C’è anche un gruppo di donne transgender ad accogliere Papa Francesco per l’ultimo saluto riservato nella basilica vaticana di Santa Maria Maggiore. Un gesto fortemente simbolico e al tempo stesso potente, che arriva al termine del pontificato di Bergoglio ribadendo il clima di apertura, solidarietà ed accettazione, già manifestato in passato. A fare da tramite ai vari incontri, ci aveva pensato Suor Geneviève Jeanningros, amica di Francesco e da 56 anni vicina alla comunità LGBTQIA+ e ai giostrai del Luna Park di Ostia Lido. Ma chi sono le donne trans presenti in forma riservata all’ultimo saluto di Bergoglio?

In questo articolo
- 1 Le donne trans giunte per l’ultimo saluto a Papa Francesco
- 2 La reazione delle ragazze trans: “Sconcertate, ora hanno paura”
- 3 Francesco e l’incontro con le donne transgender
- 4 Alessia Nobile, la consegna del libro e la lettera del Papa
- 5 Chi è Suor Geneviève Jeanningros, amica di Bergoglio e vicina alla comunità LGBTQIA+
Le donne trans giunte per l’ultimo saluto a Papa Francesco
Un momento riservato a pochi presenti, quello che vede protagonista un piccolo gruppo di donne transgender e alcune persone omosessuali per rendere l’ultimo saluto a Bergoglio. Ad accompagnarle saranno Suor Geneviève Jeanningros, la piccola sorella di Gesù e probabilmente don Andrea Conocchia, parroco della Beata Vergine Immacolata, una piccola chiesa di Torvaianica.
Laura Esquibel, donna trans paraguayana, è una di loro. In una foto presente su diverse testate nazionali, la si vede al fianco di Suor Geneviève, poco prima della cerimonia di chiusura della bara di Bergoglio. “Sono stata la prima donna transgender ad aver stretto la mano di Papa Francesco. L’ho visto sette volte, abbiamo pranzato insieme”, ricorda Laura.
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Potrebbe esserci anche Marcela, uruguayana ma in Italia da 25 anni, anche lei appartenente a una comunità trans di Torvaianica. “Avevo perso la fede tanti anni fa durante la mia transizione. Durante la pandemia abbiamo conosciuto il nostro parroco, siamo tutte lavoratrici sessuali e avevamo perso il lavoro. Non sapevamo come vivere. Grazie a suor Genevieve abbiamo conosciuto Papa Francesco che ci ha aiutato anche economicamente. Lui mi ha fatto ritrovare la fede. Mi disse: ‘Siamo tutti uguali davanti agli occhi di Dio'”, ha raccontato ai microfoni dell’Ansa, nelle ore precedenti ai funerali di Francesco.
Claudia Victoria Salas, altra donna transgender, era stata accolta da Papa Francesco nel 2022, così come Claudia Valentina Tejerina, transgender argentina, che ai giornalisti aveva raccontato del suo incontro con Bergoglio: “L’incontro col Papa ha cambiato qualcosa? Il cambiamento uno lo vive dentro. Gli altri non sanno che siamo andati dal Papa, io mi sento più tranquilla con me stessa”.
La reazione delle ragazze trans: “Sconcertate, ora hanno paura”
La morte di Papa Francesco ha lasciato un grande vuoto nella comunità trans di Torvaianica. A riferirlo è stato Don Andrea Conocchia che ha definito le sue amiche e parrocchiane trans “sconcertate e ora hanno paura di essere abbandonate. Venerdì voglio tornare con loro a San Pietro per un ultimo saluto al Papa che ci ha voluto bene”.

Lo stesso parroco della Beata Vergine Immacolata, sperava di poter ancora incontrare Bergoglio insieme alle sue parrocchiane, nelle udienze generali del mercoledì. “E’ da lunedì che penso a tutte quelle persone che il Papa ha aiutato, hanno perso un riferimento, hanno perso una sicurezza, una persona che gli ha dato tanto riconoscimento e anche aiuto materiale attraverso l’Elemosineria. Sono smarrite. Spero che venerdì possiamo salutarlo insieme con le ragazze trans e qualche amico omosessuale. Ma spero soprattutto che le porte che il Papa ha aperto non si chiudano e che i processi possano essere portati avanti con coraggio e profezia”, ha dichiarato, come riportato da TuttoSport.com.
Francesco e l’incontro con le donne transgender
Il 6 ottobre 2022, Noemi Cabral, donna trans e figura conosciuta nella comunità LGBTQIA+ romana, era stata trovata senza vita in un albergo della Capitale. Noemi, che esercitava il lavoro di prostituta sul litorale romano, faceva parte del gruppo di persone trans che, durante la pandemia, aveva ricevuto l’aiuto di Papa Francesco.
A raccontare la sua storia era stata La Repubblica, riportando un episodio toccante: una suora aveva consegnato a Papa Francesco un cartoncino con la foto di Noemi e il ricordo dell’udienza del 27 aprile precedente, quando Noemi e altre donne trans erano state ricevute in Vaticano. A rendere possibile quell’incontro era stata proprio Suor Geneviève Jeanningros, una delle figure più attive nell’avvicinare la comunità trans ai gesti concreti di solidarietà della Chiesa.
L’incontro di aprile non era stato un episodio isolato. Durante un’altra udienza, nel luglio 2022, Laura Esquivel, raccontò l’emozione vissuta nel vedere da vicino il Papa: “Mi sono sentita privilegiata: vedevo tutta la gente in piazza e io ero a 20 metri da lui. Si è comportato come una persona normale. Gli ho baciato la mano, lui ha baciato la mia”, dichiarò.
Alessia Nobile, la consegna del libro e la lettera del Papa
Alessia Nobile, donna transgender di Bari, è stata la destinataria di una lettera scritta a mano e firmata da Francesco. La donna trans, credente, il 21 giugno 2022 aveva incontrato il Papa a Roma. Un’occasione durante la quale era riuscita a consegnare al Pontefice il suo libro, basato sulla sua storia, dal titolo “La bambina invisibile”.
“Sono andata in Vaticano con un gruppo di cristiani omosessuali religiosi: loro conoscevano una suora francese amica del Papa, Suor Geneviève, che si occupava anche di aiutare le ragazze transgender”, aveva raccontato Nobile a Vanity Fair. Si presentò al Pontefice come “una donna transgender”, mettendo le mani avanti qualora non avesse voluto riceverla, ma così non fu.

Francesco fece di più; non solo accettò il libro di Alessia, ma la spronò a raccontare: “Hai fatto benissimo a scrivere questa storia. Bisogna raccontare, informare, perché le persone non sanno”. Da quell’incontro la donna ne rimase colpita al punto da scrivere, il giorno seguente, una lettera a Bergoglio per ringraziarlo. Poche settimane dopo, con grande sorpresa ricevette una mail da Padre Gonzalo Aemilius, segretario personale del Papa, contenente in allegato la lettera del Pontefice scritta a mano:
“Cara sorella, grazie tante per la tua mail. Mi ha commosso. Sono d’accordo con te sul problema dei pregiudizi. Fanno tanto male! Agli occhi di Dio tutti siamo i suoi figli, e questo è quello che conta! Abbiamo un Padre che ci ama, che è vicino con compassione e tenerezza. A tutti, nessuno escluso. Proprio questo è lo stile di Dio: vicinanza, compassione, tenerezza. Prego per te, per favore fallo per me. Che il Signore ti benedica e la Madonna ti custodisca. Fraternamente, Francesco”.

Chi è Suor Geneviève Jeanningros, amica di Bergoglio e vicina alla comunità LGBTQIA+
Suor Geneviève Jeanningros è stata tra le prime persone a portare l’ultimo saluto a Papa Francesco, restando a lungo in preghiera, accanto alla sua bara. Per la quarta volta è tornata a rendere omaggio al Pontefice: “Era un padre, un fratello, un amico. Mancherà a tutti”, ha commentato commossa. La sua foto, in lacrime, nel giorno della traslazione, all’angolo del feretro, è diventata inevitabilmente virale. Al suo fianco era presente anche Laura Esquibel, che Francesco lo aveva visto per ben sette volte, pranzando con lui e cucinandogli ogni tanto le sue amate empanadas: “Lo volevo molto bien”.
Oggi 82enne, suor Geneviève Jeanningros, la piccola sorella di Gesù, non ha mancato neanche un appuntamento in piazza San Pietro, ogni mercoledì, per salutare il Pontefice. È stata lei a fare da mediatrice negli incontri tra Bergoglio e nomadi, circensi, transgender, omosessuali e coppie.
Suor Geneviève ha frequentemente accompagnato da Papa Francesco in Vaticano un gruppo di signore transgender che si dedicano alla prostituzione lungo il Litorale Romano. Durante gli anni del Covid, Francesco ha fornito supporto a queste donne grazie all’intermediazione della religiosa francese, che ha facilitato l’inoltro delle loro richieste di aiuto alla comunità trans.

Mi ha fatto piacere leggere che Papa Francesco e' stato anche molto vicino alle persone trans e alla gente gay. Il Papa ha dato dignita' alla comunita' e preghera' affinche' queste comunita' siano accettate senza discriminazioni e violenze.