Prende forma oggi, sia online che nelle strade di Roma, la campagna “Ritratti di Famiglia”, realizzata da una rete informale di associazioni della società civile.
La campagna restituisce al termine “famiglia” il suo significato più ampio, facendo riferimento alla realtà concreta che le persone vivono: checché ne dica la destra le famiglie infatti sono tante, diverse, fluide e d’elezione.
Attraverso social network, affissioni e immagini in movimento si vogoliono rappresentare le relazioni plurali presenti nella nostra società.
Le famiglie italiane secondo l’Istat

Secondo i dati Istat 2023 le famiglie sono circa 26 milioni e 200 mila, con una notevole varietà nella composizione chiaramente rilevata dai dati. Delle famiglie con nucleo, le coppie con figli3 sono il 50,3 per cento e, nonostante siano ancora oggi la tipologia prevalente, la loro incidenza si è ridotta di quasi 10 punti percentuali nell’arco degli ultimi venti anni. Sono aumentate le coppie senza figli, che rappresentano oggi poco meno di un terzo del totale dei nuclei (32,4 per cento) ed è cresciuto il peso dei nuclei monogenitoriali, che rappresentano il 17,3 per cento del totale. Inoltre, negli ultimi venti anni, è aumentata la quota di famiglie unipersonali e diminuita la percentuale di quelle numerose.
#RitrattiDiFamiglia, il perché di una campagna

“Vogliamo quindi sottolineare l’importanza del riconoscimento dei diritti civili e sociali per tutte le persone, allargando la definizione di famiglia, poiché la società è in costante cambiamento e non esiste un solo e unico ideale di famiglia, ma tanti quanti sono i nostri modi di esistere al mondo nelle diverse forme di relazione, convivenza, supporto reciproco, amicizia e solidarietà“, si legge nel comunicato ufficiale legato alla campagna. “Abbiamo scelto di mostrare questa pluralità, che contiene anche il modello più diffuso, che una visione integralista e reazionaria vorrebbe imporre come unico denominandolo “tradizionale”. Ma in realtà ciò che accomuna tutte le possibili forme familiari e di vita è l’elemento della scelta che ogni persona compie per sé stessa“.
Le associazioni promotrici della Campagna sono: Aidos, Certi Diritti, Cgil, Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Civiltà Laica, Famiglie Arcobaleno, Laiga, Period Think Tank, Più di 194 voci, Pro-choice rete italiana contraccezione e aborto, Rete Lenford, Rete Umbra 2020, Se non ora quando Torino, Unione degli atei e degli agnostici razionalisti – Uaar.
Quanti tipi di famiglia ci sono?

Omogenitorialità è un termine ombrello per riferirsi a diverse famiglie con figlie/i in cui almeno un genitore non è eterosessuale e/o cisgender. Cosa significa? Tantissime cose diverse. Se consideriamo che le persone possono essere gay, lesbiche, trans, bisessuali, asessuali e che si può diventare genitori in tanti modi diversi e in momenti diversi della propria vita, le combinazioni sono infinite. Nonostante l’invisibilizzazione e i continui attacchi, le famiglie omogenitoriali sono una realtà concreta, in Italia e nel mondo. Tuttavia, nel nostro Paese i loro diritti non sono ancora riconosciuti o sono a rischio.
Ma si può fare famiglia anche senza essere una coppia. Ci sono tante relazioni e non tutte sono monogame: famiglie allargate, ricomposte, ma non solo. Spesso né l’amore né il sesso sono al centro del legame: convivenze tra studenti, giovani adulti che lavorano o persone amiche da una vita che scelgono di starsi vicine. Anche questi sono veri e propri nuclei familiari, che permettono di vivere felici e sostenersi a vicenda. Non è questo il senso di fare famiglia?
Che dire poi del 36,8% delle persone che vive da sola? Sempre più persone scelgono di non convivere, ma questo non significa che siano sole o in attesa della “persona giusta”. Per molte persone, la vera famiglia è quella scelta: amicizie, affetti, con le quali non si condivide necessariamente un tetto. Non è un ripiego, è una scelta autentica, e non deve comportare né svantaggi, né stigma.
Il legame tra due persone è alla base dell’idea comune di famiglia. Ma anche questo tipo di famiglia è cambiato e continua a cambiare. I dati mostrano che le coppie senza figlie/i sono in aumento: fare famiglia è sempre più questione di solidarietà e non solo di matrimonio e genitorialità. Esistono oggi tanti modelli diversi e anche i ruoli di genere sono cambiati, ma rimane ancora molto da fare. Ad esempio rispetto alla divisione del lavoro domestico e di cura o alla parità salariale
La risposta al governo Meloni

Una campagna che prende forma dopo due anni di continui attacchi alle famiglie arcobaleno da parte del governo Meloni e della ministra Eugenia Roccella, che ha chiesto ai medici d’Italia di denunciare quei genitori che potrebbero fare ricorso alla gestazione per altri, resa ‘reato universale‘ dalla sua maggioranza.
Nei giorni scorsi ha fatto notizia la storia di una coppia di italiani fermati in Argentina con figlia nata tramite GPA. La giustizia argentina ipotizza di incriminare l’azienda che ha gestito l’accordo tra i due padri e la madre surrogata.





