Da ieri nei cinema d’Italia con l’attesissimo Queer, 2° al debutto al box office con € 66.773 in 24 ore e un totale di € 123.098 grazie alle anteprime, Luca Guadagnino si è concesso una curiosa partecipazione televisiva ad Otto e Mezzo, su La7. Dopo l’ospitata più congeniale a Che Tempo che Fa su Nove, il regista di Chiamami col tuo nome ha bissato con Lilli Gruber andando ben oltre la tradizionale promozione cinematografica.
Guadagnino vs. Meloni
Guadagnino ha infatti commentato l’incontro tra la premier Giorgia Meloni e il presidente USA Donald Trump. Arrivata alla Casa Bianca la leader di Fratelli d’Italia ha rivelato alla stampa presente che Italia e USA condividono una lotta, quella “contro l’ideologia woke che voglio cancellare dalla storia“.
Posizione che Guadagnino ha pubblicamente e senza mezzi termini criticato.
“Conta però che lei ha detto due cose per me molto molto spiacevoli, cioè che l’Italia o quanto meno il governo italiano come quello americano combatte il woke, ovvero si è servita di un linguaggio banale, che semplifica una cosa che ha una portata storica, che ormai si muove da trent’anni e più nelle società occidentali. E ha detto pure che lei vuole che l’Occidente torni grande mettendo in atto, un’idea di decadenza dell’Occidente in base ai valori che l’hanno distrutto, cioè quelli diciamo dell’accoglienza dell’apertura nei confronti delle diversità, che ovviamente è una sciocchezza totale. Insomma, secondo me Meloni ha ribadito quello che è, e Trump è stato gentile con lei perché lei che è un po’ la mascotte di quel gruppo di uomini.”
Parole inequivocabili, quelle del regista, che ha girato 7 film negli Usa. “Secondo lei quest’incontro è servito più a Giorgia Meloni o più a Donald Trump?”, ha domandato Gruber a Guadagnino. Che ha così replicato:
“È servito più a Giorgia Meloni. Da provinciale aveva bisogno di essere accolta in quel posto così importante per lei, seppur già accolta da Biden più di una volta. Ma adesso era più facile perché Trump fa parte della sua squadra, parliamo di un’estrema destra con dei toni che esprimono sempre qualcosa di sinistro”. “Ma è un successo di poche ore. Se fosse un film sarebbe una scena che giriamo, montiamo e poi tagliamo dal film finito. È una scena pleonastica, un po’ irrilevante questo incontro tra lui e lei”.
Dopo Queer arriva After the Hunt
Presentato in concorso ufficiale alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 2024, Queer è uscito ieri in Italia distribuito da Lucky Red. Daniel Craig e e il folgorante Drew Starkey si sono concessi due interpretazioni straordinarie, portando in scena una storia d’amore universale, in cui le ossessioni, le dipendenze, le paure, lo svelarsi dei sentimenti, le solitudini, le seduzioni, gli attimi di inspiegabile e impareggiabile gioia si susseguono nel racconto intimo e profondo del film tratto dall’omonimo romanzo di William S. Burroughs.
Queer, chiacchierato sin dalla premiere veneziana per le sue scene di sesso, è ambientato nel 1950. William Lee è un americano sulla soglia dei quaranta espatriato a Città del Messico. Passa le sue giornate quasi del tutto da solo, se si escludono le poche relazioni con gli altri membri della piccola comunità americana. L’incontro con Eugene Allerton, un giovane studente appena arrivato in città, lo illude per la prima volta della possibilità di stabilire finalmente una connessione intima con qualcuno. Qui la nostra recensione.
Archiviato Queer Guadagnino ha già montato After the Hunt, thriller interpretato da Julia Roberts, Andrew Garfield e Ayo. Saltato Cannes 2025 il film sarà quasi certamente presentato in anteprima mondiale alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 2025. Julia Roberts, che a detta del regista si sarebbe concessa la prova d’attrice di una vita, è Alma Olsson, professoressa universitaria di Yale che diventa involontaria confidente di Meggie Price (Ayo Edebiri), tra le sue studentesse migliori. La ragazza accusa Henrik Gibson (Andrew Garfield), suo insegnante e collega di Olsson, di avere oltrepassato il limite nei suoi confronti e di aver proseguito in pesanti avances anche dopo il suo rifiuto. Non è chiaro chi dica la verità e chi menta, con la professoressa in difficoltà perché lo scandalo rischia di far venire a galla anche un oscuro segreto che riguarda il suo passato. Completano il cast Michael Stuhlbarg e Chloë Sevigny.
