A poche settimane dall’approvazione in Italia della legge che incrimina come reato universale i cittadini italiani che contraggano gestazione per altri all’estero, in Argentina due papà italiani sono stati trattenuti a Buenos Aires, con la figlia nata da gestazione per altri. È accaduto il 25 Ottobre, poco prima della mezzanotte. L’aereo dell’Air France stava per partire per Parigi quando è arrivata l’ordinanza del tribunale. Alla bambina di 15 giorni, ai due papà e alla donna argentina che ha partorito la bimba lo scorso 10 Ottobre, è stato vietato dalle autorità di salire sul volo, grazie a un procedimento penale aperto dalla giustizia federale ed eseguito con urgenza. La madre surrogata argentina, in difficoltà economiche, avrebbe accettato un compenso di 5.600 euro, e per gli inquirenti si configura un caso complesso da dipanare, perché in Argentina la gestazione per altri è legale, ma non è regolamentata, lasciando incerti i diritti dei genitori intenzionali, che devono spesso affrontare iter legali complessi per il riconoscimento della filiazione. Di seguito la ricostruzione della vicenda, come riportata dal quotidiano argentino La Nacion, dal quale abbiamo prelevato le ampie e documentate informazioni che seguono. In Argentina, il 62,5% della popolazione ha almeno un antenato italiano, ed è stimato che ci sia una presenza di oltre 25 milioni di persone di origine italiana.
In questo articolo
- 1 L’accordo di gestazione per altri e l’intervento delle autorità
- 2 La situazione economica della madre surrogata
- 3 Normativa argentina sulla gestazione per altri
- 4 Procedura legale per il riconoscimento della filiazione
- 5 Inchiesta sui casi di maternità surrogata e sospetti di sfruttamento
- 6 L’allerta delle autorità di immigrazione
- 7 Tentativi di imbarco e intervento del tribunale
- 8 Blocco del volo e indagini sui sospetti intermediari
- 9 Procedura penale e ruoli degli intermediari
- 10 Perquisizioni e dichiarazioni della madre surrogata
- 11 Dichiarazioni contrastanti e difficoltà economiche della madre
- 12 Contatti limitati con la bambina e le difficoltà della madre
- 13 Affidamento temporaneo della bambina e dichiarazioni legali
- 14 Procedimento complesso e incertezza legale sulla maternità surrogata
- 15 Inchieste parallele e casi di sfruttamento
- 16 Procedimenti giudiziari in altre regioni e accuse di reclutamento di donne vulnerabili
- 17 Esempio di gestazione per altri e potenziali sfruttamenti
- 18 Paesi in cui la gestazione per altri (GPA) è regolamentata e legale in varie forme
L’accordo di gestazione per altri e l’intervento delle autorità
I due papà e la donna avevano un accordo di gestazione per altri solidale: la bimba sarebbe stata figlia della coppia di padri e sarebbe cresciuta in Italia. Tuttavia, secondo le autorità argentine, la bambina sarebbe figlia della donna che l’ha avuta, che tuttavia non ha alcuna vocazione materna, e di uno dei due uomini, un oncologo di Padova, padre anche biologico. Nell’accordo ci sarebbe stato uno scambio economico di cinquemilaseicento euro. Secondo il giudice, la donna sarebbe indigente e quindi la maternità surrogata configurerebbe uno sfruttamento. Sfruttamento che gli inquirenti ad ora ipotizzano come reato a carico dell’azienda che ha gestito tutta l’operazione di surroga.
La situazione economica della madre surrogata
La giustizia argentina ha elementi per sostenere che la donna lo ha fatto perché aveva bisogno di denaro e non, come si legge nelle carte, per uno scopo meramente altruistico e senza compenso, hanno riferito fonti giudiziarie a La Nacion. La donna, 28 anni, avrebbe una pessima situazione economica, sarebbe senza lavoro, non ha terminato gli studi e sta crescendo da sola una figlia minorenne. “È in una situazione di estrema vulnerabilità“, ha detto un funzionario che conosce il caso.
Normativa argentina sulla gestazione per altri
In Argentina, la gestazione per altri (GPA o maternità surrogata) è legale. La GPA non è esplicitamente regolamentata dalla legge, quindi la sua pratica si basa su interpretazioni giuridiche, piuttosto che su una normativa chiara. La Costituzione argentina stabilisce che nessun cittadino può essere obbligato a fare ciò che la legge non richiede, né essere privato di ciò che non vieta. Pertanto, la gestazione per altri è considerata lecita, tuttavia non regolamentata, e questo lascia alcuni aspetti incerti, come il riconoscimento immediato della filiazione per i genitori intenzionali.
Procedura legale per il riconoscimento della filiazione
La mancanza di regolamentazione comporta che ogni caso di maternità surrogata richieda un’azione legale specifica per stabilire i diritti dei genitori intenzionali e confermare il loro status di genitori legali del bambino. Per esempio, il genitore intenzionale può dover comparire in tribunale per ottenere il riconoscimento della paternità o della maternità dopo la nascita del bambino. La giurisdizione locale, in particolare la città di Buenos Aires, ha emesso sentenze che richiedono il consenso della madre surrogata per trasferire la filiazione ai genitori intenzionali, e il processo può essere complesso e richiedere tempo.
Inchiesta sui casi di maternità surrogata e sospetti di sfruttamento
La Nacion riferisce che la giustizia argentina sta indagando su altri casi di maternità surrogata che nasconderebbero casi di tratta di esseri umani, ma quello dei due italiani di venerdì 25 Ottobre 2024 è il primo in cui una coppia è stata fermata prima di portare un bambino all’estero.
L’allerta delle autorità di immigrazione
L’allarme è scattato all’Ufficio Immigrazione mercoledì scorso, quando una ragazza si è presentata all’aeroporto con un cittadino italiano, chiedendo di poterlo autorizzare a viaggiare da solo con la loro bambina. Le autorità per l’immigrazione hanno avvertito – secondo fonti del caso – che la madre era molto distante dalla neonata e che c’era una “notevole disparità” con l’uomo che si era presentato come suo compagno.
Tentativi di imbarco e intervento del tribunale
L’uomo e la donna sono andati via senza completare la procedura, ma giovedì, il giorno dopo, hanno tentato la stessa cosa a Ezeiza. Avevano già perso un volo programmato per mercoledì e ne avevano un altro per quel giovedì. I documenti erano in regola perché i due risultavano essere i genitori della minore, ma lei risiedeva in un insediamento a Rosario e lui, che viveva in Italia, aveva registrato un solo precedente viaggio in Argentina, nell’agosto del 2023. Le autorità hanno così ipotizzato che era da escludere il concepimento naturale per quella coppia, e hanno quindi dedotto la presenza di gestazione per altri tramite surroga. L’immigrazione ha contattato il tribunale federale numero 1 di Lomas de Zamora, con giurisdizione sull’aeroporto, e ha presentato una denuncia. Il giudice Federico Villena ha rinviato il caso al procuratore Sergio Mola, che ha chiesto l’apertura di un’indagine penale per tre possibili reati: tratta di esseri umani, vendita di bambini o appropriazione di minori. In ogni caso, all’epoca nulla impediva all’uomo e alla donna di presentarsi davanti a un notaio per autorizzare la partenza dell’uomo con la bambina. Ma la coppia di papà, insieme alla donna surrogata, hanno scelto un altro approccio e venerdì hanno deciso di volare tutti e quattro in Europa. Secondo fonti giudiziarie avevano preso un volo dell’Air Europa per mezzogiorno, ma alla fine hanno deciso di salire più tardi sull’aereo dell’Air France che parte il venerdì, pochi minuti prima di mezzanotte.
Blocco del volo e indagini sui sospetti intermediari
A quel punto l’Immigrazione aveva già diramato un’allerta e quando l’aereo stava per decollare, il giudice ha firmato anche il divieto di lasciare il Paese. Sono stati quindi fermati prima dell’imbarco.
Procedura penale e ruoli degli intermediari
Il procedimento penale è agli inizi, ma un funzionario che lavora alle indagini ha detto a La Nacion che per il momento si intuisce che la presunta vittima del caso sarebbe la minore e che sarebbero gli “intermediari” ad essere indagati, dunque coloro che hanno assunto la donna che ha portato in grembo la figlia della coppia di papà italiani. I giudici accusatori sostengono che i due padri hanno pagato, svolto le indagini preliminari e le cure per la surroga a Rosario, quindi hanno usufruito di un servizio sanitario privato con Swiss Medical e hanno affittato alla donna un appartamento a Recoleta, quartiere centrale di Buenos Aires, poco prima della data prevista per il parto. La bambina è nata lo scorso 10 ottobre presso la Clinica Maternità e Clinica Svizzera Argentina.
Perquisizioni e dichiarazioni della madre surrogata
Il caso è in pieno svolgimento. Il giudice Villena sta effettuando delle perquisizioni e venerdì sono stati sequestrati i telefoni della donna e dell’uomo, entrambi registrati inizialmente come genitori della ragazza. Gli inquirenti avevano già notato movimenti a loro dire sospetti. La compagnia organizzatrice della surroga – che avrebbe operato a Rosario, ma avrebbe sede negli Stati Uniti – aveva comunicato con la ragazza tramite messaggi temporanei e avrebbe pagato quasi tutto in contanti, sia la donna, sia la clinica privata Swiss Medical. La consegna di sei milioni di pesos (circa cinquemilaseicento euro) è avvenuta, secondo le prime testimonianze del caso, al bar Rock & Feller’s di Rosario, dove una donna ha portato alla giovane una valigia con il denaro.
Dichiarazioni contrastanti e difficoltà economiche della madre
Sabato, dopo l’operazione all’aeroporto di Ezeiza conclusasi all’alba, il tribunale ha interrogato la donna e secondo alcune fonti riferite da La Nacion, la donna prima avrebbe detto di aver incontrato la coppia italiana in un bar di Rosario. In quel contesto, la donna ha riferito che la coppia le avrebbe espresso il desiderio di avere un figlio e lei avrebbe risposto di volerli aiutare. Successivamente la donna ha ammesso quello che, a quanto pare, secondo gli inquirenti sarebbe la realtà: la donna aveva bisogno di soldi, e i due l’avrebbero contattata tramite un gruppo Facebook, le avrebbero offerto 10 milioni di pesos (novemilatrecento euro), le avrebbero quindi fatto svolgere alcuni esami e le avrebbero infine detto che era idonea alla maternità surrogata. La donna sarebbe stata iscritta a un piano Swiss Medical e la compagnia di gestione della surroga le avrebbe fatto firmare una serie di documenti che la donna non avrebbe compreso nella loro completezza. La donna ha detto che, dopo sei mesi di gravidanza, le hanno pagato cinquemila e seicento euro, che le sarebbero serviti per ampliare una stanza nella casa di sua madre. La donna avrebbe aggiunto che in seguito si sarebbe resta conto che la somma ricevuta non era sufficiente.
Contatti limitati con la bambina e le difficoltà della madre
Quindi, riferisce La Nacion, la donna avrebbe detto che le avevano spiegato che dopo la nascita della bambina non avrebbe più avuto contatti con lei e che non poteva pentirsene, perché la figlia non sarebbe stata sua. La donna ha anche spiegato che all’eta di 18 anni aveva già donato i propri ovociti e che anche altre ragazze del suo quartiere hanno partecipato in passato a trattamenti come questo in cambio di denaro.
Affidamento temporaneo della bambina e dichiarazioni legali
La bambina è attualmente affidata alle cure di una coppia italiana composta da un uomo e una donna, che ha affittato un appartamento a Buenos Aires, in via Ecuador (molto vicino alla clinica dove è nata la bambina). Lunedì 28 Ottobre la coppia di papà italiani ha depositato una dichiarazione legale in cui promette di non portare la minore fuori dal paese, ha riferito il loro avvocato Arnaldo Germán Pereira Dos Santos al quotidiano argentino.
Procedimento complesso e incertezza legale sulla maternità surrogata
“Sarò un procedimento lungo, è un caso molto difficile e lo stiamo studiando a fondo, perché la maternità surrogata in Argentina non è legiferata. Lo stiamo studiando” ha detto un funzionario giudiziario che lavora al procedimento, che ha aggiunto che non è tuttora chiaro chi abbia compiuto il reato, né se ci sia realmente reato. I sospetti ricadono sugli autori del “business“, che traggono profitto dai bisogni delle persone: sia da eventuali donne che abbiano bisogno di denaro, sia da persone che abbiano un desiderio di genitorialità.
Inchieste parallele e casi di sfruttamento
Nell’articolo, La Nacion spiega che negli ultimi mesi casi simili sono stati aperti in diverse parti del Paese. Il caso più importante, riferisce il quotidiano argentino, è quello guidato dalla procuratrice Alejandra Mángano, capo della Procura per la tratta e lo sfruttamento di esseri umani (Protex), che ha sede presso il tribunale federale di María Eugenia Capuchetti, nei tribunali Comdoro Py. La procuratrice Mángano e la sua squadra stanno analizzando nel loro fascicolo più di 100 casi di presunto traffico.
Procedimenti giudiziari in altre regioni e accuse di reclutamento di donne vulnerabili
Inoltre, a Córdoba, lo scorso luglio, nove persone accusate di aver reclutato donne vulnerabili per surrogare il loro utero sono state convocate a seguito di indagini. Nel provvedimento sono indagati tuttora i titolari di due cliniche di fecondazione assistita che offrivano il servizio a persone con desiderio di genitorialità. Indagati anche gli avvocati che hanno effettuato “l’occultamento della situazione delle vittime e dell’aspetto economico dell’accordo presentato alla Giustizia”, e gli psicologi che hanno certificato l’attitudine delle donne reclutate per queste procedure. Il caso riguarda 14 casi. Sull’inchiesta, sono coinvolti, riferisce La Nacion, i pubblici ministeri Enrique Senestrari e Carlos Gonella, con il sostegno di Mángano. Il giudice è Alejandro Sánchez Freytes, che ha emesso il sequestro generale dei beni dell’imputato.
Esempio di gestazione per altri e potenziali sfruttamenti
Il caso dei due papà italiani bloccati a Buenos Aires configura un esempio di gestazione per altri non regolamentata. Questo può generare zone grigie nella procedura e la donna che assume su di sé la gravidanza, può facilmente essere vittima di sfruttamento. È quanto cercherà di stabilire la giustizia argentina.
Paesi in cui la gestazione per altri (GPA) è regolamentata e legale in varie forme
GPA Commerciale e Altruistica:
Stati Uniti (in alcuni Stati come California e Florida) e Russia permettono sia la surrogazione commerciale sia quella altruistica, con leggi che offrono tutela ai genitori intenzionali e alla madre surrogata.
Ucraina è una delle destinazioni principali per la GPA commerciale e vi possono accedere solo coppie eterosessuali sposate.
GPA Altruistica:
In Canada, Australia, Portogallo, Grecia, Paesi Bassi e Regno Unito, la surrogazione è consentita solo a titolo gratuito. Qui le madri surrogate possono ricevere rimborsi per le spese, ma non un compenso. Ogni Paese impone inoltre requisiti specifici per chi accede alla GPA, come documentazione medica o residenza.
Altri Paesi Europei:
Grecia e Portogallo permettono l’accesso alla GPA altruistica anche ai single e richiedono che almeno uno dei genitori intenzionali sia residente. La Francia, la Spagna, e la Germania vietano invece completamente la GPA.
Italia:
In Italia la gestazione per altri è vietata. Recentemente, come noto, l’Italia ha esteso il reato di accesso alla maternità surrogata anche ai suoi cittadini che vi accedano su territorio non italiano. Non sono chiari, ad oggi, i risvolti legali di quello che è stato definito “reato universale” al pari di genocidio, tratta di esseri umani, narcotraffico e commercio internazionale di armi.
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