Terroristi attaccano uno spettacolo drag, 40.000 persone restano senza elettricità

Altro weekend di terrore per le drag d'America. Gli estremisti di destra hanno colpito in Carolina e Florida. In Texas è nato un sito dove segnalare gli eventi live, per poi attaccarli.

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La scorsa settimana abbiamo riportato l’agghiacciante conta delle aggressioni a spettacoli drag negli ultimi 11 mesi d’America. Nel weekend se ne sono aggiunte altre, ancor più pesanti ed inquietanti. Un gruppo di terroristi, esponenti di estremisti di destra, avrebbe coordinato attacchi simultanei a tre centrali elettriche lasciando senza luce circa 40.000 americani nella contea di Moore. Il motivo? Fermare uno spettacolo di drag queen a Southern Pines, nella Carolina del Nord.

Sui social sono apparsi i video dei cittadini di Moore in fuga dalla città, perché senza elettricità in pieno inverno. Le scuole sono oggi rimaste chiuse, a causa del molteplice attacco criminale alle stazioni elettriche. Fino a giovedì l’intera contea di Moore sarà sottoposta a coprifuoco dalle 21:00 alle 5:00. L’ospedale è rimasto aperto e attivo ma con funzionalità ridotte.

L’attivista anti-LGBTQ+ Emily Grace Rainey ha celebrato l’attacco, sottolineando come “Dio non sarà deriso” dalle drag queen, a suo dire “depravate” che vogliono “adescare” i minori.  Rainey ha ieri accolto la polizia in casa sua: Mi dispiace che abbiano perso tempo. Ho detto loro che Dio opera in modi misteriosi ed è responsabile dell’interruzione di corrente. Ho sfruttato l’occasione per raccontare loro dell’immorale drag show e delle bestemmie urlate dai propri sostenitori. Dio sta castigando la contea di Moore. Li ho ringraziati per essere venuti e ho augurato loro una buona notte”.

“Un gruppo di cristofascisti ha sparato alle stazioni elettriche per interrompere uno spettacolo drag in corso in città”, ha denunciato un utente su Twitter. “40.000 residenti sono senza elettricità, persone che hanno bisogno di energia per dispositivi medici, famiglie che hanno bisogno di stare al caldo, facendo precipitare una comunità nell’oscurità più totale. Un attacco terroristico”.

Il governatore Roy Cooper ha definito l’attacco un “reato grave e intenzionale“, sottolineando come ci vorranno giorni per riparare il danno e milioni di dollari. L’FBI, precisa il New York Times, sta attualmente indagando su quanto accaduto, senza volersi ancora esporre sulla genesi dell’attacco. Ma l’escalation di terrore che sta colpendo le drag queen americane è sconvolgente. C’è chi parla di puro terrorismo, di violazione dei diritti civili, di frange neonaziste. In Florida, sempre nel fine settimana, estremisti di destra hanno preso di mira uno spettacolo drag che si sarebbe dovuto tenere a Lakeland (vedere foto in testa).

Texas Family Project – organizzazione anti-LGBTQ che vuole impedire alla “sinistra” di “indottrinare i bambini”, “confondere i bambini sull’identità di genere” e “minare la capacità dei genitori di proteggere l’innocenza dei propri figli” – ha addirittura ideato Defend Our Kids Texas, sito in cui chiunque potrà segnalare esibizioni drag dal vivo. “La nostra missione è quella di mettere fine agli attacchi all’innocenza dei nostri figli scoprendo ed evidenziando le manifestazioni pubbliche di degenerazione sessuale della sinistra”, si legge nel sito web. Il volto principale del sito è Sara Gonzalez, conduttrice conservatrice di Blaze TV che ha definito i drag performer dei “pedofili”, ordinando ai propri follower di interrompere le esibizioni drag nello Stato del Texas.

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A poche settimane dalla strage del Club Q di Colorado Springs, con 5 persone morte e decine di feriti, il fuoco dell’odio omotransfobico continua ad essere alimentato da una certa politica. Il partito repubblicano ha presentato centinaia di leggi transfobiche nel corso del 2022, attaccando pubblicamente gli spettacoli drag ad uso e consumo dei minori.

Un clima che Donald Trump, pronto a correre per la sua 3a elezione presidenziale, potrebbe ulteriormente accéndere, mettendo ancor più in pericolo la sicurezza delle persone LGBTQI+ d’America. Perché è di questo che stiamo drammaticamente parlando.

© Riproduzione riservata.

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