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Brescia Pride, in corteo oltre 10 mila persone: “Che lo vogliamo o meno, silenzio significa complicità” – GALLERY

La manifestazione si è svolta nel pomeriggio di sabato per poi spostarsi nel quartiere Carmine per l'afterpride. 6 i carri presenti e numerosi gli interventi sia prima sia dopo il corteo

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Brescia Pride 2024 - Brescia, 7 settembre - FB (Comune di Brescia - Ph Christian Penocchio)
Brescia Pride 2024 - Brescia, 7 settembre - FB (Comune di Brescia - Ph Christian Penocchio)
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Oltre 10 mila persone hanno partecipato quest’anno, sabato 7 settembre, al Brescia Pride, la realtà “intersezionale, transfemminista, antifascista, gentile e autogestita“, nata dall’unione di varie componenti dell’attivismo bresciano.

Il corteo è partito puntuale alle 16:00 da Piazza Vittoria, che si è riempita già dalle 14:30. In piazza e lungo il percorso anche zone “bianche”, per chi necessitava di un momento di decompressione lontano dai rumori del corteo. Il corteo è rientrato in Piazza Vittoria per gli ultimi interventi, dopodiché molte persone si sono dirette per le strade del quartiere Carmine dove diverse attività hanno organizzato il proprio “afterpride”, continuando i festeggiamenti in modo esteso e indipendente.

Subito dopo il corteo, durante il flashmob a sostegno della comunità trans*, Edo del Comitato Brescia Pride ha preso la parola. Le sue parole hanno fatto eco al manifesto del Brescia Pride, sottolineando la critica situazione delle persone trans* in Italia. Qui di seguito uno stralcio del suo discorso:

Siamo stati abbandonati. Dimenticati. Traditi da uno stato che dovrebbe proteggerci, da istituzioni che dovrebbero difenderci e che, al contrario, hanno fatto di noi una bandieruola da sventolare a destra e a sinistra. Ma lasciatemi dire una cosa: nessuno è intoccabile. Nessuno è al sicuro. Se c’è qualcuno qui che pensa di poter chiudere gli occhi, di poter vivere la propria vita ignorando il dolore e la sofferenza degli altri, si sbaglia di grosso. L’indifferenza, l’apatia, sono i semi che hanno fatto crescere le più grandi atrocità nella storia dell’umanità. Le dittature, i genocidi, le persecuzioni non nascono dal nulla, crescono nell’ombra dell’indifferenza, nell’idea pericolosa che: se non tocca me, forse non è così grave. Che lo vogliamo o meno, silenzio significa complicità. La storia ci insegna che, quando i diritti vengono erosi, quando l’odio e la discriminazione mettono radici, nessuno è immune. Nessuno è al sicuro. Guardatevi intorno, guardate le persone che avete a fianco, guardate ogni volto ed ogni sguardo. Fatelo davvero e immaginate le splendide vite di ogni persona che compone questa piazza perché oggi tocca alle persone trans, oggi tocca a me, ma domani potrebbe toccare a loro. Toccherà alle vostre sorelle, ai vostri figli, ai vostri amici più stretti, perché l’odio non ha confini, non fa distinzioni, l’odio è una macchina che inghiotte tutto ciò che incontra lungo il suo cammino. E non si fermerà finché non ci avrà distrutto tutti“.

 

Il Brescia Pride di quest’anno, come gli altri anni, non si è limitato, quindi, a essere una mera celebrazione, ma ha rappresentato anche un forte atto di partecipazione politica. Come ha ribadito Rob, presidente del Comitato Brescia Pride: “Questa non è una bella festa, però – la prima volta fu rivolta: questa frase dobbiamo ricordarla, perché il Pride è una bella lotta, che si rinnova, un grido collettivo di chi non accetta che sia il concetto di decoro a far decidere chi è meritevole di tutela e chi no.

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Il Pride di Brescia ha ricevuto il patrocinio non solo dal Comune di Brescia, ma anche dalle amministrazioni di Moniga del Garda, Ome, Iseo, Provaglio d’Iseo, Cellatica, Borgosatollo, Cazzago San Martino, Rodengo Saiano, Rezzato, e dall’Università degli Studi di Brescia. Tuttavia, il sindaco di Maclodio, Simone Zanetti, ha esplicitamente negato il suo sostegno, descrivendo il Pride, attraverso una nota stampa, come “portatore di una visione che contrasta totalmente con gli ideali e i principi eterni che si ha il dovere di difendere e affermare“.

 

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