Roberto Saviano e la vita queer dell’ex ministro Sangiuliano con Boccia: “Ama chi vuoi”

La vita sentimentale dell'ex ministro non è un tema, ma la vicenda Boccia - secondo lo scrittore e intellettuale - rivela qualcosa nella gestione del potere della famiglia Meloni.

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Roberto Saviano ha parlato dell'ex ministro Sangiuliano queer e di come la vicenda Boccia sia privata dal punto di vista sentimentale, ma politica dal punto di vista della gestione delle commesse del G7 Cultura a Pompei da parte di Arianna Meloni, sorella della premier Giorgia Meloni
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Roberto Saviano ha detto la sua sulla questione della presunta relazione tra Gennaro Sangiuliano e Maria Rosaria Boccia, definendola un fatto privato. Secondo lo scrittore e intellettuale italiano, la dimensione queer dell’ex ministro della Cultura non è un problema per nessuno. E il tema della presenza di Boccia nella vita affettiva e professionale dell’ex ministro avrebbe in verità aperto – secondo Saviano – un vaso di pandora sulla gestione del potere della famiglia Meloni.

Dopo aver ricordato che Sangiuliano può amare chi vuole e quanto vuole, Saviano esplicita quella che egli stesso definisce una congettura. Lo fa durante la puntata di martedì 17 Settembre del talk show de La7 “DiMartedì” condotto da Giovanni Floris.

 

 

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La congettura di Roberto Saviano sul caso Boccia-Sangiuliano

Nella gestione del G7 Cultura di Pompei, secondo Saviano lo scandalo Boccia avrebbe evidenziato come le commesse esterne siano state gestite per far lavorare aziende indicate da una famiglia che, per lo scrittore, è la famiglia Meloni. Nella vicenda, la presenza di una scheggia anomala come Boccia, candidata da Sangiuliano, avrebbe indotto Arianna Meloni, sorella di Giorgia, a fermare tutto, per far lavorare le aziende stabilite a priori da Palazzo Chigi, e non dalla sconosciuta Maria Rosaria Boccia. Infatti il G7 Cultura è gestito dal Ministero della Cultura, ma la cassa finanziaria, inclusi i budget per le commesse esterne, è gestito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La ricostruzione spiegherebbe anche perché a un certo punto Sangiuliano abbia bloccato la nomina di Boccia e lo abbia fatto dall’oggi al domani, all’improvviso: mistero ad oggi ancora non chiaro e obnubilato dalle vicende private, dalle lacrime al telegiornale, dall’etichetta morbosa del gossip. Lacrime di Sangiuliano che oggi Saviano definisce queer e che non hanno nulla a che fare con il vero tema politico. Per Saviano, la nomina di Boccia potrebbe essere stata bloccata da Arianna Meloni che avrebbe telefonato a Sangiuliano, perché a Pompei erano altre le aziende che avrebbero dovuto lavorare e non quelle indicate dalla eventuale consulenza Boccia. Questa la congettura di Saviano. Lo scrittore, da sempre attento osservatore delle modalità con cui si muove la cultura criminale, ne ha parlato durante “DiMartedì” su La7 (minuto 43 circa di questo video).

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Le parole esatte di Saviano su Arianna Meloni e il caso Boccia-Sangiuliano

Dunque secondo Saviano, le vicende affettive tra Sangiuliano e Boccia sono fatti privati. Sangiuliano ha più amanti, a loro volta libere di amare chi vogliano? Non c’è nulla di male, un ministro ha diritto ad avere la vita affettiva che più desidera. Come non essere d’accordo con lo scrittore, da sempre alleato della comunità LGBTIAQ+, e orgoglioso membro della queer family di Michela Murgia? Ecco le parole testuali di Saviano:

“Riguardo all’aspetto privato, devo dire che la versione di Sangiuliano queer (la famosa intervista in lacrime al TG1), mi sento di sottoscriverla, lì non c’è stato alcun errore da parte sua. Ama quanto puoi, ama più che puoi, da sempre la mia battaglia è con Michela Murgia, e avremmo quindi – semmai – difeso l’aspetto queer di Sangiuliano. Ma a parte questo, non c’entra nulla il gossip con questa vicenda, non c’entrano i fidanzamenti e legami sentimentali, lì c’è una dinamica probabilmente d’affari. È una congettura che ho.

“Con quella consulenza era stata data la possibilità di poter gestire in un certo modo l’evento di Pompei: verso alcune aziende, verso alcuni mondi. Quando tu dai un incarico a un* consulente (Boccia, ndr), quella consulente ha una visione su come organizzare quell’evento. Poi è arrivato qualcun’altro da Roma, un’altra famiglia da Roma, a dire ‘Quella gestione di Pompei non la vogliamo, vogliamo la nostra gestione di Pompei. E immagino sia la famiglia Meloni. Arianna Meloni, immagino. Ripeto: è una congettura”.

Non c’entra niente il gossip. La mia congettura rispetto agli elementi che ho trovato in campo non c’entra niente con gli affari di cuore che sono in un’altra dimensione. C’entrano invece con la gestione politica. C’è una cancellazione, perché c’è stata la cancellazione di una gestione dell’evento a Pompei che stava andando in una direzione, perché altri dovevano mettere le mani sulla gestione completa di quella situazione”

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Saviano parla di Salvini accusato per il caso Open Arms

Durante la puntata, incalzato da Giovanni Floris, Roberto Saviano ha ricordato come il vice-premier Salvini, ministro dell’Interno all’epoca del governo Lega-Cinque Stelle, secondo la magistratura abbia violato i diritti umani, dando ordine di trattenere a bordo della Open Arms circa 150 migranti. Secondo Saviano, l’episodio ha segnato una torsione della nostra democrazia, ridotta a democratura, ovvero a strumento di propaganda al servizio del potere politico. L’accusa ha chiesto per Salvini 6 anni di reclusione.

 

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