Il movimento trans italiano si compatta: nasce l’Italia Trans Agenda

L'obiettivo, quello di sviluppare un’agenda politica condivisa da tutte le associazioni e i collettivi italiani per contrastare la transfobia e guardare al futuro con auto-determinazione.

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Superare le divergenze interne al movimento e compattarsi: questo è l’imperativo dell’Italia Trans Agenda, perché, come sottolineato dai promotori, “rimanere frammentati è un lusso che la comunità trans* non può più permettersi. Un’iniziativa condivisa da molteplici realtà dell’associazionismo italiano, decisa a far sentire una voce unitaria e determinata.

Con la crescente affermazione dei movimenti “anti-gender” sia nell’arena politica che nella società civile, l’Italia Trans Agenda si propone come una risposta concreta alla transfobia e alla carenza di rappresentanza a livello sistemico.

Il piano per il futuro? Sviluppare un’agenda politica condivisa e contrastare la sempre più dilagante propaganda d’odio, rafforzando al contempo legami nazionali e costruendo solide alleanze internazionali.

Italia Trans Agenda: il movimento unico per la liberazione dei corpi trans prende forma

Quello che ci sentiamo spesso dire come realtà che si occupano di diritti delle persone trans è di non essere mai tutte in linea, compatte, come dire, essere un po’ frammentate” spiega Christian Leonardo Crisalli, responsabile per le politiche trans* di Arcigay e coordinatore nazionale dell’Italia Trans Agenda.

Da questa riflessione è nata l’esigenza di identificare fin da subito un tema comune e condiviso: la transfobia. Non un argomento scelto a caso, ma una priorità imprescindibile, capace di riunire le diverse realtà del movimento trans*. L’iniziativa è stata ufficialmente lanciata in occasione del Trans Day of Remembrance 2024, una data simbolica che, ogni anno, richiama l’attenzione sul devastante impatto della discriminazione e della violenza di genere.

In occasione del TDOR, il primo lavoro di questo gruppo è stato raccogliere i dati della transfobia nel mondo, analizzando quelli forniti da TGEU, l’organizzazione europea che documenta ogni anno i transicidi. Abbiamo voluto soprattutto creare uno spazio per dare visibilità agli eventi, alle piazze e alle marce organizzate in tutta Italia, chiedendo alle persone di segnalarle sul portale“.

Oltre a offrire una mappa completa degli eventi locali e un form per segnalarne di altri, il sito include sezioni didattiche dedicate alla spiegazione del fenomeno transfobico in Italia, che Cristian descrive come “una cultura di odio che permea ogni aspetto della vita delle persone trans

Dalla discriminazione nel mondo del lavoro alla difficoltà di accesso alla sanità pubblica, passando per l’esclusione scolastica e sportiva, la transfobia è un problema sistemico che richiede un’azione condivisa e una visione a lungo termine“.

Una governance costruita sulle persone trans

Abbiamo voluto che il progetto fosse autentico e rappresentativo” chiarisce Cristian, rimarcando uno dei tratti distintivi dell’Italia Trans Agenda: il comitato redazionale è composto esclusivamente da persone transgender.Volevamo uno spazio in cui la voce delle persone trans fosse centrale. È un progetto di autodeterminazione, pensato per dare finalmente protagonismo alla comunità“.

L’obiettivo principale della rete è elaborare un’agenda politica chiara e condivisa, costruita attorno a temi in grado di unire le varie realtà trans.

Siamo molto diversi, però proveremo a fare la stessa cosa anche per il TDOV, quindi per marzo, sul tema dell’orgoglio. Stiamo già creando tavoli tematici per affrontare questioni fondamentali: salute, legislazione, lavoro, sport. Questa è una fase di consolidamento, un momento per trovare punti in comune tra il lavoro del TDOR e quello del TDOV. La speranza è che il movimento riesca a modificarsi, migliorarsi e rafforzarsi nel tempo. Io ci credo, e ci voglio credere“.

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Depatologizzazione e autodeterminazione: le sfide del futuro

Un pilastro fondamentale dell’Italia Trans Agenda è la battaglia per la depatologizzazione delle identità trans, un obiettivo che punta a superare un sistema ancora ancorato a modelli obsoleti.

In Italia siamo ancora legati a modelli vecchi, patologizzanti. In altri Paesi europei, come Spagna, Portogallo e Islanda, non è più necessaria una diagnosi per il riconoscimento legale del genere. Qui, invece, continuiamo a trattare le persone trans come malate, costringendole a sottoporsi a un iter burocratico e medico che non tiene conto della loro autodeterminazione”.

Il problema, tuttavia, non si limita a una questione normativa: da affrontare c’è anche la radicata discrepanza culturale che permea il sistema italiano: “Nei corsi di laurea in psicologia e psichiatria non si parla delle linee guida internazionali, come quelle della WPATH. C’è un’ignoranza di base che rende difficile promuovere un approccio affermativo e abbandonare definitivamente quello patologizzante. È un limite strutturale che va affrontato urgentemente“.

Per l’Italia Trans Agenda, la depatologizzazione non è solo un diritto, ma una condizione necessaria per il pieno riconoscimento della dignità delle persone trans, che richiede un cambio di paradigma profondo, dalla sensibilizzazione dell’opinione pubblica, a un doveroso, lungamente atteso intervento legislativo.

Non vogliamo una riforma della 164. Stiamo lavorando per stendere una legge nuova, capace di garantire il diritto all’autodeterminazione di genere e di proteggere i corpi intersex. È un cambiamento radicale, ma è necessario. Non possiamo più accettare compromessi su diritti che dovrebbero essere inalienabili“.

Transizione e affermazione di genere: “Perché non abbiamo bisogno di una riforma della Legge 164”

Oltre i confini: costruire alleanze internazionali

Mentre lavora per rafforzare il movimento trans in Italia, l’Italia Trans Agenda non perde però di vista la dimensione internazionale. Christian, che rappresenterà la rete al Consiglio d’Europa Transgender a Malta, vede questa come un’opportunità cruciale per creare alleanze transnazionali, forte di un movimento più compatto e per questo ancora più determinato.

Cercheremo di fare sponda, di creare contatti e di poter allargare, quindi parleremo di Italia Trans Agenda e cercheremo di far capire ci stiamo organizzando”. Ma il dialogo internazionale serve anche a evidenziare le criticità del sistema italiano.

Il cammino è ancora lungo e pieno di ostacoli, ma, già solo esistendo, l’Italia Trans Agenda sta già trasformando il panorama politico e culturale del movimento trans in Italia. “Ci saranno sfide, ma sono fiducioso. Le persone contano su di noi, non possiamo fallire, perché non c’è nessun altro che lo farà al posto nostro“.

Tra le associazioni partecipanti all’Italia Trans Agenda:

  • Arcigay Rete Trans Nazionale
  • CEST – Centro salute persone trans e Gender Variant
  • Gruppo Trans
  • Rete Genitori Rainbow
  • Non una di meno
  • Movimento Identità Trans
  • T Genus
  • ACET Associazione per la Cultura e l’Etica Transgendere
  • Sportello Trans
  • Gender X
  • L’Ottavo Colore
  • Servizio Accoglienza trans
  • Elaga

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