Aurelio Mancuso è stato Segretario Nazionale Arcigay dal 2002 al 2007, fino a diventare presidente nazionale di Arcigay dal 2007 al 2010. Premesse fondamentali per segnalare l’ultimo, indecoroso attacco alla comunità gay da parte del presidente di Equality Italia, avvenuto dalle pagine dell’Huffington Post. Nulla di nuovo sotto il sole, va detto, perché negli ultimi anni più volte l’ex presidente Arcigay ha lanciato bordate al movimento LGBT, attaccando soprattutto le famiglie arcobaleno.

Ma oggi, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Mancuso si è superato, pubblicando un articolo che farà probabilmente invidia agli Adinolfi, ai Pillon e alle Silvana De Mari d’Italia. “Il machismo gay e trans contro le donne“, titola sul suo blog personale pubblicato dall’Huffington, per poi andare a motivare un titolo tanto assurdo.

A suo dire, infatti, “da tempo è in atto in tutto il mondo Occidentale uno scontro fortissimo provocato da militanti e associazioni gay e trans contro la libertà di espressione di tante donne“. Avete letto bene. Sarebbero i gay e le persone trans a limitare l’espressione femminile. “Non si può nascondere che anche dentro il movimento Lgbt italiano“, continua Mancuso, “da mesi sui social volano insulti pesanti nei confronti delle donne che si oppongono all’omologazione transchilista; non di meno sono stati furibondi gli attacchi verso le lesbiche che sono contrarie all’utero in affitto“. Quindi non sono i gay e le persone trans a replicare, com’è normale che sia, alle discriminazioni, alla diffamazione e alle menzogne altrui, bensì saremmo proprio noi ad aizzare il fuoco della polemica, neanche fossimo un branco di individui abbagliati dalla sindrome di Alamo.

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Se questa giornata ha un senso“, insiste Mancuso, “bisogna con chiarezza denunciare che maschi gay, militanti trans, donne transfemministe, discriminano e insultano tutte le persone, in particolare le donne, non conformi al pensiero dominante (sostenuto colpevolmente dai gruppi dirigenti del centro sinistra), che si oppongono alla mercificazione dei corpi, alla compravendita dei bambini, alla cancellazione della differenza sessuale“.

Non contento, Mancuso arriva persino a difendere chi ha criticato il DDL Zan, a suo dire provvedimento ‘pasticciato‘, sottolineando come “chi ha sollevato osservazioni e critiche rispetto ad alcune parti della legge sia stato sommerso di improperi“. Osservazioni e critiche nella stragrande maggioranza dei casi segnate da insulti, indecenti bugie, benaltrismo dei noantri e chi più ne ha più ne metta, ma evidentemente questo a Mancuso deve essere sfuggito.

Nel finale l’ultimo attacco al movimento Lgbt, dove a detta di Mancuso si sarebbe “diffusa un’avversione e un’emarginazione di tutte le posizioni contrarie all’asessualizzazione dei corpi”. “Ognuna e ognuno ha diritto di percepirsi uomo o donna, al di là del sesso di appartenenza; nessuno però può negare il valore della differenza sessuale e le sue implicazioni giuridiche e sociali“, continua l’ex portavoce nazionale del coordinamento degli omosessuali dei DS. “In questa Giornata sarebbe auspicabile un passo in avanti di comprensione reciproca, ma per ora sono le donne biologiche a essere attaccate e discriminate. E non è una buona notizia“.

Per chiudere, tornerei all’incipit. Aurelio Mancuso è stato Segretario Nazionale Arcigay dal 2002 al 2007, fino a diventare presidente nazionale Arcigay dal 2007 al 2010. Trova l’errore.

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