Colorado Springs, strage omofoba 42 anni dopo un’altra strage omofoba. Gli anni passano ma l’odio resta

Un'incredibile e tragica coincidenza. Stesso giorno, stesso odio. 42 anni dopo, cosa è cambiato?

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Il 19 novembre scorso Anderson Lee Aldrich è stato accusato di aver ucciso cinque persone e di averne ferite almeno altre 25 dopo essere entrato nel Club Q di Colorado Springs, in Colorado, sparando all’impazzata nel pieno di una serata dichiaratamente LGBTQI+.

Il 19 novembre 1980, ovvero 42 anni prima, un uomo armato che aveva urlato alla polizia “gli omosessuali rovinano tutto” ne uccise due e ne ferì sei in due bar LGBTQ+ del Greenwich Village, a New York.

A scoprire quest’incredibile e tragica coincidenza è stato il giornalista Andy Humm. “Massacro di West Street: violenza contro i gay“, recitava un titolo apparso sui giornali di un tempo. Solo tre anni prima, ha ricordato Humm, la Chelsea Gay Association (ora New York Anti-Violence Project) era stata fondata nel tentativo di combattere la violenza contro le persone LGBTQ+. Sette anni prima quel duplice omicidio, qualcuno aveva appiccato il fuoco all’UpStairs Lounge, club gay di New Orleans, con 32 persone morte nell’incendio.

Questa era una cosa normale“, ha precisato Humm in riferimento alla sparatoria di West Street. 42 anni dopo quella strage a tinte omofobe, cinque persone sono state assassinate al Club Q, bar LGBTQ+ di Colorado Springs, grazie anche agli eroi che hanno fermato il killer. Un sospetto, il 22enne Anderson Lee Aldrich, è attualmente in custodia e dovrà ora affrontare accuse di omicidio e crimini ispirati dall’odio.

Queste cose non cambiano”, ha commentato Humm. “Voglio dire, l’atmosfera omofoba, l’atmosfera transomofoba, è ovunque”.

Dopo la sparatoria al Club Q, Humm ha setacciato i suoi archivi personali e ha trovato i suoi stessi articoli scritti quattro decenni or sono. Articoli che sembravano scritti domenica scorsa.

All’epoca Humm lavorava per il The New York City News. Il giornalista scrisse sobriamente che Ronald K. Crumpley, 38 anni, figlio di un ministro di Harlem, aveva sparato a persone dentro e fuori due bar LGBTQ+ del Greenwich Village: il Ramrod e lo Sneakers, uccidendone due e ferendone sei.

Secondo il rapporto di Humm dell’epoca, al momento del suo arresto Crumpley aveva detto alla polizia che “gli omosessuali rovinano tutto”. Il rapporto iniziale identificava erroneamente Crumpley come gay represso, cosa che in seguito si sarebbe rivelata falsa,. Crumpley è stato ritenuto non responsabile degli omicidi a causa del suo stato mentale ed è morto nel 2015, dopo anni trascorsi in ospedali psichiatrici.

Humm attribuisce i massacri del 19 novembre del 2022 ai tanti, troppi discorsi di odio anti-LGBTQ+ che la politica americana ancora oggi diffonde, esattamente come 42 anni fa.

“Le elezioni di Reagan nel 1980 furono un trionfo per il razzismo, il sessismo e l’omofobia”, ha detto Humm. “Tutto ciò è tornato insieme a Trump”. Solo quest’anno, i legislatori statali (quasi tutti a trazione repubblicana) hanno presentato 344 progetti di legge anti-LGBTQ+ e ne hanno approvati 25. La maggior parte di questi progetti di legge prende di mira le persone transgender.

Nell’ultimo anno, alcuni eventi Pride sono stati presi di mira, con attivisti queer molestati e minacciati. I medici del Boston Children’s Hospital hanno ricevuto una serie di minacce di morte la scorsa estate, per le cure mediche di riaffermazione del genere. Lo scorso giugno, suprematisti bianchi sono stati arrestato alle porte di un evento Pride con l’accusa di voler alimetare una rivolta.

Imara Jones, giornalista che ha documentato l’ondata di transfobia che ha travolto l’America negli ultimi due anni all’interno del suo podcast TransLash, ha definito la strage di Colorado Springs “una conseguenza naturale” della retorica transfobica.

“C’è una storia e un’esperienza lunga 30 anni che riguarda l’interazione tra retorica, violenza e accettazione sociale, che gli oppositori dei diritti LGBTQ+ capiscono perfettamente”, ha detto Jones. “Di solito, quando si discute se le persone siano reali o meno e se esistano o meno, tutto questo porta a una sorta di violenza di massa contro quelle persone”.

Nel 2016, dopo la strage del Pulse di Orlando, con 49 persone uccise all’interno di una discoteca LGBTQI+, il giornalista del New York Times David Dunlap citò proprio Humm, tornando alla sparatodia del 1980, che all’epoca scrisse: “Per tutti noi che temevamo che il contraccolpo conservatore avrebbe portato a conseguenze terribili e senza nome, il futuro è adesso”.

42 anni dopo, cosa è cambiato?

Fonte: Them

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