Nel 1965, l’egittologo Ahmed Moussa, ha fatto una straordinaria scoperta a Saqqara, l’antica necropoli egizia: la tomba dei due fratelli, appartenente a Niankhkhnum e Khnumhotep, due servi egiziani vissuti intorno al 2400-2450 a.C. La loro storia, tuttavia, apre anche ad uno scenario più romantico (e probabilmente plausibile): siamo di fronte alla prima coppia gay della storia?

Niankhkhnum e Khnumhotep sono la prima coppia gay della storia?
L’importanza storica del ritrovamento, anche per via dei dettagli delle decorazioni presenti al suo interno, ha evidenziato una possibile relazione che potrebbe andare ben oltre gli schemi prestabiliti dall’epoca.
Questi due uomini non erano semplici servi della corte del faraone, ma occupavano posizioni di grande prestigio: erano sacerdoti del Tempio del Sole di Niuser e parrucchieri e supervisori della manicure del re (ebbene sì, l’estetica era cosa seria anche nell’Antico Egitto).
Nonostante siano ufficialmente descritti come “fratelli” (alcuni sostengono fossero anche gemelli), molti storici ritengono che questa fosse solo una copertura sociale per nascondere una relazione più profonda tra di loro.
L’elemento cardine che ha “convalidato” questa chiave di lettura ci viene mostrato da alcune raffigurazioni presenti all’interno della tomba (cosa mai vista prima): Niankhkhnum e Khnumhotep sono rappresentati in piedi, faccia a faccia, con i nasi che si toccano e le mani intrecciate.

In altre parole, un gesto di affetto così intimo da essere stato riservato, in tutte le altre rappresentazioni dell’epoca, solo alle coppie sposate. Tuttavia, nei graffiti presenti nella mastaba (la loro sepoltura), ci sono anche altri elementi che li raffigurano insieme alle loro rispettive famiglie (mogli e figli vengono ritratti chiaramente in alcune scene di vita quotidiana).
Per questo motivo, dalle immagini presenti, si è anche ipotizzato che i due uomini potessero essere apertamente bisessuali. Qui non si tratta di “modernizzare il passato” ma di riconoscere che l’amore, in tutte le sue forme, ha sempre fatto parte della storia umana.

La straordinaria architettura della tomba
La tomba si distingue per la sua struttura imponente, divisa in due sezioni: una parte costruita in pietra calcarea e un’altra scavata direttamente nella roccia.
L’ingresso è adornato da due colonne su cui sono incisi i loro nomi e titoli (geroglifici combinati tra di loro che formano un gioco di parole che potrebbe essere collegato alla loro relazione).
Il percorso interno porta a un cortile aperto, decorato con scene di vita quotidiana, dalla caccia alla scultura, dalla lavorazione dell’oro fino alla preparazione delle offerte per il loro funerale.

Queste scoperte non sono solo reperti archeologici, ma vere testimonianze storiche di altissimo interesse culturale e storico. L’Antico Egitto, spesso dipinto come una società rigidamente eteronormativa, mostra invece spaccati di una realtà molto più fluida e complessa.
Che si trattasse di compagni di vita, amanti o fratelli di sangue, Niankhkhnum e Khnumhotep ci insegnano che il desiderio di stare insieme, di essere ricordati e celebrati, è qualcosa che trascende il tempo e le etichette.
E se ancora oggi c’è chi si scandalizza per l’amore queer, forse dovrebbe darsi una ripassata alla storia…

