Celebre volto della chiesa ungherese, Peter Gergo Bese è stato a lungo il parroco prediletto di Viktor Orban. Famoso per i suoi attacchi alla comunità LGBTQIA+, elargiti tra radio e tv, Padre Bese è scomparso dai social lo scorso fine settimana perché indagato dall’arcivescovo di Kalocsa-Kecskemet su pressing dello stesso Vaticano. Questo perché il parroco è stato riconosciuto in aluni video gay pubblicati on line. Il magazine Valasz Online parla di una vera e propria doppia vita da parte di Peter Gergo Bese, assiduo frequentatore di festini.
Lo ha ammesso la stessa nunziatura apostolica al magazine, confermando “le gravi accuse mosse contro il sacerdote dell’arcidiocesi di Kalocsa-Kecskemét”. Negli ultimi anni Bese si era dimostrato un alfiere del cristianesimo politico: ha addirittura consacrato l’ex monastero carmelitano che ospitava la Presidenza del Consiglio e gli uffici presidenziali di Orban, scagliandosi in più occasioni contro la “propaganda LGBTQ”, che in Ungheria è vietata per legge.
Il mese scorso Bese aveva così commentato la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi, criticando la presenza delle drag queen. “Noi possiamo essere i preservatori della normalità nel bacino dei Carpazi, e possiamo trovare popoli alleati che possano dire che non non ne abbiamo bisogno, che crediamo nella ragion d’essere dei pilastri di Dio, la casa e la famiglia“. Nel frattempo il parroco cambiò immediatamente la sua foto di copertina Facebook con L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, a voler cavalcare l’assurda polemica nei confronti della Cerimonia. Prima di tutto ciò aveva parlato più e più volte dell’intento conquistatore dell’ideologia LGBTQ, e di quanto sia difficile per un ragazzo che cresce in una famiglia divisa trovare la propria identità – “e la propaganda LGBTQ trova il bambino in questa situazione incerta” .
Valasz Online ha contattato l’ambasciatore ungherese presso la Santa Sede e quattro politici del partito Fidesz-KDNP, chiedendo dell’evetuale esistenza di un dossier che dovrebbe dimostrare la partecipazione del parroco a orge con altri uomini. Le fonti del magazine parlano di una storia confermata da registrazioni video e messaggi telefonici. I video porno sarebbero finiti on line.
L’ufficio dell’arcivescovo di Kalocsa-Kecskemét ha diffuso questo comunicato: “Secondo le indicazioni dell’Arcivescovo Balázs Bábel di Kalocsa-Kecskemét, desidero informarvi che Gergő Péter Bese è stato sospeso dal suo servizio sacerdotale con effetto immediato dal 6 settembre 2024”. Padre Bese è sparito anche dai social.
La sua storia ricorda quella di Jozsef Szajer, l’eurodeputato conservatore ungherese che si dimise dopo aver partecipato ad un’orgia gay. Fedelissimo dell’omofobo Viktor Orbán, nel 2020 Szájer partecipò a Bruxelles ad un’orgia con 25 persone, violando ogni regola anti-Covid. Quando la polizia entrò in casa per arrestare i partecipanti, Szajer si calò in strada da una grondaia, pur di fuggire.
