JD Vance vuole che il Regno Unito abroghi la legge contro l’omotransfobia per arrivare ad un accordo commerciale

Gli USA vorrebbero fare leva sui dazi per portare il Regno Unito a cestinare una legge che esiste da quasi 40 anni.

Ascolta:
0:00
-
0:00
JD Vance vuole che il Regno Unito abroghi la legge contro l'omotransfobia per arrivare ad un accordo commerciale - JD Vance e Giorgia Meloni - Gay.it
3 min. di lettura

Da poche ore a Palazzo Chigi insieme alla presidente del consiglio Giorgia Meloni e ai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti d’America, vorrebbe che il Regno Unito abrogasse le proprie tutele contro i discorsi d’odio nei confronti delle persone LGBTQ+ e di altre minoranze, al fine di garantire un accordo commerciale con gli USA.

A darne notizia una fonte anonima all’Independent, un’importante figura di Washington che ha collaborato con l’amministrazione Trump.

La fonte anonima dell’Independent che svela il piano USA

La fonte ha affermato che il vicepresidente USA sarebbe “ossessionato dalla caduta della civiltà occidentale“, convinto che la libertà di parola nel Regno Unito sia attualmente soppressa attraverso tali leggi.

Pochi giorni fa intervistato da UnHerd, Vance aveva sottolineato l’”affinità culturale” tra USA e Regno Unito. “Stiamo certamente lavorando molto intensamente con il governo di Keir Starmer su un accordo commerciale”. “Il presidente Trump  ama davvero il Regno Unito. Amava la regina. Ammira e ama il re. È una relazione molto importante”.  “C’è una vera affinità culturale. E naturalmente, fondamentalmente, l’America è un paese anglosassone”. “Penso ci sia una buona possibilità che, sì, arriveremo a un grande accordo nell’interesse di entrambi i Paesi“.

“L’ottimismo espresso dal vicepresidente [su un accordo commerciale] è un modo per esercitare ulteriore pressione sul Regno Unito sulla libertà di parola. Se un accordo non va in porto, il partito laburista fa una brutta figura”, ha ora affermato la fonte dell’Independent. “Senza libertà di parola, niente accordo. È semplice.”

La fonte ha poi citato il recente discorso di Vance ad un evento a Monaco di Baviera, in Germania, per la Heritage Foundation, il think tank conservatore che ha messo mano al pericoloso Project 2025. Nel suo intervento Vance ha affermato che il liberalismo e l’immigrazione sarebbero “il modo più sicuro per distruggere la democrazia”. “La minaccia che più mi preoccupa nei confronti dell’Europa non è la Russia, né la Cina, né nessun altro attore esterno. Ciò che mi preoccupa è la minaccia interna, l’arretramento dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali“, ha detto Vance, aggiungendo: “Se la democrazia americana può sopravvivere a 10 anni di rimproveri a Greta Thunberg, voi potete sopravvivere a qualche mese di Elon Musk“.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Il Public Order Act del Regno Unito dal 1986 proibisce “parole o comportamenti minacciosi o offensivi” che esprimano “odio razziale“, odio “contro persone per motivi religiosi, identità di genere o orientamento sessuale“. Il Racial and Religious Hatred Act del 2006 ha poi proibito l’incitamento all’odio contro gruppi specifici.

Una fonte di Downing Street, ufficio del Primo Ministro Keir Starmer, ha dichiarato al quotidiano Independent che la libertà di parola “non è al centro dei colloqui” con gli USA.

Tuttavia, proprio questo sembrerebbe essere uno dei principali punti critici. I colloqui Regno Unito / USA sono iniziati il ​​mese scorso, quando Starmer ha fatto visita a Trump alla Casa Bianca, per poi intensificarsi all’inizio di questo mese con l’annuncio dei dazi da parte del presidente americano. Sebbene i dazi siano stati sospesi per 90 giorni, la speranza è che si possa raggiungere un accordo prima della loro rientrata in vigore. Proprio alla Casa Bianca nel corso dell’incontro con Starmer e Trump, Vance aveva parlato di “un rapporto speciale con i nostri amici nel Regno Unito e con alcuni dei nostri alleati europei. Ma sappiamo anche che ci sono state violazioni della libertà di parola che non riguardano solo gli inglesi. Ciò che gli inglesi fanno nel loro paese è una loro scelta, ma ha effetti anche sulle aziende tecnologiche americane e, per estensione, sui cittadini americani”.  “In Gran Bretagna e in tutta Europa, la libertà di parola, temo, è in ritirata”.

Da quel colloquio si sarebbe passati all’irricevile richiesta di abrogare le leggi contro l’odio nei confronti delle persone LGBT+, facendo leva sui dazi e sulle inevitabili ripercussioni economiche.

Nel frattempo Vance, come detto, è arrivato a Roma. “Sono onorata di accogliere a Palazzo Chigi il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance che non vedo da un sacco di tempo“, ha ironizzato Giorgia Meloni, avendo incontrato appena ieri sia Vance che Trump alla Casa Bianca con riferimento diretto al “woke” poi stroncato da Luca Guadagnino a Otto e Mezzo.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.