Dopo il primo assaggio di successo nel 2023 con “Polvere”, Olly conquista definitivamente il pubblico con “Balorda nostalgia”, canzone che gli vale la vittoria del Festival di Sanremo 2025. Puntiamo però qui l’attenzione su una vecchia ombra, riemersa dal passato della nuova star della canzone italiana.

Il video di Olly: omofobia o errore di gioventù?
Si tratta di un video risalente a sei anni fa, quando il cantante, allora appena diciottenne, si esibiva in un freestyle dai toni omofobi. Il filmato, già circolato nel 2023, torna a galla anche oggi e scatena i social.
In una vecchia intervista a Il Fatto Quotidiano, Andrea Conti gli aveva già chiesto conto di quelle parole.
Il giornalista aveva citato testualmente il testo incriminato: “Tu sei una checca non ti fotterei la tipa, non mi piace l’HIV, alla tv ti fai tante seghe che beh non ti prendi l’AIDS”. Parole forti, offensive, che oggi suonano ancor più fuori luogo perché intrise anche da una buona dose di ignoranza.
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Interrogato sulla questione, Olly aveva risposto con un mea culpa pubblico: “Non ne ho parlato allora, non volevo che la questione degenerasse. Per me è molto importante parlarne ora. Anzitutto mi scuso subito con tutti quelli che si sono offesi e a ragione. A quasi 22 anni riconosco di aver usato quelle parole con la leggerezza di un ragazzino di 18 anni”.

Alla domanda diretta sul motivo di quel freestyle, Olly aveva fornito una spiegazione quantomeno discutibile: “Quei versi di 10 secondi facevano parte di un’altra cosa. Era un freestyle di esercizio per la mia logopedista per curare la erre moscia, poi degenerato nella scrittura senza alcun senso. Non c’era nessun tipo di attacco volontario e riconosco, con la testa di oggi, che è offensivo”.
Una giustificazione che aveva lasciato delle perplessità. Se davvero si trattava di un esercizio di logopedia, perché usare un linguaggio tanto offensivo e discriminatorio?

L’accusa di queerbaiting
Sempre nella stessa intervista del 2023, il giornalista ha parlato di una sua presunta strategia di queerbaiting, ovvero il tentativo di strizzare l’occhio alla comunità LGBTQIA+ senza un reale impegno.
Olly aveva risposto con sicurezza: “Ho sempre agito in maniera naturale e spontanea. Non ho mai agito secondo un metodo preparato per intercettare un certo tipo di pubblico. Per me il pubblico è universale e inclusivo”.
Tuttavia le polemiche non si sono certamente placate. Due anni dopo, molti utenti sui social lo accusano di aver cambiato rotta, abbandonando quella presunta apertura per mostrare un’immagine più mascolina.
Durante l’ospitata a Domenica In, nonostante il caldo post-esibizione, tiene addosso il giacchetto per paura di essere etichettato come “esibizionista”.

Il web non perdona: il passato di Olly torna virale
Nonostante Il Fatto Quotidiano avesse dichiarato che il video fosse introvabile, il filmato del freestyle è riapparso online scatenando una vera e propria bufera: “Il vostro caro amato Olly omofobo che associa i gay all’AIDS”, scrivono su “X”.
La domanda è chiara: un errore di gioventù può trasformarsi in una “piaga” che ti perseguita per sempre?
Se da una parte c’è chi ritiene che Olly abbia fatto ammenda, sia maturato e non debba certamente essere crocifisso per un errore adolescenziale, dall’altra, c’è chi ritrova nella sua vittoria le “macchie” del passato.
Che il vincitore di Sanremo 2025 possa essere realmente omofobo – con sincerità – si fa fatica a crederlo. Le sue scuse appaiono sincere e poco avvezze ad una mossa solo per ripulirsi l’immagine.
Una seconda occasione non si nega a nessuno, ma accompagnata dalla consapevolezza di quanto le parole abbiano un peso: vedremo se Olly saprà dimostrarlo.
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