Ungheria, l’onda omofoba colpisce Budapest: in arrivo una serie di leggi anti-LGBT

In passato il presidente Viktor Orbán aveva preso la Polonia come modello da seguire. Questi sono i primi risultati.

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Ungheria omofoba, presto leggi anti-LGBT.
2 min. di lettura

L’Ungheria si prepara all’introduzione di una serie di leggi contro la comunità LGBT, simili a quelle già viste in Polonia, Ucraina e soprattutto in Russia. A spiegare cosa sta accadendo nel Paese, è Rémy Bonny, politologo e attivista LGBT belga.

Da quanto riportato, il parlamento ungherese e il primo ministro Viktor Orban si apprestano ad approvare alcune leggi di riforma costituzionale. Queste punteranno ad affermare i valori tradizionali del Paese, ma anche alla cancellazione delle persone transgender.

Lo spettro dell’omofobia e della discriminazione era già iniziato con l’abolizione dell’Autorità per la parità di trattamento. A questo, presto si aggiungeranno delle leggi per l’educazione cristiana e verrà sancito il “diritto di crescere con il sesso assegnato alla nascita”, minando così anche la possibilità del cambio di sesso.

L’Ungheria dichiara battaglia alla comunità trans

Quello che si sta assistendo in Ungheria è una guerra contro le minoranze. Dalla capitale, Budapest, la riforma costituzionale renderà impossibile i cambianti di genere, già dichiarati illegali all’inizio del 2020.

Uguaglianza, inclusione, non discriminazione saranno parole bandite. Mentre l’unica istruzione possibile sarà quella che guarderà “ai valori basati sull’identità costituzionale e sulla cultura cristiana dell’Ungheria“.

Niente diritti per le coppie LGBT in Ungheria

Stesse misure per le famiglie LGBT in Ungheria. L’adozione per le coppie dello stesso sesso rimangono illegali, identificate come processi ideologici del mondo occidentali:

 Nuovi e moderni processi ideologici nel mondo occidentale – che sollevano dubbi sulla non creazione di uomini e donne – minacciano il diritto dei bambini a uno sviluppo sano sancito dalla Costituzione ungherese. Per garantire questo denominato appositamente diritto dei bambini, è necessario garantire il diritto del bambino all’identità corrispondente al sesso di nascita, che lo Stato deve tutelare con tutti i mezzi a sua disposizione.

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La nascita non è un dono che può essere cambiato: le persone sono nate maschio o femmina. E la dignità umana include quindi il diritto di ogni bambino a un’identità personale, appropriata al suo sesso alla nascita, parte della quale è quella di godere della protezione contro le interferenze mentali o biologiche che influiscono sulla sua identità fisica e mentale.

Una netta cancellazione delle persone LGBT, con slogan che in Italia si sentono ogni giorno dai paladini della famiglia tradizionale, Meloni, Adinolfi & Co.

Il caso dell’autorità per la parità di trattamento

Da settembre 2019, l’autorità per la parità di trattamento è guidata da Ákos Kozma, fedelissimo del governo populista che guida l’Ungheria.

Ultra conservatore, Kozma non ha rispetto per la comunità LGBT, ignorando gli appelli delle organizzazioni ufficiali, la crescente omofobia e il disagio che le minoranze vivono quotidianamente per l’odio.

Commento di Rémy Bonny:

Rémy Bonny non è ottimista, considerando anche che l’approvazione delle leggi avverrà entro 3 settimane.

Il partito al governo ungherese abusa dell’attenzione sul COVID-19 per cancellare la Costituzione. Durante il primo blocco, il Parlamento ha adottato l’articolo 33 – che ha vietato i cambiamenti legali di genere. Questa volta, il Parlamento vuole fare un ulteriore passo avanti – modificando la Costituzione.

Riformando silenziosamente l’Ungheria in un culto cristiano ultraconservatore, il governo di Viktor Orban ha un obiettivo: abolire la democrazia. Orban attacca costantemente l’Unione europea. Allo stesso tempo la sua amministrazione sta (ri) stabilendo i legami con la Russia. 

© Riproduzione riservata.

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Anonimo 11.11.20 - 20:13

P. S. ricordiamoci sempre e ricordiamo ai nostri cari e conoscenti che questo è il modello politico a cui si ispirano Salvini e Meloni. Con loro al governo finiremmo come l'Ungheria e la Polonia.

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Anonimo 11.11.20 - 20:11

L'Unione Europea deve intervenire in maniera forte e decisa contro le politiche liberticide di Orban. Non è accettabile che uno stato membro dell'UE goda di finanziamenti e aiuti mentre nega i diritti civili e sociali dei suoi cittadini, diventando di fatto una dittatura satellite della Russia di Putin.