Come scritto ieri, per la seconda settimana consecutiva è stato sconvocato l’ufficio di presidenza in Commissione Giustizia al Senato, per volontà del leghista Andrea Ostellari, presidente di Commissione.

Una “forzatura democratica” con orgoglio rivendicata dal senatore leghista Simone Pillon, che sui social ha esultato: “Anche per oggi niente Zan. Ne parleremo più avanti con la speranza che prevalga il buon senso. La commissione giustizia sta lavorando febbrilmente per approvare il decreto sul riordino dell’esame di avvocato. Decine di migliaia di giovani attendono di poter svolgere la prova per cominciare una attività professionale. Penso che queste dovrebbero essere le vere priorità. Le valutazioni sull’incardinamento di leggi ideologiche, inutili e divisive possono aspettare. Con buona pace di Elodie e di tutta la compagnia cantante“.

Chiusura adolescenziale con riferimento alla popstar, che due giorni fa aveva definito “indegno” Pillon e tutti quei leghisti che da settimane tengono letteralmente in ostaggio la legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, per buona pace di quelle “decine di migliaia di giovani” che da decenni l’aspettano, in quanto vittime quotidiane di discriminazioni e violenze, sia fisiche che verbali.

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Angelo Schillaci, professore associato di diritto pubblico comparato presso l’Università “Sapienza” di Roma che ha lavorato in prima persona alla stesura del DDL, ha denunciato sui social quanto reiterato dai leghisti, che di fatto stanno “impedendo a una Commissione parlamentare di fare il proprio lavoro, opponendosi allo svolgimento di una seduta dell’organo competente per la programmazione dei lavori. Stanno cioè ostacolando non l’approvazione della proposta di legge, ma lo stesso principio di una discussione su di essa. Questo è profondamente antidemocratico. L’opposizione si fa nel merito, non certo impedendo che un provvedimento venga messo a calendario“.

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