And Just Like That, rivelata la trama di Stanford Blatch se Willie Garson non fosse morto durante le riprese

Michael Patrick King, storico sceneggiatore/produttore/regista di Sex and the City, ha anche parlato di Chris Noth e Kim Cattrall.

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Poche ore ancora alla decima e ultima puntata di And Just Like That, sequel/revival di Sex and the City sconvolto durante le riprese dalla morte improvvisa di Willie Garson, storico Stanford Blatch della serie HBO. Nelle scorse puntate gli sceneggiatori si sono inventati un triste espediente per giustificare l’improvvisa scomparsa di Stanford, ovvero la sua partenza da New York per Tokyo come nuovo agente di una star di TikTok, con il marito Anthony (Mario Cantone) e la migliore amica Carrie lasciati dal giorno alla notte.

Ebbene Michael Patrick King, storico produttore, sceneggiatore e regista di Sex and the City, ha svelato a Variety la trama che avrebbe dovuto coinvolgere Stanford, se Willie non fosse deceduto all’età di 57 anni per un cancro al pancreas. L’attore ha girato solo 3 episodi, prima di morire, ma sarebbe dovuto comparire in tutti e 10.

“Prima di sapere che Willie fosse malato, Stanford avrebbe dovuto avere una crisi di mezza età. Il suo personaggio aveva sempre avuto una carriera al limite come manager, e volevamo esplorare il fatto che non fosse una vera carriera. Sarebbero stati lui e Carrie ad abbracciare i principali cambiamenti. Anthony e Willie si sarebbero probabilmente comunque lasciati. Poi li avremmo tenuti entrambi all’interno della serie e tutti sarebbero stati sollevati dal fatto che avessero divorziato, perché l’infelicità non è piacevole per nessuno. Ma c’era tutta una serie di scene davvero divertenti, civettuole ed esilaranti con Carrie che ho adorato scrivere. Tutto merito di quella vecchia e speciale chimica che avevano Carrie e Stanford, che si basava totalmente sull’unicità della storia tra Willie e Sarah Jessica”.

King ha poi sottolineato come affrontare vita, morte e fiction possa essere complicato, quando il pubblico sa della scomparsa di un attore nella vita reale.

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“La vita e la morte sono una cosa nella finzione. Ma quando è reale, non è più divertente. Non volevo nemmeno flirtare con la narrazione. Sapevo che il pubblico non ci avrebbe mai attaccato, perché erano a conoscenza che non sarebbe mai tornato. È la sceneggiatura più dimessa che abbia mai scritto, per farlo andar via senza troppi giri di parole, perché era tutto così triste. Non c’era altro modo”.

King si è invece rifiutato di replicare alle accuse di molestie sessuali che hanno travolto Chris Noth, 67 anni. L’attore, che ha negato ogni denuncia, ha interpretato Mr. Big, marito di Carrie Bradshaw  (Sarah Jessica Parker), per quasi 25 anni. Il suo personaggio muore nel primo episodio di questo sequel/revival. Nell’ultimo episodio che andrà in onda oggi, Big sarebbe dovuto comparire in una sorta di ‘flashback’, ma la HBO ha tagliato la scena.

King ha però rivelato che la morte di Big era già stata pianificata per il terzo film di Sex and the City, mai realizzato a causa del secco rifiuto di Kim Cattrall, storica Samantha Jones. “Avevo già in mente l’idea che Mr. Big sarebbe dovuto morire: quello era il nostro terzo film. E sono così entusiasta che non sia successo al cinema, perché non sarei stato in grado di esplorare il viaggio di Carrie. L’idea del film era davvero forte e c’era interesse. Poi all’improvviso è stato impossibile convincere tutte e quattro le protagoniste a partecipare: Kim non voleva fare il film. Aveva finito di interpretare Samantha e ci ha semplicemente detto: “Non voglio farlo”. Quando si è ritirata ho pensato: “Ok, allora non c’è nessun film”.

Una decisione, quella di Cattrall, che King ha definito “deludente, perché avevo una bella storia e adoro scrivere Samantha“. I fan sognano ora un suo clamoroso ritorno in un’ipotetica seconda stagione di And Just Like That, che HBO Max non ha sorprendentemente ancora ufficializzato.

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