Trump demolisce gli studi anti HIV e cancella LGBTIQ, trans e non binary dai documenti scientifici

Affondo reazionario e anti-scientifico senza precedenti, la comunità accademica reagisce.

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Donald Trump McDonald's - immagine creata artificialmente con Grok
Donald Trump ha chiesto una profonda revisione dei documenti scientifici che dovranno essere approvati dall'amministrazione USA: cancellate le parole LGBTI+, transgender e non-binary con un approccio anti-scientifico senza precedenti - immagine creata artificialmente con Grok
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Se non fosse una notizia del 2025, sembrerebbe una sceneggiatura scartata di un film distopico. Invece, è tutto vero. I Centri statunitensi per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie saranno presto costretti a ritirare tutti gli articoli scritti dai propri scienziati e destinati a pubblicazioni esterne per sottoporli al vaglio della nuova amministrazione Trump.

La revisione mira a rimuovere qualsiasi riferimento che contrasti con la nuova linea governativa, che riconosce solo due sessi e cancella dal lessico ufficiale parole come “transgender“, “LGBT” e “non binario“.

L’ordine è arrivato via e-mail direttamente dal responsabile scientifico del CDC ai dirigenti dell’agenzia. L’ha confermato a Reuters un funzionario federale, che ha preferito restare anonimo per evitare ripercussioni. Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti, sollecitato sulla questione, ha scelto invece di non rilasciare dichiarazioni.

Trump, il controllo sulla comunità scientifica

Quello orchestrato dall’amministrazione Trump non è però solo un intervento censorio sui testi futuri, ma una vera e propria revisione retroattiva senza precedenti – destinata ad avere effetti devastanti sulla salute pubblica.

Ogni studio che coinvolge ricercatori del CDC, anche se già sottoposto a peer review o in fase di pubblicazione, dovrà infatti essere ritirato e riscritto per conformarsi alle direttive dell’amministrazione Trump. Se gli autori non potranno modificare direttamente un paper già accettato da una rivista scientifica, il CDC chiederà loro di rimuovere il proprio nome e di disconoscere il proprio lavoro.

Un attacco diretto alla libertà accademica, senza precedenti nella storia della sanità pubblica americana, perché la posta in gioco non è solo la terminologia utilizzata nei documenti ufficiali, ma il cuore stesso della ricerca scientifica: i dati raccolti per anni e i risultati di studi fondamentali sulla salute pubblica verranno coscientemente e strategicamente manipolati o soppressi.

A dimostrarlo c’è un altro fatto inquietante: insieme alla revisione degli articoli, venerdì il CDC ha rimosso pagine web contenenti statistiche su HIV e AIDS, oltre a un database che monitorava i comportamenti a rischio tra i giovani.

Un attacco diretto alle comunità più vulnerabili

Le reazioni della comunità scientifica e degli attivisti non si sono fatte attendere. “Non possiamo semplicemente cancellare certe popolazioni dalla ricerca e dalla prevenzione delle malattie infettive” ha dichiarato Carl Schmid, direttore dell’HIV+ Hepatitis Policy Institute. Non è difficile capire cosa significhi: senza dati aggiornati e senza studi che tengano conto delle specificità della comunità LGBTQIA+, l’accesso alla salute diventa una chimera.

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Il rischio concreto è infatti che le politiche di prevenzione e trattamento dell’HIV – già ostacolate negli Stati Uniti da tagli e stigmatizzazione – subiscano un colpo mortale.

Anche gli editori delle principali riviste scientifiche americane sono sul piede di guerra. Il dottor Alfredo Morabia, caporedattore dell’American Journal of Public Health, ha definito la mossa del governo “un attacco diretto al Primo Emendamento, mettendone in discussione la legittimità legale. “Come può un governo decidere quali parole una rivista può usare per descrivere una realtà scientifica? Quella realtà deve essere nominata” ha aggiunto.

Scienza piegata alla politica: un pericoloso precedente

Il caso del CDC è però solo l’ultima tappa di una strategia più ampia con cui Trump sta smantellando pezzo dopo pezzo le istituzioni che si occupano di salute pubblica.

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Già lo scorso 21 gennaio, tutte le agenzie sanitarie federali avevano ricevuto l’ordine di sospendere la pubblicazione di comunicazioni ufficiali per consentire una revisione dei contenuti da parte degli uomini di fiducia del presidente. Ora il controllo si estende anche alla ricerca scientifica indipendente.

La scienza non può piegarsi a un’ideologia politica” ha commentato il dottor Carlos Del Rio, caporedattore della sezione HIV/AIDS del NEJM Journal Watch Infectious Diseases. Ma è esattamente ciò che sta accadendo. Gli esperti di sanità pubblica sanno bene che rimuovere parole come “transgender” o “non binario” dai documenti ufficiali non renderà meno reali le persone a cui si riferiscono. Ma renderà più difficile per loro ottenere cure adeguate, essere visibili nei dati statistici e, di conseguenza, rivendicare diritti e protezione.

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