Thailandia, il Re ha firmato la legge sul matrimonio egualitario. Prime nozze a gennaio 2025

La sentenza entrerà in vigore tra 120 giorni. La Thailandia è così diventato il terzo paese asiatico ad avere il matrimonio egualitario, dopo Taiwan e Nepal.

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Bangkok Pride 2023 | Foto di Bloomberg
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Tre mesi dopo l’approvazione parlamentare, avvenuta lo scorso giugno, l’attesa firma. Maha Vajiralongkorn, 72enne attuale re di Thailandia asceso al trono il 13 ottobre 2016 come decimo sovrano della dinastia Chakri, ha finalmente firmato la legge sul matrimonio egualitario approvata definitivamente lo scorso giugno.

Una legge che ha tramutato il matrimonio in un partenariato tra due persone sopra i 18 anni, senza menzionare il genere, garantendo alle coppie dello stesso sesso sposate gli stessi diritti e le stesse tutele legali delle coppie eterosessuali. Includendo l’eredità, le agevolazioni fiscali e l’adozione di minori. La nuova legge ha inoltre modificato il Codice civile con una terminologia più neutrale di genere.

Paetongtarn Shinawatra, premier thailandese, ha twittato: “A tutti i tipi d’amore… Congratulazioni. #LoveWins. Grazie per il supporto. Questa è una battaglia comune”.⁠

La Thailandia è così diventato il terzo paese asiatico ad avere il matrimonio egualitario, dopo Taiwan e Nepal, ma il del sud-est asiatico. La sentenza entrerà in vigore tra 120 giorni. Questo vuol dire che i primissimi matrimoni saranno celebrati a partire da gennaio 2025. Gli attori Newyear e Both, in tal senso, si sono già promessi sposi. Solo nell’ultimo anno anche Grecia, Liechtenstein e Aruba e Curaçao hanno legalizzato le nozze same-sex.

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In tutto il mondo, 40 paesi su 195 hanno legalizzato il matrimonio egualitario: Andorra, Argentina, Aruba e Curucao, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Danimarca, Ecuador, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Nepal, Nuova Zelanda, Norvegia, Portogallo, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Regno Unito, Stati Uniti d’America e Uruguay. Assente, l’Italia.

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