Vittorio Feltri parla di outing come persona gay al Ministro della Cultura Alessandro Giuli da parte di politici e organi di stampa. Il caso delle dimissioni di Francesco Spano, ex capo di gabinetto del Ministero della Cultura, ha scatenato insinuazioni riferite anche alla consulenza del suo compagno, Marco Carnabuci, al Maxxi durante la presidenza di Giuli.
Ed oggi Vittorio Feltri, in un’intervista pubblicata da Il Foglio, si scaglia contro i pettegolezzi figli a suo dire di un clima di omofobia a destra e a sinistra, e che avrebbe portato alle dimissioni di Spano, e che potrebbe portare alle già vociferate dimissioni di Giuli nei prossimi giorni, in conseguenza dell’attesissima inchiesta che sarà trasmessa da Report Domenica 27 Ottobre su Rai 3. Giuli è sposato con la giornalista Valeria Falcioni e ha due figli. L’intervista rilasciata da Feltri sembra più un ulteriore colpo basso al ministro, che una reale difesa della sua vita privata. Dice Feltri:
“E’ chiaro che lo hanno fatto dimettere perché è gay. Ed è chiaro che con questa storia vogliono dire che è gay anche il ministro Giuli. Cosa che non credo sia vera, perché lo conosco. E anche se lo fosse… Sarebbero fatti suoi”
Desta stupore che Il Foglio rilanci Feltri: “Cari amici gay lo volete capire che il culo è un’uscita di sicurezza e non una entrata secondaria?”, scriveva Feltri sui social nel giugno 2023 dallo scranno della Regione Lombardia, per poi aggiungere: “I fr*ci devono fare ciò che vogliono ma sappiano che il culo è una uscita e non una entrata”. Difficile dunque dare credito a Feltri come paladino anti-omofobia: non ci dilunghiamo in merito, basta consultare questo indice di Gay.it per rendersi conto: Gay.it – Vittorio Feltri >
Nell’intervista di Salvatore Merlo, Feltri condanna l’omofobia della destra, in riferimento alla parola “pederasta” pronunciata ai danni di Spano dallo squadrista digitale romano Fabrizio Busnengo su una chat municipale di Fratelli d’Italia, a cui è iscritta anche Arianna Meloni, sorella della premier Giorgia Meloni, che secondo molte fonti è arrabbiatissima per la faida che sta portando alla luce del sole l’inadeguatezza della sua classe dirigente. La faida era del resto iniziata già da quando Giuli aveva licenziato Francesco Gilioli come capo di gabinetto, per poi ingaggiare Spano al suo posto. Gilioli era fortemente supportato da Ignazio La Russa, seconda carica dello Stato, e uomo più potente di Fratelli d’Italia dopo Meloni, e da Maurizio Gasparri. Una faida terribile starebbe dunque sconquassando i vertici di Fratelli d’Italia.

Feltri quindi dipinge il quadro dipanatosi in questi giorni tra redazioni, portaborse e apparati dello Stato pronti a tuffarsi nel gossip per regolare i propri conti e tornaconti politici. Tutto nasce dall’inchiesta scandalistica de Le Iene sui finanziamenti UNAR nel 2017, quando Spano decideva a quali associazioni LGBTI+ dovessero essere destinati i soldi della lotta alle discriminazioni dell’ufficio di Palazzo Chigi preposto a tale scopo. Dice Feltri:
“Non c’è cronista politico d’Italia, me compreso che in questi giorni non abbia ricevuto telefonate di politici e colleghi che raccontavano, in una specie di telefono senza fili, storie incredibili sul ministero del ‘CULtura’, su orge gay al ministero e altre cose assurde e francamente vergognose persino per uno come me che dell’esagerazione ha fatto una cifra professionale“.
A proposito di Gilioli, e del suo allontanamento dal MiC voluto da Giuli, spunta ora una foto pubblicata da Dagospia, nella quale si vedono sia Francesco Spano, sia Gilioli proprio dietro il quasi-dimissionario Ministro della Cultura. Si chiede Dago, accusato da Feltri di aver contribuito ai pettegolezzi a suo dire (a dire di Feltri) di stampo omofobico, come mai, insieme a Giuli, che nel momento della foto aveva ancora Gilioli come capo di gabinetto, ci sia proprio Francesco Spano che in quel momento non aveva ragione professionale per essere accanto a Giuli.

Feltri denuncia la diffusione di voci, a suo dire alimentate sia dalla destra sia dalla sinistra, spesso accompagnate da commenti omofobi e sgradevoli secondo il decano del giornalista di destra, e note come “maldicenze” e “pissi pissi“. Per Feltri, si tratterebbe di un attacco strumentale, unito a termini e concetti ormai datati come “pederasta” o “frociaggine” (usato in verità da Papa Francesco), che sarebbero stati riproposti in chiave sensazionalistica per screditare Spano e insinuare qualcosa di simile anche sul conto di Giuli. Feltri, che si definisce un provocatore “in chiaro” e non uno che fa allusioni, critica apertamente questo stile insidioso e omofobo, paragonandolo a un “telefono senza fili” della politica, che sfrutta orientamenti affettivi per portare avanti una guerra politica. Punta il dito contro una “convergenza di imbecilli“, criticando tanto Dagospia quanto i giornali che giocano su questo terreno, portando avanti insinuazioni infondate.

Ieri dalle pagine dell’Huffington Post è invece intervenuta sulla vicenda Anna Paola Concia per esprimere solidarietà a Francesco Spano. L’attivista LGBTI+ era stata sul punto di collaborare sul tema della lotta alle discriminazioni con il Governo Meloni, ma la sua nomina era saltata a suo dire per “massimalisti da destra e sinistra”. Nell’intervista Concia sostiene che Spano sarebbe stato vittima di un analogo fuoco incrociato e ha evidenziato come entrambi siano vittime di un contesto politico ostile verso chi, come loro, è impegnato nella difesa dei diritti LGBTI+, ma collabora con istituzioni di centrodestra. Concia ritiene che Spano sia stato bersagliato da attacchi omofobi che riflettono una faida interna a Fratelli d’Italia, ma che ci sia una certa connivenza anche da parte del Partito Democratico, che Concia accusa di “tatticismo”. Dice Concia all’Huffington:
Anche io sono stata attaccata da una parte del centrodestra. E il Pd non ha mosso un dito. Perché evidentemente accusano me e Spano di intelligenza col nemico. Ma io sono universalista, i diritti civili si difendono sempre comunque e con chiunque. Non a seconda della convenienza politica. Non si dice, siccome il centrodestra è in difficoltà, facciamoli cuocere nel loro brodo.
Tutta la vicenda dovrà fare i conti con l’inchiesta di Report. Secondo quanto trapelato finora, oltre alla consulenza del compagno di Spano, Marco Carnabuci, per il MAxxi, rispetto alla quale in verità non sembrano ad oggi esserci grandi questioni di conflitto di interessi, come documentato su Domani, il team di inchiesta di Sigfrido Ranucci ha distillato i sospetti che intorno ad Alessandro Giuli ci sia anche altro. Lo sapremo Domenica 27 Ottobre.
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Feltri che si schiera dalla parte delle persone omosessuali ha la stessa credibilità che avrebbe la strega di Hansel e Gretel se si iscrivesse a Save the Children