Caserta, 14enne si toglie la vita, indagini: “contrasti familiari legati all’identità sessuale”

Inchiesta dei carabinieri. La scuola del giovane ha ribadito l'importanza di prendersi cura della salute mentale.

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Una ragazza di 14 anni si è tolta la vita: si indaga sulla possibilità che il suo orientamento affettivo avesse sconvolto la famiglia.
A Caserta una ragazza di 14 anni si è tolta la vita: si indaga sulla possibilità che il suo orientamento affettivo avesse sconvolto la famiglia.
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Il suicidio di un giovane ha sconvolto la comunità di Caserta. Claudio (nome di fantasia), ragazzo trans di 14 anni, è deceduto il giorno della Befana dopo essersi lanciato dal quarto piano della sua abitazione il 31 dicembre. Il giovane aveva già tentato il suicidio in passato ed era seguito dai servizi sociali per episodi di autolesionismo. Nonostante i disperati tentativi dei medici, le ferite riportate nella caduta si sono rivelate fatali.

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Le indagini, condotte dai carabinieri, puntano a chiarire le motivazioni del gesto. Sebbene siano circolate voci su possibili contrasti familiari legati all’identità sessuale del ragazzo, queste ipotesi non trovano al momento riscontro. Secondo quanto riportato dall’Ansa, i carabinieri della Compagnia di Caserta stanno indagando su diverse piste, includendo le voci diffuse nei giorni successivi alla tragedia, secondo cui il ragazzo avrebbe tentato il suicidio per contrasti familiari legati all’identità sessuale; tuttavia, al momento, tali ipotesi non trovano riscontro.

I militari della Compagnia di Caserta, riferisce l’Ansa, stanno indagando in più direzioni, e stanno approfondendo anche alcune voci insistenti circolate nei giorni della tragedia, ovvero che il ragazzo avesse tentato il suicidio per contrasti in famiglia dovuti a ragioni di identità sessuale; ma per ora non sarebbero emersi elementi in tal senso.

Sarebbe il secondo episodio in pochi giorni di violenza omobitransfobica consumata in famiglia, dopo l’episodio del ragazzo di 15 anni insultato e picchiato a Napoli dal padre perché gay.

Manifestazione a Roma per i diritti LGBTQIA+

Oggi alle 17, nel quartiere Trastevere (Viale Glorioso) a Roma, si terrà una manifestazione in difesa del diritto all’identità e all’amore, organizzata come risposta alla violenza omobitransfobica nel paese che ha nominato Marina Terragni, nota per le sue posizioni anti-LGBTQIA+, a Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.

Aggressioni in condominio nella capitale

Marco e Andrea, una coppia gay di Roma, hanno denunciato ripetute violenze, incluse aggressioni con acido e insulti omofobi, da parte di vicini di condominio. I due sono stati invitati ad abbandonare lo stabile perché definiti “malati”.

Ondata di odio omofobico sui social

A San Giorgio a Cremano, il sindaco Giorgio Zinno, apertamente gay, ha segnalato di essere stato bersaglio di un’ondata di odio omofobo sui social, con offese provenienti anche da giovani della sua città. Situazioni simili si sono verificate a Teverola (CE), dove il consigliere Pasquale Gnasso ha denunciato insulti omofobi da parte del collega Biagio Pezzella.

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Brutale pestaggio a Roma nella notte di Capodanno

Durante la notte di Capodanno, dieci ragazzi hanno aggredito brutalmente una coppia gay a Roma al grido di “Frci di mrda”. Stefano e Matteo, le vittime dell’attacco, hanno poi raccontato la vicenda in tv a Verissimo (Canale 5), portando alla luce la gravità dell’episodio.

Violenza a Trastevere

A Roma, quartiere Trastevere, due ragazzi sono stati assaliti da un gruppo di dieci persone per il solo fatto di camminare mano nella mano. Colpiti con pugni e calci, sono riusciti a sfuggire all’aggressione salendo su un autobus.

Attacchi neofascisti al Cassero di Bologna

A Bologna proseguono le intimidazioni neofasciste contro il Cassero, storico centro LGBTQIA+ italiano. Tra le azioni violente si è letto anche uno striscione con la scritta “Via tutti i fr*ci“.

Firma qui la petizione “Io non sto col branco

Il ragazzo aveva un dolore interiore

Il giovane che si è tolto la vita lo scorso 31 dicembre veniva descritto come riservato e dotato di grande talento artistico, frequentava la parrocchia del Buon Pastore, dove suonava la chitarra nel coro.

Il parroco, ha ricordato Claudio come un ragazzo gentile e sensibile, segnatp però da un dolore interiore profondo. “Era amato dalla famiglia e da tutta la comunità, ma portava dentro un peso che non riusciva a condividere”, ha detto.

La scuola frequentata dal ragazzo ha espresso il proprio cordoglio in un messaggio pubblico, sottolineando l’urgenza di riflettere sull’importanza della salute mentale e del sostegno emotivo per i giovani. Anche l’Arcigay Napoli ha lanciato un appello per un intervento più deciso contro l’omotransfobia.

 

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Le autorità continuano a indagare, ascoltando testimoni e familiari, per ricostruire nel dettaglio le circostanze che hanno portato a questa tragedia. Nel frattempo, la comunità si stringe attorno alla famiglia di Claudio, profondamente colpita dalla perdita.

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