La decisione del Parlamento europeo di dichiarare l’UE zona libera per le persone LGBT+ ha “profondamente commosso” Monica Cirinnà, senatrice Pd che via social ha voluto condividere la propria opinione in merito alla risoluzione approvata ieri a larga maggioranza.

Se dovessi definire in poche parole il senso più profondo del processo di integrazione europea e della partecipazione convinta dell’Italia all’UE, non potrei che richiamare proprio la difesa dei diritti e dell’eguaglianza, e l’inclusione e il rispetto di ogni differenza.

Peccato che gli eurodeputati di due partiti nostrani, ovvero Fratelli d’Italia e Lega, abbiano votato contro, suscitando non solo indignazione ma anche qualche profonda perplessità alla madre delle unioni civili nostrane.

Trovo incredibilmente grave che due partiti italiani, uno dei quali – la Lega – fa parte della maggioranza, abbiano votato contro: un voto che non solo offende la Costituzione italiana e milioni di cittadini europei ma che, nel caso della Lega, fa ancora una volta dubitare della sincerità della tardiva conversione di Salvini e dei suoi all’europeismo. L’ho dichiarato all’atto della nascita del governo Draghi e lo ripeto oggi: se questo Governo si muove nel segno e nel solco dell’Europa, non possiamo dimenticare che l’europeismo è anche europeismo dei diritti; che l’Europa migliore non è quella dell’oscurantismo dei partiti ungheresi e polacchi alleati della nostra destra, ma quella che difende la pari dignità. L’europeismo va preso dunque sul serio: lo ha fatto il Parlamento europeo, lo faccia anche il Parlamento italiano, approvando presto la legge Zan contro omolesbobitransfobia, misoginia e abilismo e dando alle persone LGBT+ e alle loro famiglie tutte le tutele che ancora mancano. Questo mi aspetto e ci aspettiamo da un Parlamento e da un Governo sinceramente europeisti.

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 Anche Alessandro Zan, deputato Pd, ha chiesto per l’ennesima volta che il parlamento Italiano “faccia altrettanto, approvando definitivamente al Senato la legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo. L’Italia non può più restare indietro.”

Duro nei confronti di Lega e FDI anche Brando Benifei, Capodelegazione PD all’Europarlamento che ha tuonato: “Il voto contrario di Lega e Fratelli d’Italia alla risoluzione adottata con una maggioranza ampia, è una vergogna oltre ogni limite, che dimostra per l’ennesima volta il vero volto della compagine della destra e la loro idea di Europa e di diritti. Purtroppo per Salvini e Meloni, però, questa Europa è più forte del loro odio. I diritti LGBTIQ+ sono diritti umani e, come tali, vanno rispettati e fatti rispettare. Abbiamo detto basta all’odio e alla discriminazione. Basta alla violenza quotidiana dettata dall’intolleranza. Basta all’omobitransfobia. Con buona pace dell’estrema destra“.

Parole da far leggere a Paolo Borchia, eurodeputato leghista che ha votato contro la mozione sopra citata, difendendo in aula quella che lui definisce libertà di espressione di Ungheria e Polonia. Paesi in cui l’omotransfobia di Stato è pericolosa realtà quotidiana.

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