Roma, nuova aggressione omofoba. Due ragazzi a braccetto presi a calci e pugni

Altra notte di omofobia nel cuore di Roma. Le associazioni LGBTQIA+: "Chi non agisce in Parlamento è complice dei carnefici”.

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Sciacca aggressione omofobia
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Un’altra aggressione omofoba nel cuore di Roma, pochi giorni dopo il pestaggio a Stephano e Matteo in zona Malatesta, avvenuto la notte di Capodanno. A denunciarlo è LaRepubblica, con due ragazzi picchiati in pieno centro, a Trastevere, solo e soltanto perché a braccetto.  I due giovani hanno per ora chiesto l’anonimato, in attesa di presentare denuncia ufficiale alle forze dell’ordine.

Il branco contro una coppis

L’aggressione è avvenuta il 4 gennaio tra le ore 22 e le 23, davanti alla scalea del Tamburino, dopo “essere scesi dal tram preso a piazza Venezia”. I due ragazzi venivano da viale Trastevere e stavano percorrendo viale Glorioso quando, “a circa cinquanta metri dalla scalinata”, hanno notato “che un gruppo di almeno 10 ragazzi occupava il marciapiede su cui stavamo camminando”. “Per non passare in mezzo a loro ci è venuto naturale spostarci al centro della carreggiata”. Ma questo non è bastato ad evitare lo scontro.

Un ragazzo si tira su il cappuccio e si distacca dal gruppo, poi inizia ad avanzare verso di noi. Indossava anche uno scaldacollo e degli occhiali per nascondere il volto. Dopo di lui anche tutti gli altri ci sono venuti incontro, circondandoci”. “Prima è partito un calcio, da una persona vestita con una tuta blu, ma quando ha tirato su il piede la scarpa, di colore bianco, è volata per aria”. Poi “un ragazzo ha iniziato a correre per saltare sulla schiena del mio ragazzo, che è stato raggiunto da un pugno al volto”. “Un’altra persona ha provato a colpire me, ma per fortuna ho parato il colpo con l’avambraccio”. I due giovani riescono a correre via ma il branco, “i cui componenti dimostravano sui 18 anni”, li insegue fino a quando la coppia non riesce a salire su un autobus.

La denuncia della coppia aggredita

“Non abbiamo ferite visibili. Ma a livello psicologico siamo rimasti traumatizzati: nel parapiglia abbiamo notato uno di questi ragazzi mettere le mani in tasca per prendere qualcosa: e se fosse stato un coltello? Io sono nato e cresciuto a Roma, frequento Trastevere da quando ho iniziato a uscire autonomamente a 15 anni. Non eravamo in un luogo isolato, anzi, c’erano anche dei testimoni. Avevamo ricevuto già due volte degli insulti per strada, ma erano iniziati e terminati lì. Stavolta si è passati alle mani, a una violenza totalmente gratuita, per il solo fatto di essere a braccetto”.

Sarà ora molto complicato individuare i colpevoli, perché tutti coperti con i cappucci, ma il clima che si respira in Italia nei confronti della comunità LGBTQIA+ è irrespirabile. In pochi giorni ci sono state quattro spaventose aggressioni, tra Torino, Bologna e Roma, con la ministra alla pari opportunità Roccella silente insieme a tutto il governo Meloni, che da due anni alimenta il fuoco della discriminazione con dichiarazioni scellerate e proposte di legge discriminatorie, volutamente divisive.

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Individuati i primi aggressori di Stephano e Matteo

Sabato scorso un migliaio di persone si sono ritrovate al Pigneto, in piazza Malatesta, per esprimere solidarietà a Stephano e Matteo, coppia di ragazzi selvaggiamente picchiati la notte di Capodanni da 10 adolescenti. I primi quattro giovani coinvolti nell’aggressione sono stati individuati e sono tutti italiani, tra i 18 e i 19 anni.

È il momento di rilanciare la nostra lotta insieme alla società civile e di respingere la vuota solidarietà di certa politica, come anche iniziative di facciata dannose portate avanti sulla pelle di chi è stato colpito“, hanno sottolineato in un comunicato congiunto le associazioni AGAPANTO, Agedo Roma, Circolo Mario Mieli, CEST, Collettivo Ugualmente, Dì Gay Project, EDGE, Gaynet, Famiglie Arcobaleno – Associazione genitori omosessuali, NUDI, Libera Rugby Club, Rete Genitori Rainbow, Rete Lenford, Tgenus, Tuscia Pride.

“Ribadiamo la nostra proposta di delibera comunale basata su standard essenziali per policy e servizi LGBTQIA+ e sull’impegno delle amministrazioni a costituirsi parte civile in caso di aggressioni omofobe sul proprio territorio. Sul piano nazionale, dopo Torino, Milano, Roma e ancora Roma, dopo i diversi messaggi minatori alle nostre sedi negli ultimi giorni, e dopo l’assordante silenzio della maggioranza di Governo, è sempre più urgente l’approvazione di un pacchetto d’emergenza che pretendiamo ora: integrare la nostra ex legge Mancino con orientamento sessuale e identità di genere, incrementare e usare al meglio il fondo stanziato per l’educazione sessuale e affettiva nella manovra, ritirare tutti i ricorsi del Governo e le circolari contro le famiglie arcobaleno, smettere di perseguitare i minori transgender privandoli di farmaci salvavita, vietare le pratiche di conversione. Questi provvedimenti sono l’abc a confronto con quanto fatto in tutta la UE e potrebbero essere votati in meno di un mese. Chi non agisce in Parlamento è complice dei carnefici”.

Alleanza Verdi e Sinistra presenterà oggi un’interrogazione parlamentare al ministro dell’interno Piantedosi per capire quali misure intenda adottare per contrastare l’escalation omofoba delle ultime settimane.

© Riproduzione riservata.

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