A pochi giorni dall’annuncio che una fermata della metropolitana sarà a lui intitolata, il mitologico Stonewall Inn, dove 55 anni fa nacque il movimento LGBTQIA+, è stato di nuovo preso di mira dall’odio omobitransfobico. Oltr 150 bandiere rainbow che si trovavano allo Stonewall National Monument, ovvero nel piccolo parco nato dinanzi al celebre pub, sono state divelte e vandalizzate. Steven Love Menendez, custode, ha scoperto che l’instillazione pensata per Pride Month era stata pesantemente attaccata nel cuore di Christopher Park. Le bandiere erano state issate nel corso di una cerimonia lo scorso 1° giugno.
Menendez ha detto a Gay City News che i vandali hanno distrutto tre quarti delle 250 bandiere esposte, molte delle quali rotte e gettate a terra. Menendez, che si è subito messo al lavoro per sostituire le bandiere distrutte, ha informato la polizia e il National Park Service. Per il secondo anno consecutivo è stata avviata un’indagine della polizia di New York, perché anche nel 2023 lo Stonewall Inn venne preso di mira.
Erik Bottcher, membro del consiglio dichiaratamente gay di New York, ha pubblicato le immagini delle bandiere divelte su X, scrivendo: “Chiunque pensi che questo possa intimidire la nostra comunità, si sbaglia di grosso“.
Anche il sindaco Eric Adams ha condannato l’atto vandalico, scrivendo su X che “l’odio non ha posto nella nostra città, e nulla cambierà mai tutto questo”. “Amiamo la comunità LGBTQ+ e la celebriamo durante il Pride, durante tutto l’anno. Vi copriremo sempre le spalle e consegneremo alla giustizia chiunque abbia deturpato il monumento di Stonewall”.
L’anno scorso le bandiere del Pride appese lungo la recinzione dello Stonewall National Monument vennero vandalizzate per ben tre volte in un mese, provocando numerosi arresti. Ma questo non ha fermato i teppisti. Anzi. Dal 1 giugno ad oggi sono stati diversi gli attacchi omobitransfobici nei confronti di simboli LGBTQIA+. Oltre 200 bandiere rainbow sono state rubate dal centro di Carlisle, nel Massachusetts. Nelle prime ore del 1 giugno, 14 striscioni del Pride sono stati tagliati a Poulsbo, Washington. La settimana scorsa una bandiera del Pride esposta in una biblioteca di Newberg, nell’Oregon, è stata colpita da una pistola a pallini. Secondo GLAAD, durante il mese del Pride dello scorso anno ci sono stati almeno 145 episodi di molestie, vandalismo e aggressioni diretti contro persone ed eventi LGBTQ a livello nazionale.
Lo Stonewall Inn e il Christopher Park hanno ottenuto lo status di monumento nazionale nel 2016, per volere dell’allora presidente Barack Obama.
La notte del 28 giugno del 1969 la polizia fece irruzione per l’ennesima volta nel bar Stonewall, per arrestare i presenti. Che si ribellarono, per la prima volta. Guidati da Sylvia Rivera, che leggenda narra lanciò una un bottiglia contro i poliziotti, prese vita una resistenza che durò per 5 notti, con neri, bianchi, latini, drag queen, donne trans, omosessuali, in prima linea nel replicare agli attacchi della polizia, che da tempo li umiliavano, pestavano, arrestavano, solo e soltanto perché desiderosi di essere se stessi. Quella notte di 55 anni fa prese vita il movimento gay.
Last night, bigots vandalized the Stonewall National Monument, snapping flag sticks & stealing 3/4 of the flags around the permitter of the park. Also, someone burned Pride decorations at 22nd St. in Chelsea. Anyone who thinks this will intimidate our community is badly mistaken. pic.twitter.com/x6K033UXBL
— Erik Bottcher (@ebottcher) June 14, 2024
Hate has no place in our city, and nothing will change that.
We love the LGBTQ+ community and celebrate them during Pride and all year round. We'll always have your back, and we will bring whoever defaced the Stonewall monument to justice.https://t.co/9CITYONXV8
— Mayor Eric Adams (@NYCMayor) June 14, 2024
