Trumpiano in lacrime dopo aver assaltato il Campidoglio: “Ho paura, l’FBI non indaghi su di me”

Se mercoledì scorso si vantava sui social di aver fatto 'scappare i poliziotti', ora Kristopher Dreww, gay dichiarato, ha decisamente cambiato registro.

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2 min. di lettura

Kristopher Dreww, parrucchiere californiano di 32 anni, è un gay repubblicano che fino a pochi giorni fa esaltava i trumpiani che hanno assaltato il Campidoglio, avendo preso parte alla rivolta. Dreww ha anche una trasmissione podcast, “Adorable Deplorable“, in cui inneggiava al presidente chiamando tutti i repubblicani a scendere in strada contro Joe Biden, a suo dire usurpatore delle ultime elezioni.

Ebbene Kristopher Dreww ha ora fatto mea culpa, in lacrime. “Temo per la mia vita” ha confessato all’Orange County Register. “Ho paura“. Mercoledì scorso, dopo l’assalto al Congresso che è costato 4 morti e decine di feriti, in diretta social si vantava dell’attacco: “Abbiamo fatto correre i fottuti poliziotti, sono scappati da noi. Non perché siano femmine, ma perché sono intelligenti. Ce l’abbiamo fatta. Dio è tutto così esilarante! Con orgoglio ci siamo ripresi il nostro Campidoglio“.

Sfortunatamente per Dreww, al suo ritorno in California non ha ricevuto il benvenuto da eroe che si aspettava. Nel percorrere le 2.700 miglia che separano Washington da Huntington Beach, ha ricevuto minacce di morte sia dai sostenitori di Trump che dai detrattori del Presidente. Ora teme di poter essere arrestato e per le sorti del suo salone di bellezza, che pensa sia destinato al fallimento. In 7 giorni il suo atteggiamento è decisamente mutato, tanto da dirsi ora scioccato per quanto accaduto a Washington. “Sono orgoglioso di aver contribuito a riprenderci il Campidoglio, ma pensavo che sarebbe successo pacificamente“.

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Samantha Shero, portavoce dell’ufficio dell’FBI a Washington DC, non ha voluto confermare e/o smentitre se Dreww sia sotto inchiesta federale. Kristopher, in tal senso, ora precisa. “Non sono mai entrato dentro il Campidoglio”. “Sarei una perdita di tempo se le autorità indagassero su di me, ci sono altre persone che hanno fatto cose terribili e dovrebbero essere arrestate. Non sono andato a Washington per Donald Trump. Sono andato lì affinché contassero i voti di tutti“.

Il 20 gennaio, finalmente, Joe Biden e Kamala Harris si insedieranno ufficialmente alla Casa Bianca.

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montana 13.1.21 - 16:42

Decisamente siamo dei maestri nell'arte di rigirare la frittata.