Malesia, tribunale ordina la restituzione degli orologi arcobaleno sequestrati perché “promuovono l’agenda LGBT”

Entro 14 giorni, i 172 orologi rainbow dovranno tornare alla Swatch. Sconfitto il governo della Malesia, che li ha addirittura banditi per legge.

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Malesia, tribunale ordina la restituzione degli orologi arcobaleno sequestrati perché "promuovono l'agenda LGBT" - Swatch arcobaleno - Gay.it
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Poco più di un anno fa le autorità governative della Malesia fecero irruzione in 11 negozi Swatch nei centri commerciali di tutto il Paese, sequestrando tutti gli orologi della collezione Pride dell’azienda svizzera. 172 orologi dal valore di 14.000 dollari con i colori dell’arcobaleno vennero confiscati tra il 13 e il 14 maggio 2023. Passato un anno e mezzo da quell’incredibile decisione, al governo malese è stato ordinato di restituire tutti gli orologi all’azienda madre.

Swatch batte Malesia

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Il ministro degli Interni Saifuddin Nasution ha annunciato che il team legale del governo malese sta esaminando la “base della sentenza”, per poi valutare un eventuale ricorso, ma al momento il ministero rispetterà l’ordinanza del tribunale.

L’azienda svizzera aveva descritto gli orologi come “rumorosi, orgogliosi, edificanti e pieni di significato“. Il primo ministro malese Anwar Ibrahim un anno fa difese la decisione presa dal suo esecutivo: “L’unica cosa che so è che la confisca è avvenuta perché gli orologi avevano simboli LGBT, non per i colori“. Quali, non è chiaro. Swatch ha giustamente fatto notare in tribunale come quegli orologi non promuovessero “alcuna attività sessuale, ma sono semplicemente un’espressione divertente e gioiosa di pace e amore”. E ha vinto, seppur grazie ad un cavillo legato alla non retroattività di una legge ad hoc pensata solo e soltanto per vietarli. Questo vuol dire che gli Swatch non potranno comunque essere venduti, anche una volta dissequestrati, ma torneranno alla casa madre.

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Chi ha paura di un orologio rainbow?

Swatch aveva presentato una denuncia legale chiedendo 14.000 $ di danni, precisando come gli articoli non fossero “in grado di causare alcun disturbo all’ordine pubblico“. Perché questa fu la motivazione che venne data al sequestro. A detta delle autorità malesi, quegli orologi rainbow “promuovevano, sostenevano e normalizzavano il movimento LGBTQ+, cosa che non è accettato dal pubblico in generale”. Successivamente il governo intervenne con una legge ad hoc per vietare i famigerati orologi, avvertendo che chi li avesse venduti o posseduti avrebbe rischiato fino a tre anni di carcere

Le autorità dovranno ora restituire gli articoli entro 14 giorni, come precisato dal procuratore del governo Mohammad Sallehuddin Md Ali all’Alta corte di Kuala Lumpur.

Malesia e l’omotransfobia

L’omosessualità è illegale in Malesia dal 1800 ed è punibile con una pena fino a 20 anni di carcere, una multa e la fustigazione. La censura è comune e imposta dallo Stato, utilizzando le clausole del Printing Presses and Publications Act del 1984. Film, TV e media contenenti temi LGBTQ+ sono severamente vietati. La scorsa estate il governo ha chiesto 2.5 milioni di dollari di danni ai The 1975, perché Matty Healy e Ross MacDonald si sono baciati sul palco di un Festival. Anche Ed Sheeran è andato incontro ad una richiesta di censura preventiva, con il suo concerto trainato dalle accuse di diffondere “ideologia LGBT”

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