Ancora una volta all’attacco, cavalcando spudorate menzogne. Di ritorno dall’Ungheria, Matteo Salvini si è concesso un’intervista con il Corriere della Sera, ribadendo il no della Lega alla legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo.

La nostra posizione è chiarissima: ognuno è libero di fare l’amore con chi vuole, amare chi vuole e vivere con chi vuole. E chi discrimina o aggredisce e picchia per strada qualcuno, che sia etero, che sia omo o sia trans, è un delinquente. Punto. Che va punito come la legge già prevede. Non serve una nuova legge, soprattutto in un momento in cui ci dovremmo occupare dell’epidemia e della ripartenza.

Benaltrismo duro e puro, ancora una volta, misto alle solite bugie della destra nazionale. Salvini ha poi replicato ai cantanti che negli ultimi giorni hanno chiesto a gran voce alla politica italiana di calendarizzare e approvare la legge.

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Politici e cantanti possono dire quel che vogliono: non mi convinceranno. Semmai, lavoro per rendere più veloci e meno costose le adozioni le migliaia di coppie che attendono. Noi crediamo che la legge sull’omofobia possa introdurre una discriminazione: se io dico che ritengo che l’utero in affitto è una barbarie, se dico che sono contrario alle adozioni gay, rischio il processo.

Spudoratamente falso, come detto milioni di volte, perché non c’è reato di opinione all’interno del DDL Zan, ma Salvini, Pillon, Meloni, solo questo possono continuare a fare. Mentire, sapendo di mentire. Fedez, nel frattempo, ha ospitato sulla sua pagina Instagram proprio il relatore della legge, il Deputato Pd Zan, con un lungo e costruttivo dibattito sul DDL.

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