Francesco Spano è stato nominato ufficialmente Capo di Gabinetto del ministero della Cultura dal neo-ministro Alessandro Giuli, subentrato a Gennaro Sangiuliano dopo lo scandalo Boccia. Una nomina che ha sollevato polemiche interne alla destra, in particolare da parte dell’associazione integralista cattolica Pro Vita & Famiglia Onlus. Le accuse di Pro Vita riguardano la vicinanza alle istanze LGBTQ+ di Spano, che oggi è apertamente gay.
In questo articolo
- 1 Le polemiche del 2017 e il caso UNAR
- 2 Divisioni all’interno del movimento LGBTQIA+
- 3 Le conseguenze personali e professionali di Spano
- 4 La carriera di Francesco Spano
- 5 Reazioni di Pro Vita e conferma di Giuli
- 6 Le dinamiche interne del MiC e la fiducia di Giuli
- 7 La revoca dell’incarico a Francesco Gilioli
Le polemiche del 2017 e il caso UNAR
Nel 2017, quando era a capo di UNAR, Spano era finito in un vorticoso tunnel di accuse per aver destinato 55mila euro di fondi UNAR – secondo la ricostruzione di stampo scandalistico de de Le Iene – ad un’associazione LGBTI+ romana che li avrebbe usati per finanziare luoghi in cui le persone si vedevano per consumare sesso, anche a pagamento. Un’accusa successivamente smentita dai fatti, e che non ebbe alcuna conseguenza legale secondo la Corte dei Conti, ma che costrinse lo stesso Spano alle dimissioni dall’UNAR. L’associazione non vide mai quei soldi e il bando fu ritirato. In quell’occasione, nel 2017, Francesco Spano era stato anche vittima di outing.
Divisioni all’interno del movimento LGBTQIA+
La vicenda è ancora oggi una delle pagine più disastrose della mancanza di unità del movimento LGBTIAQ+ italiano, spesso assediato da faide intestine legate proprio ai fondi UNAR. La stessa premier Giorgia Meloni all’epoca aveva aspramente criticato il finanziamento che Spano aveva destinato all’associazione LGBTI romana, che dopo lo scandalo fu sciolta anche a causa di opache gestioni finanziarie. La soffiata al tv-show Le Iene fu fatta da un’associazione LGBTI romana, fortemente indispettita dal fatto che Spano aveva destinato i fondi UNAR ad un’altra realtà.
Le conseguenze personali e professionali di Spano
La debolezza di Francesco Spano all’epoca fu quella di aver subito la pressione mediatica e politica sollevata dalle polemiche e di non essere apertamente gay. Si dimise spontaneamente e nel corso degli anni – a quanto appreso da Gay.it – ha vinto alcune cause per diffamazione relative alla vicenda e all’outing subito. Il comportamento dell’associazione LGBTI romana che diede la soffiata a Le Iene è ancora oggi motivo di tensioni e contrapposizione all’interno del movimento LGBTI, in particolare quello romano.
La carriera di Francesco Spano
Francesco Spano ha una lunga carriera alle spalle, caratterizzata da ruoli di rilievo sia in ambito culturale, sia nel settore pubblico. Prima del suo ruolo di direttore dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) dal 2015 al 2017 (nominato dal Governo Renzi), è stato segretario generale della fondazione Maxxi durante la presidenza di Giovanna Melandri (che è stata in carica al Maxxi dal 2012 al 2022). Con l’ascesa al potere della destra di Fratelli d’Italia, Giuli era stato nominato presidente del Maxxi nell’ottobre del 2022 e in quell’occasione aveva confermato Spano. In questi due anni di co-abitazione, Giuli aveva imparato a conoscerlo e ad apprezzarne le qualità professionali, nonostante le simpatie politiche espressamente di centrosinistra.
Reazioni di Pro Vita e conferma di Giuli
La nomina di Francesco Spano ha infervorato i fanatici ultra-cattolici di Pro Vita. L’associazione ha lanciato una petizione popolare, già vicina a 100.000 firme, per chiedere la revoca del suo incarico. L’accusa è che Spano avrebbe una visione politica distante da quella del governo di centrodestra, e sarebbe troppo affine alle istanze LGBTQIA+. “Come possiamo tollerare che un Ministro di Fratelli d’Italia promuova un personaggio come Spano, quando fu proprio Giorgia Meloni, sette anni fa, a chiedere con forza le sue dimissioni e la chiusura dell’UNAR?” chiedono i cattolici di ProVita in calce alla petizione. Ma nonostante l’alzata di scudi degli ultra-cattolici, Giuli ha confermato la fiducia a Spano, che poche ore fa è stato ufficialmente nominato Capo di Gabinetto.
Le dinamiche interne del MiC e la fiducia di Giuli
Secondo quanto appreso da Gay.it, lo stesso Spano, timoroso delle possibili ripercussioni che avrebbero coinvolto Giuli, e che si sono puntualmente avverate, avrebbe sottolineato al neo-ministro della Cultura di essere apertamente gay, unito civilmente al suo compagno e vicino al centro-sinistra per idee e indirizzo politico. Ma Giuli ha difeso la sua scelta di fronte alle pressioni dei fanatismi ultra-cattolici.
La revoca dell’incarico a Francesco Gilioli
Spano è stato nominato dopo la revoca dell’incarico a Francesco Gilioli, avvenuta a causa di una perdita di fiducia da parte del ministro: Gilioli avrebbe rivelato a Report (Rai 3) alcune informazioni riservate.
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