FVG Pride è un evento autofinanziato e indipendente, che si distingue per l’assenza di finanziamenti esterni da multinazionali, aziende o enti pubblici.
Lɜ volontariɜ di FVG Pride ODV hanno programmato una intera giornata di celebrazione e mobilitazione che inizierà a partire dalle 10 con il Pride Village al Pala Pineta “Parco del Mare”, un occasione “per stare insieme prima del corteo”, con musica e talk fino alle 15.30.
Mentre dalle 16:00 prenderà il via il corteo dal Pala Pineta (Lungomare Alberto Kechler) con un percorso ad anello che percorrerà il centro di Lignano Pineta.
Il ritorno del corteo nuovamente all’interno del Parco del Mare è previsto per le 19.00/19.30.
Successivamente, dalle 23.30 ci sarà la Pride Night , presso Ca’ Margherita in via Alzaia, 1: ci sarà una lineup esclusiva di dj, che vi invitiamo a scoprire sulle pagine social dell’evento.
Attraverso questa intervista allɜ volontariɜ di FVG Pride ODV, abbiamo esplorato non solo l’organizzazione di questa edizione, ma anche le sfide continue affrontate dalla comunità queer nel Friuli-Venezia Giulia. Questa regione, spesso percepita “come di frontiera” e “miope” rispetto alle tematiche di cui l’ associazione si occupa, è il motivo principale per cui la lotta di FVG Pride non si ferma, in particolare contro una politica che marginalizza e ignora le richieste di chi si batte per il riconoscimento dei propri diritti.
Vi invitiamo a leggere qui sotto l’intervista completa.
FVG Pride 2024 – INTERVISTA
Presentazione del comitato organizzatore: chi siete (associazioni, persone ecc. che si vogliano menzionare)
FVG Pride nasce nel 2016 come comitato, per volontà delle principali associazioni queer della Regione Friuli-Venezia Giulia e inizia contestualmente a organizzare il Pride. Il primo, nel 2017 a Udine e successivamente, due anni dopo, nel 2019 a Trieste. Nel 2020, viene abbandonata la forma di comitato e viene invece istituita l’associazione FVG Pride ODV, che continua a collaborare strettamente con le associazioni queer, ma che diventa indipendente ed ha una propria struttura tutto l’anno. Nel 2021, l’associazione così composta organizza il primo Pride transfrontaliero, che parte da Gorizia, in Italia, per concludersi poi a Nova Gorica, in Slovenia. Nel 2023, l’associazione organizza la quarta edizione di FVG Pride, questa volta a Pordenone e infine, nel 2024, il 31 agosto, a Lignano. Grazie all’impegno di tantɜ volontarɜ, l’associazione ha saputo portare il Pride ogni anno in un luogo regionale nuovo, in cui una manifestazione del genere non c’era mai stata.
Ci sono altre realtà locali che sostengono e partecipano alla vostra iniziativa? Ce ne sono alcune di cui vorreste parlarci?
Fortunatamente, riceviamo molto sostegno da parte delle associazioni di tutto il territorio regionale, soprattutto da quelle che sposano la difesa dei diritti civili ma anche da parte di chi ha il proprio focus su altri temi.
La nostra associazione da sempre raccoglie, sia all’interno della Direttiva che nel gruppo di persone volontarie, la sintesi delle diverse realtà queer regionali e ogni anno chiede e rinnova il sostegno di tutte le realtà che intendono darlo condividendone i principi.
Qual è il rapporto della comunità queer locale con il sindaco e la giunta?
La comunità queer locale a cui noi, come FVG Pride, facciamo riferimento, è ampia e variegata, dal momento che il nostro Pride, e la nostra associazione, hanno una conformazione regionale e aspirano ad essere rappresentative della comunità queer del Friuli Venezia Giulia.
Si capisce allora che cambiando, per ogni edizione, luogo della manifestazione conclusiva, non abbiamo un Sindaco o una Sindaca né una Giunta di riferimento con cui ci interfacciamo per più di un anno. L’unica istituzione a cui facciamo sempre riferimento è, naturalmente, quella regionale rappresentata dal Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia e dalla sua Giunta.
Attualmente FVG Pride non ha un rapporto di scambio con la Regione, al contrario ci troviamo spesso in contrapposizione rispetto alle politiche messe in atto ed esprimiamo dissenso ogni qual volta le misure e le decisioni da loro prese vanno in contrasto con quelli che noi riteniamo i nostri valori. Ad ogni modo, FVG Pride si interfaccia anche con tutti i comuni regionali, inviando, in ogni edizione, il manifesto a tutti i comuni, gli enti e le realtà regionali chiedendo, contestualmente, il loro patrocinio.
Che impatto ha sulla vostra città/ il vostro territorio un Pride?
L’impatto più significativo negli anni è sicuramente stata la partecipazione – numeri della questura – di tante persone al Pride: nel 2017, 7.000 persone a Udine, nel 2019, 10.000 a Trieste, nel 2021, 4.000 a Gorizia e nel 2023, 7.000 a Pordenone. I numeri non sono rilevanti di per sé, ma in una piccola regione come la nostra, scendere in piazza numerosɜ per i diritti umani, è estremamente significativo e importante.
Come testimoniato dai numerosissimi articoli giornalistici locali e dai molti commenti che riguardano la nostra manifestazione, il fatto di chiedere il patrocinio ad ogni comune della regione alimenta e sollecita costantemente il dibattito attorno ai nostri temi, anche laddove probabilmente non sarebbe mai accaduto.
Comune e Regione hanno dato patrocinio al Pride? Quali istituzioni locali avete dichiaratamente dalla vostra parte? E quali no, e perché?
No, in questa edizione il comune di Lignano e la Regione FVG non hanno concesso il patrocinio alla manifestazione in quanto di natura “politica”. Paradossale.
Dalla nostra parte 11 comuni, sparsi in tutta la regione, alcuni ordini professionali, una sigla sindacale, i due Consigli Studenteschi dei due atenei regionali, e circa una quarantina di associazioni. Non hanno concesso il patrocinio, invece, i due Atenei della regione, molti comuni e gli organi regionali. Il motivo è a grandi linee sempre lo stesso: siamo una realtà politica, che si schiera, prende posizione e non crediamo sia giusto limitarci sempre e solo alle tematiche che ci riguardano in modo stretto ma abbiamo un approccio trasversale e transfemminista. C’è anche chi vorrebbe che parlassimo solo di tematiche strettamente LGBTQIA+, ma viviamo nel Mondo e il Mondo, tra le altre cose, ha anche le sue guerre e i suoi genocidi e anche questo ci riguarda.
Ci sono delle iniziative correlate alla manifestazione del Pride che vi sembrano importanti (che fate o che avete fatto)?
Per ogni edizione di FVG Pride, si è cercato di proporre un ricco calendario di eventi, sia dal punto di vista culturale che ricreativo. Abbiamo avuto tantɜ ospiti della comunità queer, italianɜ e non, attivistɜ, giornalistɜ e artistɜ. Nell’edizione di quest’anno c’è stato un importante impegno nella scrittura del manifesto politico, in quanto è stato redatto tramite otto assemblee pubbliche e orizzontali, tenutesi in tutti i capoluoghi della Regione. Da questo percorso, aperto e democratico, è emerso un documento ricco e complesso, che ha generato tante contraddizioni nella politica locale, ma che FVG Pride rivendica, in quanto rappresentativo della sua comunità di riferimento e sintesi del pensiero di chi ha deciso di partecipare al processo democratico di costruzione del documento stesso.
Avete previsto delle attenzioni particolari in merito all’accessibilità?
Abbiamo cercato di rendere il nostro Pride il più accessibile possibile rispettivamente alle nostre possibilità, ma pensiamo si debba ulteriormente migliorare questo aspetto.
In particolare, abbiamo pensato a degli spazi di decompressione sia all’interno del Pride Village, sia all’interno del corteo, in cui saranno presenti acqua, tappi per le orecchie, zuccheri, rumorosità ridotta, maggiore distanziamento tra le persone e assistenza. Il percorso del corteo è accessibile a persone in carrozzina.
I discorsi che verranno fatti dal palco saranno tradotti in Lis, e il manifesto è disponibile in italiano e inglese.
In questi anni di governo delle destre, come considerate vengano affrontate, sostenute o contrastate le istanze che il vostro Pride vuole portare avanti?
In questo momento storico, vediamo crescere la marginalizzazione della nostra comunità e avvertiamo la necessità di mantenere alta l’asticella delle nostre rivendicazioni. Riceviamo quotidianamente pesanti attacchi da parte della politica: questo si riflette sul clima generale che viviamo e limita concretamente le possibilità di affermare le nostre identità. Riteniamo che siano necessarie soluzioni plurali, concrete e forti che sappiano abbattere i muri della discriminazione sia sul fronte legislativo che su quello culturale. I dati ci dicono che il nostro è fra i Paesi più indietro in Europa dal punto di vista dei diritti civili, e per questo non possiamo permetterci di “accontentarci” come spesso viene criticato.
Su quali rivendicazioni ritenete che ci sia ancora bisogno di manifestare, scendere in piazza e fare un Pride?
Le rivendicazioni su cui è ancora necessario manifestare sono molte e trasversali, e le nostre si possono trovare nel Manifesto che abbiamo redatto in occasione di questa edizione di FVG Pride 2024. Ad oggi in Italia è per noi complicatissimo se non impossibile essere genitori, la visione delle relazioni è miope e il caso delle unioni civili è paradossale. Vi è ancora una visione patologizzante rispetto alle persone trans e intersessuali, oltre che un forte stigma sociale, una scarsa attenzione alle necessità e il percorso di affermazione di genere presenta numerosi ostacoli. Rimbombano l’assenza di una legge contro l’omolesbobitransfobia e un piano educativo che coinvolga la scuola. Pensiamo non sia accettabile subire aggressioni fisiche verbali per strada o doversi nascondere nelle diverse sfere sociali per paura delle ripercussioni di un coming-out. Per tutti questi motivi, e molti altri, riteniamo che manifestare, e scendere in piazza, sia ancora prioritario.
Ci sono altre cose che vorreste dire sul Pride e sul vostro territorio? (risposta libera…. magari a noi di Gay.it sfugge qualcosa a proposito del vostro territorio…)
Pensiamo di aver già inserito nelle domande precedenti gli elementi utili a comprendere le specificità del nostro Pride: un Pride ampio, plurale, regionale e in una Regione di frontiera, miope rispetto alle tematiche di cui la nostra associazione si occupa e oppositiva rispetto alla nostra esistenza e alla nostra resistenza. Fare un Pride e scommettere sulla sua buona riuscita in un luogo come il nostro non è semplice; ma la difficoltà aguzza l’ingegno e noi speriamo di riuscire ad offrire, in ogni edizione del Pride, uno spazio sicuro per tutte le persone che decidono di attraversarlo e di essere un punto di riferimento per tutta la nostra comunità regionale, motore del nostro impegno.
Leggi per intero il manifesto di FVG Pride 2024
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