Libero e la misoginia, il nuovo degradante articolo di Vittorio Feltri

Libero dà il peggio di sé con un nuovo indecente articolo sulla 18enne stuprata da Alberto Genovese. L'attacco di Alessandro Zan.

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Libero e Vittorio Feltri.
2 min. di lettura

In quanto a tatto e diplomazia, Libero e Vittorio Feltri proprio non ce la fanno. E così, in prima pagina, nell’articolo di spalla (a destra), arriva l’ennesimo vergognoso titolo: “La ragazza stuprata da Genovese è stata ingenua“. Firma, Vittorio Feltri.

Siamo ormai abituati a tutti gli scabrosi articoli di questo quotidiano, già deferito dall’Ordine, che dimostra ancora una volta quanto la misoginia sia radicata nella nostra cultura, come scrive anche l’Onorevole Alessandro Zan nel suo post di denuncia in Instagram.

Una società in cui una donna che subisce violenza da un uomo viene descritta come vittima e carnefice di sé stessa è una società perversa che deve essere cambiata.
Le parole hanno un peso devastante e chi non considera le parole d’odio un crimine è complice di questa #misoginia che degrada tutto il nostro Paese.

E se lo stupro diventa una “performance gastrosessuale”

Grandi performance gastrosessuali. Con questo termine descrive i festini a base di droga di Alberto Genovese, definendolo uno “stile di vita notturna“.

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Nel suo commento su Libero, Vittorio Feltri non perde occasione di osannare la forza di Alberto Genovese, permettendosi di scherzare sullo stupro, paragonando l’uomo a un riccio, che sarebbe durato tutta la notte.

D’accordo che Genovese era carburato dalla coca, ma la cosa non giustifica tanto accanimento sulla passera. 

Per Libero, Genovese è martire e la ragazza stuprata una ingenua

Poi, ecco che Genovese diventa il grande uomo agiato, benestante, che usa la cocaina per vivere la sua vita al massimo. Michela, invece, la 18enne stuprata, la ragazza che poteva pensarci prima. 

Quanto alla povera Michela, mi domando: entrando nella camera da letto dell’abbiente ospite, cosa pensava di andare a fare, il rosario?

Come spiegare a Feltri, il quale ha deciso di dimettersi dall’Ordine dei Giornalisti a giugno, che c’è differenza tra un rapporto sessuale consenziente e uno contro la proprio volontà, subito solo perché sotto l’effetto di qualche droga?

E così, Genovese è un “mandrillo” che “la vedrà brutta o non la vedrà per anni“, mentre alla ragazza “concediamo le attenuanti generiche“.

Dal mondo di Libero, questo è tutto.

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johndoe69 1.12.20 - 10:47

Non mi venite a dire che sono cattivo, perchè ancora prima di essere cattivo sono MOLTO STANCO di sentire e leggere queste cose... La soluzione è "purtroppo" solo una, trovare qualcuno che riesca s stuprare lui e poi commentare con la stessa cattiveria, stupidità e banalità il fatto della violenza subita da lui. Credo che certe persone non cambierebbero idea nemmeno se fossero vittime dello stesso atto che ora minimizzano ma, io per primo sarei molto contento, divertito per il fatto che anche lui abbia visttuo una esperienza del genere...

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singer74 29.11.20 - 20:54

Solo tre domande che richiedono una risposta chiara: se questo fogliaccio è già stato deferito dall'Ordine cosa aspetta lo stesso Ordine a chiuderlo definitivamente ? Se il suddetto innominabile si è già dimesso a giugno 2020 dall'Ordine, quale diritto legale ha ancora di scrivere continuando a non risponderne penalmente ? Ma soprattutto, quanti reati penali dovranno essere ancora commessi dallo stesso prima di essere portato a processo e condannato con certezza della pena ?

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maschioroma 25.11.20 - 8:40

Ad un articolo del genere non si può rispondere con un ragionamento pacato e composto ma solo con insulti pesanti e volgari quindi mi astengo.