“Ci gridavano fr*c*, ora abbiamo paura di tutto” le parole dei due ragazzi vittime del pestaggio a Roma Eur

Gli aggressori respingono le accuse di omofobia. Ma i due ragazzi, intervistati dall'Espresso, parlano di epiteti di matrice francescana.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Pestaggio Roma vittime intervista
Pestaggio Roma vittime intervista
3 min. di lettura

La coppia di ragazzi gay che ha subito un’aggressione la notte del 19 Luglio a Roma Eur da parte di quattro aggressori, poi individuati, che li hanno picchiati selvaggiamente e che avrebbero anche inveito contro le due vittime con epiteti omofobi “Guarda a sti fr*c*” hanno rilasciato un’intervista a L’Espresso.

È successo tutto sotto lo sguardo indifferente dei passanti – spiegano – non ci era mai successa prima qualcosa del genere“. L. e S. tornano dunque a parlare delle violenze subite con Simone Alliva. Le accuse di omofobia sono state respinte dagli aggressori, che tramite la loro avvocata Annamaria Altera hanno mandato una lettera ai media, dicendo di non aver mai rivolto appellativi omofobici alla coppia, “Non sapevamo fossero omosessuali” hanno detto i tre ragazzi e la ragazza autori del violento pestaggio.

Mercoledì sera alle 19 a Roma Eur ci sarà un SIT-IN di solidarietà per la coppia, e per denunciare l’omotransfobia, il concentramento è previsto nel luogo in cui sarebbe accaduto il misfatto, via delle Tre Fontane e via di Val Fiorita (Metro B Eur Magliana). Il Gaycenter, che attraverso la sua Gay Help Line ha diffuso il video e supportato anche legalmente la coppia vittima, ha risposto attraverso una nota al tentativo della difesa legale degli aggressori di sgomberare il campo dalle accuse di omofobia: È solo omofobia” dicono Arcigay Roma, Differenza Lesbica ed Azione Trans, associazione federate nel Gaycenter.

I quattro aggressori avrebbero dapprima accelerato, per spaventare la coppia che – raccontano i due ragazzi gay – camminava mano nella mano. Poi, dopo il tentativo di investirli con l’auto, il grido di una delle due vittime avrebbe scatenato il pestaggio. Gli insulti, infine le percosse. Pugni, calci e una cintura usata come frusta. Una coppia di ragazzi a terra, indifesa, e altri quattro ragazzi che si accaniscono su di loro. Qualcuno, intanto, filma senza intervenire. Ma quel video fa il giro dei social, ed è scioccante: una lotta impari, quattro contro due, e un’automobile usata come arma. La legge del più forte e la legge dei numeri, scagliate con violenza contro due persone che passeggiavano tenendosi per mano.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da GAY.IT 🌍🪐✨ (@gayit)

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

La coppia usciva dal locale LGBT friendly Giam. I quattro, secondo quanto filtrato, erano appena usciti dal locale di musica latinoamericana Fiesta. I due club sono vicini. All’Espresso le due vittime raccontano di avere paura, ora, a fare o dire qualsiasi cosa. Sono scioccati. Hanno 25 e 23 anni, uno dei due lavora, l’altro studia, riferisce L’Espresso. Al quale i due raccontano che ora hanno paura di qualsiasi forma di violenza. “Erano circa le 4:00 del mattino, eravamo mano nella mano e stavamo uscendo da una serata LGBT“, racconta uno dei due “Stavamo andando verso la nostra macchina ed eravamo in procinto di attraversare la strada quando abbiamo visto la macchina dei nostri aggressori procedere ad alta velocità, rischiando quasi di investirci: a quel punto ho gridato per lo spavento e poi, sempre tenendoci per mano, abbiamo terminato l’attraversamento“. La macchina ha frenato bruscamente, i quattro sono scesi ed è iniziato l’assalto.

Gli aggressori sono stati rintracciati grazie alle identificazioni fotografiche fatte dalle vittime. Si tratta di tre ragazzi e una ragazza, tutti ventenni romani, che vivono non lontano da Ostia, due di loro sarebbero cugini. Dice uno dei due ragazzi vittime a L’Espresso:

“Mentre ci aggredivano ci urlavano fr*c1

Un aggettivo che possiamo ormai definire di sapore francescano, in onore alla terminologia con la quale Papa Francesco ha parlato di sacerdoti omosessuali da tenere lontani dalla Chiesa Cattolica.

Sempre all’Espresso, i ragazzi parlano dell’indifferenza degli astanti e del fatto che soltanto una ragazza, al termine dell’aggressione, si è avvicinata per capire cosa stesse accadendo. “Siamo spesso stati derisi e abbiamo ricevuto insulti verbali. Ma questo tipo di aggressione è la prima volta” concludono i due nell’intervista.

Le due vittime hanno sporto denuncia, ricevendo supporto dalle istituzioni e dal servizio Gay Help Line. La coppia ha affidato il caso all’avvocato Alessandro Cataldi, il quale ha dichiarato che l’aggressione subita non è frutto di un semplice diverbio stradale, ma presenta chiari segnali di pregiudizio, configurandosi come un crimine d’odio. Cataldi ha evidenziato che l’odio può innescare o aggravare la violenza, conferendo un senso di impunità agli aggressori. L’attacco, accompagnato da insulti rivolti all’omosessualità delle vittime, dimostra l’intento omofobo degli assalitori.

 

 

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.
Avatar
Stella cometa 22.10.24 - 5:33

OMOFOBI SCHIFOSI! AUGURO A QUESTI OMOFOBI SCHIFOSI DI CREP*ARE IL PRIMA POSSIBILE E CHE LA LORO MISERABILE VITA SIA STRACOLMA DI MISERIA E FAME! MALEDETTI OMOFOBI!