Padova, preside vieta lo schwa sul giornalino della scuola. Il Pd presenta un’interrogazione parlamentare

Gli studenti hanno parlato di censura, mentre la dirigente scolastica di un linguaggio della scuola che "deve poter parlare a tutti e non solo alla comunità queer". E il caso finisce in Parlamento.

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Padova, preside vieta lo schwa sul giornalino della scuola. Il Pd presenta un'interrogazione parlamentare - Wild Times Padova - Gay.it
Wild Times, Padova
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Chi ha paura di un giornalino scolastico? Giovanna Soatto, preside del liceo di Padova “Pietro Selvatico”, ha censurato quanto scritto da un’ex studentessa sulle pagine di Wild Times. Il motivo? La giovane aveva utilizzato lo schwa. Una scelta ritenuta “inopportuna” da parte della dirigente, che ha chiesto la modifica del testo prima della sua pubblicazione.

La denuncia degli studenti che parlano di censura

Padova, preside vieta lo schwa sul giornalino della scuola. Il Pd presenta un'interrogazione parlamentare - Wild Times Padova e il caso Schwa - Gay.it
Wild Times, Padova e il caso Schwa

La redazione del giornalino ha denunciato l’accaduto parlando di vero e proprio ‘atto di censura’.

Cinque anni fa il “Wild Times” è nato come espressione degli studenti del nostro liceo, che si sentivano oppressi dall’emergenza sanitaria e dall’impossibilità di vedersi e comunicare Questo progetto è stato per moltissimi un luogo dove esprimere al massimo la propria creatività, condividendo le proprie passioni e le proprie conoscenze”. “Un luogo dove abbiamo conosciuto amici e avuto la possibilità di confrontarci con altri studenti di tutte le età. Per tutti noi, il giornalino studentesco dovrebbe rimanere tale: un’opera degli studenti del Liceo Selvatico che ci insegna giorno per giorno quanto l’arte sia espressione dell’artista, quanto ciò che scriviamo, dipingiamo e creiamo non sia fatto per essere espressione del pensiero di altri, ma del nostro“.

“Se perfino la Cassazione ha tolto madre e padre dai documenti dei minori per non essere discriminatoria, perché non si può usare una vocale neutra?”, si è domandata Sophie Volpato, rappresentante della Rete Studenti Medi.

La replica della preside Giovanna Soatto

Da parte sua la dirigente non ha fatto un passo indietro, anzi, accusando lo schwa di essere discriminatorio.

Non è un fonema leggibile ad alta voce spiega e, usato in quel contesto, non è né necessario né efficace. Anzi, mi è parsa una forzatura che rischiava di diventare giudicante verso chi non condivide quelle scelte linguistiche. Il linguaggio della scuola deve poter parlare a tutti, non solo alla comunità queer. Non ho fermato il giornalino, ho solo chiesto che venisse rispettata la lingua italiana, già di per sé inclusiva“, ha sentenziato la preside, etichettando il linguaggio neutro come esclusiva del movimento LGBTQIA+.

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L’interrogazione parlamentare del Pd

 

Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico, ha annunciato la presentazione di un‘interrogazione parlamentare sul tema della libertà di espressione nelle scuole e sull’utilizzo di linguaggi inclusivi.

La redazione studentesca ha reagito coraggiosamente con una lettera aperta definendo l’accaduto ‘un atto di censura‘, e ricordando che il loro giornalino ‘è nato per dar voce a tutti, non per omologare il pensiero'”. “Trovo triste che una battaglia che vuole raccontarsi come ‘in difesa della lingua italiana‘ abbia come esito la soppressione e la censura di ciò che liberamente viene scritto dalla comunità studentesca”. “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”, ha sottolineato Scarpa, citando l’articolo 21 della Costituzione, per poi denunciare “il clima culturale oscurantista e repressivo che l’attuale governo sta promuovendo nel mondo della scuola e della cultura. Come la circolare di marzo del ministro Valditara che invita le scuole ad ‘attenersi alle regole della lingua italiana’ evitando simboli come lo schwa”.

Fratelli d’Italia sostiene la preside di Padova

La destra di governo ha infatti intrapreso la sua urgente battaglia contro il linguaggio inclusivo con tanto di intervento diretto del Ministero dell’Istruzione, chiaramente difesa dal senatore di Fratelli d’Italia Luca de Carlo, coordinatore regionale Veneto del partito di Giorgia Meloni. “Condivido pienamente l’intervento della preside Scotto. Non c’è nulla di inclusivo in un linguaggio non comprensibile ed è bene che questo messaggio passi soprattutto nelle scuole“, ha precisato de Carlo. “Non a caso l’Accademia della Crusca ha più volte evidenziato che le pratiche come la schwa e l’asterisco non sono grammaticalmente corrette e che il loro impiego ostacola la leggibilità e l’accessibilità dei testi. Per far sì, dunque, che l’art. 21 della Costituzione venga davvero rispettato é importante continuare a promuovere l’uso della lingua italiana – la lingua in cui è scritta infatti la stessa Costituzione – e non di altre invenzioni lessicali che invece di includere finiscono per escludere“.

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