagliaio pur di non fare approvare questa legge, ribadendo concetti che non hanno nemmeno a che fare con la proposta del DDL Zan. […] Non conoscono nemmeno ciò di cui stanno parlando e sapere che il nostro futuro sta nelle loro mani crea dentro di me rabbia, paura e dispiacere.
Difficile non essere d’accordo con Muriel. La youtuber non ha potuto non menzionare alcuni degli episodi in cui la violenza omotransfobica è riuscita a conquistare le prime pagine della cronaca italiana negli ultimi tempi. Dalla macchina di Camilla, distrutta dai vicini perché lesbica, alla tragica morte di Maria Paola Gaglione, colpevole di amare un ragazzo trans.
