Disney, Starbucks, Levi’s, Apple, IBM, Amazon, Delta Airlines e centinaia di altre aziente hanno sottoscritto la Business Coalition for the Equality Act della Human Rights Campaign. L’Equality Act, approvato alla Camera Usa e in attesa di bis al Senato, è un provvedimento contro ogni tipo di discriminazione che estenderebbe le protezioni dei diritti civili alle persone Lgbt in tutti gli Stati d’America. Il disegno di legge, che andrebbe ad ampliare il Civil Rights Act del 1964, includendo l’identità di genere e l’orientamento sessuale tra le categorie protette dalla discriminazione a livello federale, coinvolgerebbe protezioni che riguardano il lavoro, richieste di prestiti, istruzione, alloggi pubblici.
Il presidente della campagna, Alphonso David, ha così parlato del sostegno dichiarato di queste 416 aziende: “Stiamo assistendo a un crescente appoggio da parte dei leader aziendali perché comprendono quanto l’Equality Act possa essere positivo per i loro dipendenti, per i loro affari e per il nostro paese. I datori di lavoro si preoccupano delle possibilità dei propri dipendenti di affittare un appartamento, mandare i figli a scuola, andare il dentista e fare la spesa senza dover subire nessuna discriminazione. Grazie a tutte le aziende che sostengono l’approvazione dell’Equality Act. È tempo che il Senato ascolti la comunità imprenditoriale e il popolo, approvando questa legge attesa da così tanto tempo”.
Il 18 febbraio scorso l’Equality Act è stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti con un voto di 224 favorevoli e 216 contrari. Joe Biden aveva promesso la sua approvazione rapida. Ora ci sarà da battagliare in Senato, dove la maggioranza dem rispetto ai repubblicani è di appena un voto.
La Business Coalition for the Equality Act è così diventata la più grande coalizione imprenditoriale mai vista a sostegno dell’uguaglianza LGBTQ, superando le 379 aziende che sottoscrissero quella in favore del matrimonio egualitario. Ad oggi sono 416 le aziende iscritte, che rappresentano una parte importante del motore economico americano con un fatturato annuo complessivo di 6,8 trilioni di dollari. Le 416 aziende impiegano collettivamente più di 14,6 milioni di persone negli Stati Uniti.
Perché non fare qualcosa di simile anche in Italia, con le più grandi aziende del Paese dichiaratamente a favore del DDL Zan?
