Milita in serie D, ma possiamo ammetterla nella Champions dell’inclusione: il Chieti Calcio in questo campionato indosserà la storica maglia neroverde con l’inserimento di un evidente arcobaleno verticale proprio nel centro della divisa nervoerde.
Si tratta della prima squadra di calcio in Italia che sceglie di sostenere i diritti in modo così esplicito nella “prima” maglia, mentre il Milan aveva scelto di celebrare la diversity nella terza maglia.
La scelta arriva dopo l’acquisizione della società calcistica da parte di Virgo, fondo con sede in Svizzera ma guidato da un imprenditore teatino, Altair D’Arcangelo, che non ricopre alcuna carica societaria, ma che ha a cuore i valori rappresentati dall’arcobaleno, “Non solo – ha specificato in un post Facebook- quelli relativi al mondo LGBTQIA+, ma in generale per tutti coloro che nella loro vita si sono sentiti esclusi“.
Altra scelta controcorrente: nessuno sponsor sulle maglie, ma la scritta #Respect, ad amplificare ancora di più il messaggio inclusivo.
Come era prevedibile, la scelta ha suscitato qualche mugugno nella curva, ma la stragrande maggioranza della tifoseria (incluso un tifoso speciale del Chieti, Roberto Mancini) ha accolto con entusiasmo la svolta determinata dall’ingresso dei nuovi proprietari, anche perché, oltre alle maglie, sono molteplici le novità annunciate dal nuovo corso.
Chieti Calcio: non solo divise con l’arcobaleno ma anche progetti di sviluppo e rilancio all’insegna dell’inclusione per lo sport e la città
La proprietà come primissimo passo era riuscita ad aumentare la capienza dello stadio a 5000 spettatori, lanciando da subito una politica dei prezzi progettata per riportare al Guido Angelini le famiglie, grazie all’ingresso gratuito per donne e under 16. Ma vi sono progetti ancora più ambiziosi.
Nei pressi dello stadio, a Chieti Scalo, l’area più popolosa e dinamica della città, sorgerà il Teti (Training, education and team integration) progettato dall’archistar Filippo Biagiotti: un centro polifunzionale articolato su più livelli, ideato per offrire il massimo comfort e funzionalità agli atleti. Le unità residenziali progettate per garantire privacy e benessere, saranno disposte ai piani superiori, mentre le aree comuni saranno situate al centro della struttura, per favorire l’interazione tra gli atleti, si legge nella descrizione progettuale.
Nel Teti troveranno spazio anche attività didattiche e formative create grazie alla partnership con L’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti – Pescara, eccellenza nazionale, che prevede anche momenti dedicati alla formazione nella Diversity & Inclusion.
Il nuovo corso del Chieti Calcio prevede anche momenti più leggeri,: come l’esibizione di Aka 7even nell’ultimo match contro l’Isernia di domenica scorsa, ed il Dj set di Giusva (già DJ del Padova Pride Village) .
Naturalmente anche sotto l’aspetto puramente sportivo l’ingresso dei nuovi proprietari fa ben sperare la curva Volpi: sono già arrivati Godfred Donsah, centrocampista ghanese nazionale con esperienze in serie A nel Bologna, Cagliari ed Hellas Verona, ed Andrija Balic, croato ex Udinese, professionisti affermati che hanno accettato di scendere di categoria proprio in virtù dei piani ambiziosi della società.
Grazie alle capacità di investimento già mostrate dal fondo Virgo nel creare l’omonimo brand di cosmesi, Virgo Cosmetics, anch’esso caratterizzato da una forte impronta inclusiva, che in pochi mesi ha fatto il suo ingresso sui mercati di mezzo mondo, si sogna qualche altro colpo eclatante, tanto che nelle scorse settimane si era addirittura parlato di Mario Balotelli – ma sono probabilmente solo rumors.
Sempre un bene diffondere la cultura della diversità anche nel mondo del calcio, anche se sul tema, con l’unico coming out professionistico come calciatore gay in Italia da parte di Jakub Jankto del Cagliari, c’è ancora molto da fare.

