In un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno, nella sezione dedicata a Napoli, lo stilista partenopeo Rocco Barocco attacca il Pride, accusato di essere farcito di provocazioni, piume di struzzo e travestimenti stravaganti. Lo fa da persona omosessuale apertamente dichiarata da sempre.
Noto per i suoi successi nell’haute couture e nel prêt-à-porter, Rocco Barocco racconta alla collega Anna Paola Merone del Corriere la preparazione di una sfilata storica che si svolgerà nell’anfiteatro di Pompei il 23 luglio. Una specie di copiatura di quello che fanno già Gabbana e Dolce da tempo con i loro eventi milionari dedicati all* milionari* di tutto il globo? Ma è davvero Rocco a copiare Stefano e Domenico nella narrazione da cartolina di un’Italietta baroccchetta tutta pizza e mandolino che tanto piace alla riccanza dei nostri tempi?
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Non proprio. Questa sfilata, che vedrà la partecipazione di milleduecento invitati e cinquanta modelle con cento abiti – spiega Barocco – chiuderà simbolicamente un cerchio iniziato dieci anni fa con una serie di scatti nella città archeologica. La carriera di Barocco, iniziata nei primi anni ’60, è caratterizzata da una costante evoluzione e innovazione nel mondo della moda, si scrive sul Corriere, capito? Insomma, daje di barocchismi su abiti traboccanti di decorazioni, daje di fiori, strass, drappeggi, pizzi, stampe fiorate, colori a più non posso, daje di Magna Grecia, capitelli, fogliame e Antica Roma, daje di tutto l’armamentario iconoclasta del barocchismo mediterraneo (ma basta!), e però al Pride bisogna essere sobri. Perché? Non si capisce. Forse il signor Barocco dovrebbe rendersi conto che il proprio lavoro è molto più politico di quanto immagini?
Così, quando la collega del Corriere affronta l’argomento, Rocco, nonostante la sua lunga carriera e la sua stessa identità apertamente dichiarata, si lancia nelle solite critiche nei confronti del “Gay Pride” (purtroppo la collega lo chiama così, come negli anni 2000), definendolo eccessivo e poco efficace nel promuovere i diritti LGBTQ+. Ecco l’inciso.
E le iniziative legate al Gay pride?
«Non sono proprio d’accordo e, anche qui, per questioni legate agli eccessi. Mi sembra ogni volta di trovarmi di fronte a provocazioni. Boa di struzzo e travestimenti stravaganti e vistosi secondo me non servono ad accendere i riflettori nel modo giusto sulle istanze della comunità gay ed Lgbtqia+»
Barocco spiega di non essere contrario alla lotta per i diritti, ma di non condividere gli estremismi e le provocazioni che spesso caratterizzano queste manifestazioni e lo dice anche a proposito delle lotte femministe, a proposito delle quali dice:
“Siamo in democrazia e ciascuno deve poter portare avanti le proprie idee nel modo che crede, ma gli estremismi proprio non mi trovano d’accordo”
Il couturier ha vestito celebrità come Liza Minnelli, Claudia Schiffer e Monica Bellucci, ha un figlio adottivo che ha preso il suo nome e le sue iniziali. L’intervista completa al Corriere del Mezzogiorno esplora anche la vita personale di Barocco, il suo ritorno a Napoli.

Scrivo questo commento con la speranza che venga letto da tantissime persone e smuova le coscienze . Innanzitutto il Gaypride non è una pagliacciata, ma è un evento sociale importantissimo che viene fatto in varie città italiane (purtroppo non in tutte) per ricordare alla società (società italiana a mio parere purtroppo ancora molto arretrata, schifosamente omofoba e transfoba, sessista e sadica pure con sé stessa) che noi persone lgbtqi+️ non valiamo meno degli altri e finché lo Stato italiano non ci riconoscerà pari diritti, noi manifesteremo ancora più colorati, ancora più uniti e ancora più affamati di diritti!!!! È triste vedere molti omosessuali come Rocco Barocco prendere le distanze da eventi sociali importanti come il PRIDE. Ovviamente il Pride è una manifestazione abbastanza colorata e molto festosa dal momento che è l' unico evento all' anno che noi persone lgbttqi+ abbiamo per ritrovarci tutti insieme sia fisicamente ️❤️sia anche solo con il pensiero e il cuore ❤️️(nel caso in cui molti di noi per svariate circostanze non ci fossimo purtroppo potuti andare) e urlare al mondo che essere gay, trans, bisex, eccetera, è normale, è ok tanto quanto essere eterosessuali. Sicuramente se il grandissimo Gianni Versace insieme al suo compagno di vita Antonio D' Amico fossero vivi, sono più che certo che andrebbero al Pride e appoggerebbero le persone lgbtqi+ e tutte le pacifiche manifestazioni e eventi, che come il Pride, promuovono un modello di società sano, inclusivo e attento ai diritti del prossimo chiunque esso sia! Viva il Pride e viva l' amore in tutte le sue sfumature e colori alla faccia dei trogloditi omofobi e frustrati sessualmente! Un abbraccio forte e affettuoso a tutte le persone lgbtqi+, ragazzi non molliamo!!!!Dobbiamo essere uniti, soprattutto noi persone omosessuali, transessuali, lesbiche, lgbttq+ in generale! L' Italia e gli italiani hanno un enorme debito morale, civile e umano, nei confronti di noi omosessuali e di tutte le persone lgbtqi+! ️❤️