Dj insulta ragazzo gay perché gli chiede di mettere Taylor Swift

Il deejay è stato sospeso da un locale queer per aver risposto con slur omofobi 'estremamente offensivi'.

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PHOTO: Carlos Moreno/ KCUR 89.3 (NPR)
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Attent* a chiedere le vostre canzoni preferite in discoteca, potreste beccarvi qualche insulto.

È successo a Londra, presso il club queer The Vaults di Gandy Street, dove un deejay ha urlato  slur omofobi ad un ragazzo gay per avergli chiesto una canzone di Taylor Swift.

Il deejay è stato di seguito sospeso dal club con l’accusa di slur ‘estremamente offensivi‘ e il divieto di tornare a suonare presso il locale, con tanto di intervento diretto dal personale del club e scuse scritte ai clienti.

Sono molto con la risposta del The Vaults” ha raccontato il ragazzo insultato a Pink News “È positivo quando questi incidenti vengono messi alla prova”.

Il ragazzo, rimasto anonimo, racconta che assistere ad una scena del genere è stato ‘estremamente scioccante’ e che prendere provvedimenti agli attacchi omofobi è ‘fondamentale per fare progressi nella società’.

Lo stesso manager del club si è definito ‘profondamente rattristato’ dall’accaduto, in quanto l’accusato ha suonato al The Vauts per moltissimi anni: “Ha collaborato in tantissime serate al The Vaults, incluse le nostre serate LGBTQIA+, mantenendo i nostri obiettivi nel creare uno spazio divertente e al contempo sicuro per i nostri clienti” riporta.

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Tuttavia, lo staff ha mantenuto zero tolleranza, chiedendo al deejay di abbandonare la venue, venendo sospeso dal ruolo fino al prossimo colloquio con la compagnia del locale.

Ad esprimersi sull’accaduto è stata anche la Swift Soc, associazione presso l’Università di Exeter dedicata ai fan di Taylor Swift, dichiarandosi rattristata dall’accaduto: “La nostra associazione mira a creare un ambiente inclusivo e sicuro” dichiarano a Pink News “Sia Taylor Swift che la società di Exeter sono alleat* della comunità LGBTQIA+ ed è positivo vedere il club Vaults prendere i dovuto provvedimenti”.

© Riproduzione riservata.

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