Crocini: “Sarò una goccia cinese anche nelle peggiori piazze tv. Non lascio la parola solo ai nostri nemici”

"La tecnica che loro stanno usando è la stessa del 2016 ma la società non è più quella del 2016. Io vado avanti perché sono certa che alla fine vinceremo noi", ha sottolineato la presidente di Famiglie Arcobaleno.

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Crocini: “Sarò una goccia cinese anche nelle peggiori piazze tv. Non lascio la parola solo ai nostri nemici” - Alessia Crocini - Gay.it
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Come abbiamo scritto ieri poche ore dopo un’incredibile puntata di Porta a Porta sui figli delle coppie omogenitoriali, da settimane i talk politici della tv nazionale affrontano il tema delle famiglie arcobaleno cedendo troppo spesso e troppo facilmente alla disinformazione.

Alessia Crocini, presidente di Famiglie Arcobaleno, non era mai stata invitata in tv fino a inizio marzo, come da lei ricordato in un post social in cui ha spiegato come mai accetti di partecipare a confronti che puntualmente si trasformano in risse da bar.

“Fino a poche settimane fa non avevo mai varcato la soglia di uno studio televisivo”, ha precisato Crocini, per poi elencare la quantità di confronti che ha dovuto sopportare nel mese di marzo.

Il mio battesimo di fuoco è stato Dritto e Rovescio di Del Debbio, tra gli ospiti c’era Mario Adinolfi. Poi c’è stato Agora in collegamento da casa con in studio Bitonci della Lega che mi parlottava sopra per non sentire cosa vuol dire avere un figlio che si ammala e non poterlo tutelare perché lo Stato non ti riconosce come madre. Sono stata a Piazza Pulita e di fronte a me c’erano Pillon e Borgonovo. Ieri ero a Porta a Porta con un parterre altrettanto surreale. Le persone mi chiedono “ma come fai a restare calma? Ma perché ci vai? Mi sento male solo a guardarti… ““.

Domande che tante volte sono state poste ai pochi volti della comunità LGBTQIA+ chiamati a scontrarsi con dibattiti sui nostri diritti, sulle nostre vite. Crocini, improvvisamente diventata uno di quei pochi volti, ha sottolineato perché ci vada.

Perché andrò ovunque potrò portare anche solo una briciola, una parola, una frase, una testimonianza, un racconto, un pezzo di narrazione positiva, razionale e argomentata contro la follia del mancato riconoscimento dei nostri figli e figlie. Sarò una goccia cinese anche nelle peggiori piazze televisive, non lascerò la parola solo ai nostri nemici e agli improvvisati, non importa quanto sarà dura o complicata. Sono convinta che se anche una sola frase arriverà a una persona tra i milioni di spettatori raggiunti dalla TV generalista, quelle parole saranno semi che prima o poi fioriranno. Io so già quello che diranno loro per ideologia, interesse politico, conservazione di un privilegio, luoghi comuni, non è indolore e non è piacevole ma sono un pugile che schiva e colpisce senza mai abbassare la guardia. Certo i pugni arrivano anche a me e fanno male ma vado avanti“.

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Mentre vado negli studi televisivi i e le tassiste che mi ascoltano al telefono e capiscono cosa sto andando a fare, ogni volta mi danno manforte e hanno parole di incoraggiamento“, ha confessato Crocini. “Alla fine delle registrazioni gli autori, le autrici, le e gli stagisti anche delle trasmissioni più schierate contro di noi mi ringraziano sotto voce. La tecnica che loro stanno usando è la stessa del 2016 ma la società non è più quella del 2016. Io vado avanti per Levon e per tutti i bambini e le bambine di Famiglie Arcobaleno, e non solo, perché sono certa che alla fine vinceremo noi“.

Al prossimo dibattito tv, allora, nella speranza che prima o poi autori, autrici, giornalisti e conduttori possano finalmente capire come si stia pur sempre parlando di persone, di cittadini dello Stato italiano, di minori privati di diritti, come ribadito ieri anche dal Parlamento Europeo., che ha pubblicamente condannato l’Italia e il suo governo (nella totale indifferenza del Tg1).

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