Il murale a Barcellona in onore di Raffaella Carrà vandalizzato con frasi omofobe: “No gay, HIV”

L'opera, realizzata dall'urban artist palermitano Tvboy, oggetto degli attacchi dei vandali nell'ultimo weekend di agosto.

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Oltraggio alla Raffa. La morte della regina della televisione italiana ha scosso mezzo mondo, in particolar modo i paesi che hanno conosciuto direttamente il genio di Raffaella Carrà, tanto da renderle omaggio sin dai primi giorni successivi alla scomparsa. Tra questi la Spagna, seconda casa della showgirl, da cui giunge tuttavia una pessima notizia. Dopo l’ufficializzazione di una piazza dedicata a Madrid, il murale realizzato in suo onore a Barcellona è stato infatti imbrattato. Scritte e scarabocchi sopra il volto ritratto della donna, di natura omofobica, nel corso dell’ultimo weekend di agosto.

Basta omofobia”, tuona in catalano un utente attivo su Twitter, che ha pubblicato un video a testimonianza dell’atto vandalico, non solo lesivo della memoria di Raffaella Carrà, ma anche dell’intera comunità LGBTQ+ locale. Il murale è stato realizzato un mese fa dall’urban artist Tvboy, esponente del movimento NeoPop. Dietro allo pseudonimo angolofono si cela l’italianissimo Salvatore Benintende, quarantunenne di Palermo. Insieme al ritratto su sfondo arcobaleno, due frasi che racchiudono in pieno lo spirito di apertura della conduttrice: “Una vida es una vida cuando tienes libertad, todo el resto es solo rumore“, ovvero “una vita è una vita quando hai la libertà, tutto il resto è solo rumore”.

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https://twitter.com/fandeNuriaFeliu/status/1431918943363608577

Ora invece, a campeggiare sulla tela urbana e a saltare subito all’occhio, non sono gli occhi intensi di Raffaella Carrà, la sua frangia bionda o il messaggio di inclusività. Sono le scritte delle bombolette di vigliacchi senza nome a farle da padrona. “Gay no”, “Vih” (che è la traduzione in spagnolo della sigla che indica i virus dell’immunodeficienza umana, l’HIV), in nero e in rosso. Anche nella coloratissima Spagna, riconosciuta per essere tra le nazioni più friendly di Europa e tra quelle meglio dotate di leggi a tutela dei propri cittadini LGBTQ+, gli atti di violenza legata all’orientamento sessuale non conoscono freno. Segno che la strada da percorrere per eliminare definitivamente pregiudizi e preconcetti è ancora lunga e faticosa, ovunque.

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